Ho solo lo stipendio – cosa rischio se non pago

Rischia il pignoramento di un altro quinto dello stipendio.

Per quanto riguarda la pignorabilità di stipendi e pensioni vale sia quanto previsto dalla 180/50 modificata dalla finanziaria 2005, sia il disposto dall’articolo 545 del codice di procedura civile

Sulle pensioni e/o stipendi netti possono insistere contemporaneamente:

1) pignoramento per crediti alimentari;

2) pignoramento per crediti erariali e contributivi nella misura massima di 1/5 (Equitalia e/o INPS).

3) pignoramento per ogni altro credito nella misura massima di 1/5.

La discussione continua in questo forum.

Per porre una domanda su debiti e sovraindebitamento, accedi al forum.

11 Agosto 2014 · Chiara Nicolai

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

La Consulta ribadisce la legittimità del minimo vitale impignorabile previsto solo per la pensione e non per lo stipendio
Il Tribunale ordinario di Viterbo, in funzione di giudice dell'esecuzione aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 545 del codice di procedura civile nella parte in cui non prevede l'impignorabilità assoluta di quella parte della retribuzione necessaria a garantire al lavoratore i mezzi indispensabili alle sue esigenze di vita, e, in via subordinata, nella parte in cui non prevede le medesime limitazioni in materia di pignoramento di crediti tributari. Com'è noto, l'articolo 545 del codice di procedura civile dispone che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni ...

Pignoramento stipendi e pensioni – quadro sintetico della pignorabilità
Il pignoramento degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni era regolato dagli articoli da 1 a 4 del DPR 5 gennaio 1950 numero 180.  La Finanziaria 2005 (legge 311/04) - recependo le dichiarazioni di illegittimità della Corte Costituzionale -  ha definitivamente equiparato le disposizioni relative alla pignorabilità degli stipendi privati e di quelli pubblici. ...

L'impignorabilità del minimo vitale si applica solo alla pensione e non allo stipendio
L'articolo 545 del codice di procedura civile prevede che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione (ma anche di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza) non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale (minimo vitale) aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dalla legge. In pratica il minimo vitale impignorabile per le pensioni viene quantificato come corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale (minimo vitale) aumentato della metà. Il Tribunale di Viterbo aveva sollevato questione di legittimità costituzionale sull'articolo 545 ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su ho solo lo stipendio – cosa rischio se non pago. Clicca qui.

Stai leggendo Ho solo lo stipendio – cosa rischio se non pago Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 11 Agosto 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 30 Aprile 2017 Classificato nella categoria contratti di prestito microcredito e usura e sovraindebitamento - domande e risposte

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)

  • fiestawrc 1 Ottobre 2015 at 08:56

    ma allora mi restano 520 euro al mese? sarà dura pensavo che il pignoramento lo facessero sullo stipendio realmente percepito e cioè 800 euro

    • Annapaola Ferri 1 Ottobre 2015 at 09:11

      Le restano 520 euro al mese perchè lei tiene conto del prelievo alla fonte per il prestito delega che, invece, va considerato alla stregua di un qualsiasi prestito contratto dal lavoratore con una banca o una finanziaria. Altrimenti le resterebbe più della metà dello stipendio netto: precisamente il 60%.

  • fiestawrc 30 Settembre 2015 at 16:21

    Il 20% andrà calcolato sulla retribuzione di 1400 euro o sullo stipendio decurtato delle due trattenute (cessione del quinto e prestito delega) che io percepisco?

    • Annapaola Ferri 30 Settembre 2015 at 16:51

      Purtroppo si tratta di altri 280 euro (cioè del 20% calcolato rispetto alla retribuzione prima della decurtazione per cessione del quinto e prestito delega) che, pertanto, si aggiungeranno ai prelievi che già effettua il datore di lavoro.

      Poichè il prestito delega non influisce sulla capienza dei pignoramenti, alla fine il suo stipendio sarà impegnato per il 40% nel soddisfare i debiti accumulati con cessione e pignoramento. Dopo, per eventuali creditori ordinari (banche, privati e finanziarie) non ci sarà più “trippa per gatti”.

      Invece, i creditori esattoriali (Equitalia) o alimentari (coniuge separato e figli) che volessero esigere il rimborso di proprie pretese, potranno spartirsi solo il 10% dello stipendio, dal momento che tutti i pignoramenti concorrenti e la cessione del quinto non possono impegnare, complessivamente, più del 50% della retribuzione mensile del debitore.

  • fiestawrc 30 Settembre 2015 at 14:17

    Vi chiedo un consiglio per favore: oggi ho ricevuto un decreto ingiuntivo da parte del tribunale, riguardo un finanziamento di euro 16000 di banca santander che poi ha venduto a banca IFIS e che io dopo poche rate non sono più riuscito a pagare e ora ammonta a euro 23000. Ho una macchina dal valore di euro 6000 o 7000, ho una cessione e una delega di pagamento sullo stipendio di 600 euro su 1400 di stipendio netto, e vivo in affitto, cosa devo fare? Chiaramente non ho i soldi per pagare!

    • Annapaola Ferri 30 Settembre 2015 at 14:32

      Può fare poco, purtroppo: se il creditore ha avviato un’azione esecutiva, essa è sicuramente finalizzata al pignoramento dello stipendio. La delega di pagamento e il canone di locazione non incidono sulla capienza per il prelievo alla fonte, mentre la sola cessione non è sufficiente a ridurla: pertanto, c’è da aspettarsi una decurtazione del 20% della retribuzione netta percepita ogni mese.