Decreto ingiuntivo - Se il creditore è un professionista (notaio, avvocato, ingegnere, geometra, etc.) non è più necessario il rilascio di un parere di congruità della parcella da parte dell'Ordine di appartenenza

A partire dal 24 ottobre 2012, infatti, è entrata in vigore la riforma sulla liberalizzazione delle tariffe professionali (legge numero 27/2012) ed il Tribunale di Varese, con decreto emesso in data 11 ottobre 2012, ha ritenuto tacitamente abrogati

  1. l'articolo 634 del codice di procedura civile nella parte in cui, come condizione di ammissibilità del ricorso per decreto ingiuntivo da parte di un professionista, imponeva che il credito dovesse riguardare onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata;
  2. l'articolo 636 del codice di procedura civile che obbligava il creditore professionista a presentare istanza per decreto ingiuntivo accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente associazione professionale se l'ammontare delle spese e delle prestazioni non è determinato in base a tariffe obbligatorie.

Il creditore professionista, pertanto, può presentare richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti del proprio cliente, che si è sottratto al pagamento delle prestazioni erogate, senza l'obbligo depositare in tribunale la parcella corredata dal parere del consiglio dell'ordine di appartenenza, così come era previsto dagli articolo Articolo 634 e 636 del codice di procedura civile.

Sarà sufficiente che il professionista attesti l'insorgenza della pretesa esibendo il contratto professionale stipulato con il cliente ed il preventivo scritto. Si tratta, peraltro, di obblighi previsti all'articolo 9 della medesima legge 27/2012.

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