Tetto del 4% sugli interessi dei mutui prima casa a tasso variabile

Sono operativi gli sconti sulle rate dei mutui prima casa a tasso variabile, con tetto al 4% e accollo dello Stato dell'eventuale scarto, previsti dal Decreto legge anticrisi.

E' stato pubblicato oggi, 5 marzo 2009, il Provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate che, in attuazione del decreto legge numero 185/2008, stabilisce le modalità per la comunicazione alle banche e agli intermediari finanziari degli intestatari dei mutui che, sulla base delle informazioni disponibili presso l'Anagrafe tributaria, posseggono i requisiti per godere dell'agevolazione.

L'agevolazione spetta agli intestatari di un mutuo a tasso variabile contratto per l'acquisto, la costruzione e ristrutturazione dell'abitazione principale - eccetto quelle di categoria A1 (abitazioni signorili), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici) - sottoscritto entro il 31 ottobre scorso, sulle rate da corrispondere nel 2009.

Sono agevolati anche i mutui rinegoziati in applicazione del decreto legge numero 93/2008 con effetto sul conto di finanziamento accessorio, oppure, a partire dal momento in cui lo stesso conto ha un saldo pari a zero. Al riguardo, si ricorda che i soggetti aventi diritto, ma non individuati dall'Agenzia delle Entrate, possono comunque richiedere alla banca o all'intermediario finanziario mutuante di poter beneficiare dell'agevolazione, mediante presentazione di una autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti.

Le quote delle rate a carico dello Stato, come previsto dal Dl anticrisi, sono anticipate dalle banche e dagli istituti finanziari, a cui è attribuito un credito d'imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione. I beneficiari del credito d'imposta, pari alla parte di rata a carico dello Stato, dovranno indicarne l'ammontare maturato e il relativo utilizzo in una sezione ad hoc del modello 770/2010 relativo all'anno 2009.

Il «tetto» al 4% per gli interessi sulle rate da pagare nel corso del 2009 si applicherà anche ai mutui a tasso misto, quelli che prevedono la scelta fra fisso e variabile a scadenze determinate. Il chiarimento, all'indomani della pubblicazione del provvedimento dell'agenzia delle Entrate.

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Commenti e domande

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  • nicola capece 14 gennaio 2010 at 08:02

    Vorrei sapere quando si prescrive il mancato pagamento di una rata di rimborso di mutuo fondiario ovvero se i 10 anni decorrono dalla scadenza della rata o dalla scadenza del mutuo?

    • cocco bill 14 gennaio 2010 at 09:01

      La prescrizione parte dalla data di scadenza della rata, indipendentemente dalla scadenza del contratto di mutuo.

  • stella celentano 19 ottobre 2009 at 05:54

    Suggerimenti per chi si accinge a stipulare un mutuo

    Per i mutui stipulati dopo Febbraio 2007 non avete penali di estinzione e altra news importante, la surroga e la rinegoziazione sono gratuiti per cui potrete passare quando volete dal fisso al variabile.

    Alcune banche però mettono dei limiti al numero di volte le quali si può chiedere la rinegoziazione, per cui leggete bene il contratto di mutuo prima di firmare qualcosa e combinare un bel pastrocchio!

    Attenzione anche alla clausola floor, che ti stende al tappeto!Nel nostro sito abbiamo parlato più volte di questa problematica, puoi leggere negli altri articoli del nostro sito a riguardo, cercando la parola chiave “clausola floor“.

    Inoltre prima di firmare un mutuo qualsiasi sia il tasso fatevi specificare quanto è lo spread, in quanto è inutile avere un tasso basso e lo spread del 3%!

    Se posso darvi un consiglio utilizzate una tipologia di mutuo ibrida e veramente utile per il risparmiatore, il mutuo a tasso misto. Siamo infatti in un momento del mercato in cui l’ Euribor è ai minimi storici con il costo del denaro al minimo storico.

    Dunque per i prossimi due anni fatevi fare un mutuo a tasso variabile con l’opzione di portarlo a fisso quando i tassi Euribor si saranno rialzati (2011?).

    Ciò per evitare qualsiasi equivoco contrattuale con la banca che può mettere nel contratto delle clausole del numero di rinegoziazioni di diritto del mutuatario.

  • rodolfo spina 22 settembre 2009 at 14:10

    L’Antitrust ha comminato a Bnl una multa da 180mila euro per pratiche commerciali scorrette. Alla base della decisione dell’Autorita’ ci sono i ritardi e i comportamenti dilatori nell’applicazione della procedura semplificata della cancellazione dell’ipoteca.

