Il fallimento personale negli Stati Uniti

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Negli Usa il privato cittadino che non riesce più a pagare le rate dei propri debiti può chiedere al tribunale di vendere le proprie proprietà e distribuire il ricavato ai creditori, in modo da ottenere la possibilità di ricostituire un merito di credito. Si tratta di una sorta di “fallimento” personale che viene gestito attraverso il ricorso alle procedure descritte dal settimo capitolo (Chapter 7) del Codice fallimentare Usa. In alternativa, in base al Capitolo 13 (Chapter 13) i privati con fonti di reddito regolari possono chiedere ai giudici civili di bloccare l’escussione dei debiti senza dover liquidare il proprio patrimonio per un periodo di tempo prefissato, dai tre ai cinque anni, durante il quale non potranno accedere al credito ma saranno tenuti a rimborsare quanto dovuto ai creditori. È un meccanismo simile a quello delle imprese che possono ricorrere all’undicesimo capitolo (Chapter 11) del medesimo Codice.

Molti debitori statunitensi, schiacciati da debiti insanabili creati da interessi del 18-23%, sono i migliori clienti per le banche: fedeli o meglio «incatenati», sono una perenne fonte di guadagno.

«Ogni giorno mi offrono due o tre nuove carte di credito, American Express, Diner’s, Mastercard: è una tentazione», dice Laura Fogle. Eppure Laura è proprio la persona da cui le banche dovrebbero star lontane: la donna, nubile con due figli, era così indebitata che ha fatto (come permette la legge americana) fallimento personale: ossia ha ottenuto di non pagare i precedenti debiti contratti con le carte di credito.

10 Luglio 2008 · Loredana Pavolini

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Stai leggendo Il fallimento personale negli Stati Uniti Autore Loredana Pavolini Articolo pubblicato il giorno 10 Luglio 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 22 Agosto 2017 Classificato nella categoria archivio storico

Commenti e domande

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  • Nicola 18 Luglio 2011 at 23:38

    Vorrei porre una domanda sul fallimento del debitore consumatore e la cancellazione dei debiti (esdebitazione), sulle ipotesi di concordato con i creditori da introdurre per legge in Italia, sui debiti in generale e su tutti gli argomenti correlati. Grazie

    • Simone Saintjust 19 Luglio 2011 at 04:52

      Ciao Nicola, puoi porre tutte le domande che vuoi. Ma come dovrebbe essere chiaro dal contesto, quello di cui parliamo è un disegno di legge non ancora approvato.

  • De Laurenti 10 Novembre 2009 at 15:39

    I commenti delle associazione consumatori e giusto,ma alla camera deiDeputati esiste ed giace da molti anni una legge che salvaguardia il ” FALLIMENTO DELLA/E PERSONE FISICHE”,ora mi chiedo perche’ non si tira fuori e salva tante persone cho molti tentato anche suicidi ed altre disgrazie familiari chesono sull’orlo della Disperazione?Fate qualcosa che questa legge venga approvata e cosi salviamo tante persone efamiglie da uscire fuori da questa giungla di questi estorsori autorizzati che applicano tassi fuorilegge,ed evitiamo di riccorrere all’usura..Grazie saluti De Laurenti

  • augusto spada 2 Settembre 2009 at 14:49

    L’allarme di Adiconsum sui prestiti facili concessi dalle finanziari online: “Internet fa crescere l’indebitamento e il rischio di insolvenza”. Tanto che l’associazione torna a chiedere all’Abi e all’Assofin di sottoscrivere un accordo per estendere alle famiglie la moratoria del credito concessa alle imprese.

    Bastano una busta paga, una connessione Internet, un po’ di incoscienza, e il ‘fallimento’ personale è servito. On line, quella dei prestiti facili concessi dalle finanziarie è ormai una giungla, con offerte allettanti ma con tassi di interesse spesso border line con l’usura: “Internet fa crescere l’indebitamento e il rischio di default, soprattutto con operazioni come la cessione del quinto e la delegazione di pagamento che impegnano direttamente parte dello stipendio senza adeguate verifiche”, spiega all’ADNKRONOS il responsabile credito di Adiconsum, Fabio Picciolini.

    Il risultato è una overdose di credito a buon mercato che rischia di far saltare il bilancio precario di tante famiglie italiane. Tanto che l’Adiconsum torna a chiedere con forza all’Abi, e quindi anche all’Assofin, di sottoscrivere un accordo per estendere alle famiglie la moratoria concessa alle imprese. Il rischio, sempre più concreto, è che non si arrivi alla fine del mese.

