IL CONTRATTO DI CONTO CORRENTE - CARATTERISTICHE

I contratti devono essere stipulati per iscritto e una copia dev'essere consegnata al cliente. La consegna della copia è attestata mediante firma del cliente sull'originale conservato in banca. Il mancato rispetto di queste disposizioni può portare all'annullamento del contratto.

E' bene sapere che la forma scritta non è necessaria in alcuni particolari casi, come per le operazioni occasionali (acquisto o vendita di valuta, pagamenti a favore di terzi, etc.).

Ciò a meno che l'importo dell'operazione non superi 5.000 euro, e a condizione che la banca consegni o invii tempestivamente al cliente la conferma scritta dell'operazione, indicando le condizioni e i prezzi applicati.

La stessa regola vale nel caso di emissione di moneta elettronica attraverso carte di credito "usa e getta".

Il cliente ha diritto di ottenere una copia completa del contratto (comprensiva del documento di sintesi) già prima di aderirvi, per poter così effettuare una valutazione approfondita. La consegna della copia ovviamente NON impegna le parti alla conclusione del contratto.

Contenuto minimo obbligatorio:

  • il tasso di interesse ed ogni altro prezzo e condizione praticata. Sono inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora;
  • la possibilità per la banca di variare in senso sfavorevole al cliente il tasso di interesse e gli altri prezzi e condizioni. La clausola che prevede questa possibilità deve essere approvata specificatamente dal cliente;
  • la periodicità di capitalizzazione degli interessi. Nel caso in cui essa sia infrannuale dev'essere riportato il valore del tasso riportato su base annua. Questa clausola non ha effetto se non è specificatamente approvata per iscritto.

Sono nulle le clausole che prevedono:

  • il rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati;
  • tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti rispetto a quelli pubblicizzati.

In tali casi, qualora nel contratto non vi sia indicata la misura dei tassi di interesse, dei prezzi e di ogni altra condizione praticata, si applicano:

  • il tasso nominale minimo e quello massimo dei BOT annuali o di altri titoli similari emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto;
  • i prezzi e le condizioni pubblicizzati nel corso della durata del rapporto. Se non vi è stata adeguata pubblicità non è dovuto nulla;

Al contratto è unito il documento di sintesi, che raccoglie le più significative condizioni contrattuali ed economiche applicate.

Esso costituisce in pratica il frontespizio del contratto e riproduce lo schema del foglio informativo relativo al tipo di operazione e servizio.

Modifica delle condizioni contrattuali

Nei contratti di conto corrente e di deposito, come in generale in tutti quelli "di durata" (quelli a tempo indeterminato per i quali non è prevista una scadenza fissa), può essere presente la clausola che prevede la facoltà per la banca di modificare unilateralmente le condizioni, qualora vi sia un giustificato motivo.

Le modifiche devono essere comunicate espressamente al cliente tramite invio di un documento scritto (o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente stesso) indicante la formula "proposta di modifica unilaterale del contratto", con un preavviso minimo di 30 giorni rispetto alla variazione.

Al cliente dev'essere inoltre data facoltà di recedere dal contratto, a fronte di tale comunicazione, senza spese nè penali entro 60 giorni. In tal caso, per il calcolo del dovuto in sede di liquidazione del rapporto, devono essere ovviamente applicate le condizioni "vecchie" , quelle precedenti alla modifica non accettata.

Decorsi i 60 giorni senza rescissione da parte del cliente le modifiche si intendono accettate.

Le variazioni dei tassi di interesse adottate in previsione o in conseguenza di una decisione di politica monetaria (della Banca centrale europea, tipicamente), devono riguardare sia i tassi attivi che quelli passivi.

Nota:

Queste disposizioni sono state introdotte, con modifica dell'articolo 118 del testo unico bancario, dal decreto Bersani del 2006 (d.l. 223/06 convertito dalla legge 248/2006), e successivamente chiarite dal Ministero dello sviluppo economico.

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