    In particolare, per le obbligazioni principali estinte prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge sulle liberalizzazioni del 2007, la condotta contestata consiste nell’adottare comportamenti dilatori rispetto alle richieste dei clienti di rilascio della quietanza oppure nell’omettere sistematicamente le risposte alla corrispondenza inviata dai consumatori.

    Per le obbligazioni principali estinte dopo la data di entrata in vigore della legge, invece, il comportamento contestato consiste nel rilasciare al mutuatario la quietanza che attesta la data di estinzione dell’obbligazione e nel trasmettere al conservatore la relativa comunicazione con una tempistica molto lunga piu’ rispetto ai 30 giorni previsti dalla legge.

    Per motivi analoghi erano stati condannati altri ‘primari’ istituti bancari.

  • Anonimo 5 settembre 2009 at 23:08

    E per i mutui stipulati prima del 2 febbraio 2007, come si applica la penale di estinzione?

    • marina leuca 6 settembre 2009 at 06:11

      In caso di estinzione anticipata, totale o parziale, dei mutui stipulati prima del 2 Febbraio 2007 (acquisto prima casa) o prima del 3 aprile 2007 (acquisto o ristrutturazione di unità immobiliare adibite ad abitazione, o allo svolgimento della propria attività), la penale è dovuto nell’importo massimo fissato dall’Accordo ABI-Associazioni dei consumatori siglato il 2/5/2007: le penali stabilite dall’accordo sono le seguenti:

      a) Mutuo a tasso variabile:

      * 0,50 % penale soglia
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      b) Mutuo a tasso fisso stipulato antecedentemente all’anno 2001

      * 0,50 % penale soglia
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      c) Mutuo a tasso fisso stipulato nel 2001

      * 1,90 % nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo
      * 1,50 % nella seconda metà del periodo di ammortamento del mutuo
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      d) Mutuo a tasso misto stipulato prima del 2001

      * 0,50 % penale soglia
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      e) Mutuo a tasso misto stipulato dal 2001

      e1) che prevedono variazione del tasso con cadenze periodiche pari o inferiori ai due anni

      * 0,50 % penale soglia
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      e2) che prevedono variazione del tasso con cadenze periodiche superiori ai due anni

      se il tasso è variabile al momento dell’estinzione:

      * 0,50 % penale soglia
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      se il tasso è fisso al momento dell’estinzione:

      * 1,90 % nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo
      * 1,50 % nella seconda metà del periodo di ammortamento del mutuo
      * 0,20 % nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo
      * 0,00 % negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo

      Il periodo di ammortamento da considerare (ai fini dell’applicazione delle misure massime delle penali 1,90 e 1,50) è circoscritta alla parte dello stesso regolata a tasso fisso, vigente al momento dell’estinzione anticipata del mutuo.

      Clausole di salvaguardia: nel caso in cui il contratto di mutuo preveda penali pari o inferiori alle misure massime stabilite dall’accordo, bisognerà applicare le seguenti riduzioni:

      * Mutui a tasso variabile / mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001: riduzione 0,20%
      * Mutui a tasso fisso stipulati dal 2001:
      * se la penale contrattuale è pari o superiore a 1,25 %: riduzione 0,20 %
      * se la penale contrattuale è inferiore a 1,25 %: riduzione 0,15 %

  • matteo 5 settembre 2009 at 15:59

    Buongiorno, io vorrei estinguere il mutuo sulla prima casa stipulato nel febbraio 2004 e mi è stato chiesta una penale pari al 1% della cifra residua.

    Non essendo esperto in materia chiedo se, dato la legge Bersani, l’estinzione anticipata è soggetta alla penale.

    • marina leuca 6 settembre 2009 at 06:04

      Riassumiamo brevemente il contenuto della normativa.

      Il c.d. Decreto Bersani bis, convertito nella legge 40/2007, prevede la nullità delle clausole penali per l’estinzione anticipata dei mutui, cioè di quelle clausole dei contratti di mutuo che prevedono il pagamento alla banca di una somma – compresa solitamente tra lo 0,5% ed il 3% del capitale restituito in anticipo – nei casi in cui il mutuatario rimborsi anticipatamente alla banca tutto il capitale mutuato o parte di esso.

      L’art. 7, rubricato “estinzione anticipata dei mutui immobiliari divieto di clausole penali“, stabilisce che è nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, ivi incluse le clausole penali, con cui si convenga che il mutuatario, che richieda l’estinzione anticipata o parziale di un contratto di mutuo per l’acquisto o per la ristrutturazione di unita’ immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attivita’ economica o professionale da parte di persone fisiche, sia tenuto ad una determinata prestazione a favore del soggetto mutuante.

      Eventuali clausole in contrasto con tali nuove disposizioni sono nulle di diritto e non comportano la nullità dell’intero contratto di mutuo.