    A maggior ragione, in un contesto di difficoltà crescenti. “L’autunno si presenterà per molte famiglie particolarmente difficile. In assenza di una ripresa reale, molti saranno i contratti e le casse integrazione che rischiano di tramutarsi in perdita del posto di lavoro”, avverte l’associazione dei consumatori. Come avviene nel caso, documentato, denunciato all’ADNKRONOS. Con una sola busta paga da 1.600 euro nette, inoltrate nel giro di poche settimane richieste a tre finanziarie, e dichiarata l’esistenza degli altri finanziamenti, è stata ottenuta l’autorizzazione a tre prestiti per una vacanza, l’acquisto di un’auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 5.000 euro in 48 rate da 125,10 euro, 25.000 euro in 84 rate da 401,60 euro, 30.000 euro in 84 rate da 482 euro. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 1008,70 euro e 20.227,20 euro di interessi. Tirate le somme, il fallimento è praticamente assicurato.

    Anche se gli slogan sono spesso equivoci, ‘poche domande tante risposte’, ‘prestito alla velocità della luce’, ‘soddisfatti senza alcuna garanzia’, nulla di illegale e nessun sospetto di truffa. Almeno per le finanziarie prese in esame che sono tutte iscritte all’Ufficio Italiano Cambi e associate all’Assofin, l’associazione di categoria. Per ottenere un prestito basta avere una busta paga, ma sono previste anche formule per chi non può dimostrare il proprio reddito, per sottoscrivere diversi finanziamenti e ritrovarsi, nel giro di pochi mesi, con un sovraccarico di rate. Un’ipotesi, peraltro, che le stesse finanziarie tendono a minimizzare. Massima libertà per il cliente: può saltare una rata, modificarne l’importo, variare la durata del prestito, ma anche estinguere anticipatamente senza pagare alcuna penale. Condizioni tanto invitanti quanto pericolose. Ovviamente, è tutto più semplice se per una bolletta non pagata non si è finiti nel database di qualche centrale rischi. In questo caso, però, spendendo qualcosa in più e ampliando leggermente la ricerca si può ripiegare sull’offerta più spregiudicata, quella che garantisce assistenza anche ai cattivi pagatori, con tanto di portale internet dedicato ai Prestiti per i protestati. Il problema principale è che diverse finanziarie consentono il finanziamento anche a chi ne ha uno già in essere. Così, lasciandosi un po’ prendere la mano, si può partire da un elettrodomestico, passare a una vacanza esotica e finire con il perdere la testa per una macchina nuova.

    Da qui all’insolvenza, poi, il passo può essere breve. Anche perché non è poi così semplice come sembra valutare correttamente il tasso di interesse effettivo del finanziamento: l’utente si deve confrontare con il TAN, il tasso annuale, e il TAEG, il tasso annuo effettivo globale. Sono due indicatori fondamentali, ma spesso per tanti restano due sigle poco comprensibili. Il TAN e il TAEG quantificano il tasso di interesse di un prestito personale. Ma il primo, più pubblicizzato, è molto meno importante del secondo, spesso relegato in fondo alle comunicazioni d’offerta. TAN: sta per “tasso annuale”. E’ quel tasso di interesse espresso in percentuale sul credito concesso al cliente. Normalmente, per valutare bene la convenienza di un finanziamento, non basta conoscere solamente la misura del tasso annuale applicato dal creditore. Tutte le offerte che vengono presentate, tutti i tassi che vengono scritti, tuttavia, riportano sempre e comunque il TAN. TAEG: sta per “tasso annuo effettivo globale”. E’ il tasso che misura tutta una serie di oneri, che di solito sono presenti, tipo le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate.

    Il calcolo del TAEG, ora Indice Sintetico di Costo (ISC), non è molto facile, anche se si tratta di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente, con la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza. La presenza di questi oneri può far cambiare, di molto, il tasso dell’operazione, ovvero quello che, in concreto, ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento. La legge stabilisce che, a garanzia del consumatore, gli annunci pubblicitari e le offerte effettuati con qualsiasi mezzo, devono indicare anche il TAEG ed il relativo periodo di validità delle promozioni stesse. Ma questo tasso in genere viene scritto, in piccolo, in basso alla comunicazione in caratteri spesso microscopici.