Il prestito cambializzato per il consolidamento dei debiti

Per un lavoratore in attività, che risulti essere cattivo pagatore, senza garanti, con l'unica garanzia di TFR (se dipendente) o di assicurazione vita ad accumulo e restituzione (se autonomo) l'ultima istanza è rappresentata dal prestito cambializzato.

Il prestito cambializzato, è in sintesi, una forma di finanziamento a tasso fisso e rata costante, rimborsabile tramite cambiali a scadenza mensile.

Ma, attenzione al rischio insito nel ricorso al prestito cambializzato.

Nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate (cioè le cambiali) il creditore non deve necessariamente chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con un semplice precetto.

Per illustrare la differenza fra le due diverse procedure giudiziali (decreto ingiuntivo+precetto e precetto) esaminiamo l'immagine seguente:

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Tenendo conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari tempi mediamente lunghi e comunque non certi (oltre a spese legali non trascurabili) si capisce (o almeno si dovrebbe) qual è il rischio rappresentato dal ricorso al prestito cambializzato, operazione indicata spesso con il termine equivalente di cambializzazione del debito.

Non rimborsare in modo puntuale le rate del prestito cambializzato (cioè le cambiali) espone il debitore a procedure rapidissime di pignoramento del TFR o dell'assicurazione vita ad accumulo, e nel caso si disponga di beni immobili, anche di quelli. E' proprio il caso di dire che il prestito cambializzato è uno strumento finanziario a cui far ricorso solo in ultima istanza.

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