      La disciplina in esame si applica solo ai contratti di mutuo stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge (2 febbraio 2007). Per quanto riguarda i contratti di mutuo stipulati anteriormente alla predetta data, la legge ha previsto che la misura massima dell’importo della penale dovuta in caso di estinzione anticipata o parziale del mutuo deve essere determinato mediante un accordo tra l’ABI (l’associazione che rappresenta le banche) e le associazioni dei consumatori più rappresentative a livello nazionale (qui il testo dell’accordo ).

      La seconda misura semplificatoria introdotta riguarda la cancellazione delle ipoteche: le nuove disposizioni prevedono che l’ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo si estingue automaticamente alla data di avvenuta estinzione dell’obbligazione garantita.

      Prima di questo intervento normativo per procedere alla cancellazione dell’ipoteca a garanzia di mutuo bancario occorreva rimborsare integralmente il mutuo alla banca, stipulare quindi un atto notarile con il quale veniva raccolto il consenso della banca alla cancellazione dell’ipoteca ed infine l’esecuzione materiale della cancellazione da parte dell’Agenzia del Territorio.

      Questa procedura rimane sempre valida, ma ad essa si affianca quella più breve e meno costosa prevista dalla nuova disciplina: questa prevede ora che l’ipoteca si estingue automaticamente decorsi 30 giorni dall’avvenuto integrale rimborso del mutuo. Non occorre più l’atto notarile.

      La banca, infatti, e’ tenuta a rilasciare al debitore quietanza attestante la data di estinzione del mutuo e a trasmettere all’Agenzia del Territorio la relativa comunicazione entro trenta giorni dalla stessa data e senza alcun onere per il debitore.

      L’ipoteca da estinguere deve essere “volontaria” e quindi la nuova procedura semplificata NON si applica alle cancellazioni di ipoteche legali o giudiziali.

      La norma prevede tuttavia che l’estinzione non si verifica se la banca, ricorrendo un giustificato motivo ostativo, comunica all’Agenzia del territorio e al debitore, entro il medesimo termine di trenta giorni successivi alla scadenza dell’obbligazione che l’ipoteca permane.

      Fatte queste premesse possiamo rispondere alla domanda del sig. Matteo.

      Posto che non si comprende che tipo di mutuo egli abbia stipulato, le conclusioni sono due: o il mutuo in questione e’ stato contratto “per l’acquisto o per la ristrutturazione di unita’ immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche” ed allora la banca deve applicare le nuove disposizioni normative, oppure si tratta di un mutuo contratto con finalità diverse da quelle sopra previste dal Decreto Bersani bis ed allora questa norma non si applica e troverà piena applicazione il contratto di mutuo stipulato, con la conseguenza di dover pagare per l’estinzione anticipata la penale originariamente prevista.

      L’applicazione della norma è infatti limitata ai mutui contratti per acquistare o ristrutturare gli immobili adibiti ad abitazione o allo svolgimento di attività economica o professionale da parte di persone fisiche.

      Diverso il discorso per la cancellazione dell’ipoteca: se, come ipotizzo, l’ipoteca accesa sul Suo immobile e’ un ipoteca volontaria a garanzia di contratto di mutuo (non importa che si tratti di mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della casa o per altre finalità) troveranno applicazione le nuove disposizioni, che prevedono un meccanismo automatico di cancellazione dell’ipoteca, senza alcun onere per Lei.

  • jacopo armellini 4 settembre 2009 at 08:00

    In caso di surroga su che somma si deve pagare l’assicurazione scoppio e incendio: su quello che ha periziato la banca accettante la surroga o sul prezzo di acquisto dell’immobile?

    • c0cc0bill 4 settembre 2009 at 08:19

      In caso di allungamento del mutuo, alla sua scadenza la polizza incendio e scoppio deve essere integrata. Quindi l’importo sara’ quello che ha periziato la banca subentrante.

      Va comunque detto che non e’ obbligatorio nell’applicazione della legge Bersani sulla portabilita’ del mutuo stipulare una nuova polizza incendio e scoppio.

      Chiaramente il vincolo deve essere pero’ trasferito a favore della banca subentrante nel ruolo di creditore. Il debitore invece puo’, se preferisce, cancellare la sua polizza incendio e scoppio nel caso essa sia pagata annualmente senza o con tacito rinnovo.

      Inoltre,se la polizza incendio e scoppio ha durata decennale e ha pagato almeno 3 annualita’,con la legge Bersani puo’ disdire previa raccomandata con due mesi di anticipo, se ha pagato il precontato.

      Nel caso in cui invece il debitore abbia pagato anticipatamente per tutta la durata del mutuo, la compagnia ha il diritto di non accettare la cancellazione e non rimborsare nulla.

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