Ho ricevuto un atto di precetto che mi impone il pagamento di euro 35 mila. Se non pago, che cosa mi può succedere?

Sono stata citata in Tribunale da una società di recupero crediti: in seguito all'esito della  causa, ho ricevuto un atto di precetto che mi impone il pagamento di euro 35 mila. Se non pago, che cosa mi può succedere? Non ho altri cespiti diversi dal mio stipendio di impiegata. E' vero che la controparte può pignorare il mio stipendio? E in che misura? La ringrazio per la sua risposta. Distinti saluti.
Pasqualina  Riccobono, Caserta

Il PRECETTO è una fase del procedimento di esecuzione, attraverso il quale il legislatore mira alla realizzazione coattiva del soddisfacimento della pretesa del creditore, che si fonda su una sentenza o altro titolo esecutivo ( es. cambiali; titoli credito; atti ricevuti dal notaio, ecc.).

Dopo la notifica del precetto il debitore, se non fa opposizione per comprovati motivi, deve pagare nel termine di dieci giorni l'importo indicato. In caso contrario l'ufficiale giudiziario procederà con il pignoramento, la cui funzione è quella di assicurare determinati beni del debitore dopo averli individuati.

La legge prevede e disciplina i beni pignorabili e quelli non suscettibili di espropriazione. Sono sicuramente pignorabili gli stipendi, i salari o altre indennità dovute da privati per rapporti di lavoro, nella misura fissata dal Presidente del Tribunale; tali somme possono essere pignorate nella misura di un quinto sia per i tributi dovuti allo Stato, alle Provincie ed ai Comuni sia per ogni altro credito (articolo 543 ssgg. Codice procedura civile)

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18 febbraio 2009 · Paolo Rastelli

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Stai leggendo Ho ricevuto un atto di precetto che mi impone il pagamento di euro 35 mila. Se non pago, che cosa mi può succedere? Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 18 febbraio 2009 Ultima modifica effettuata il giorno 12 settembre 2016 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - domande e risposte .

Commenti e domande

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  • ornella 19 luglio 2010 at 10:50

    Premesso che con sentenza di divorzio ho diritto ad un mantenimento, che il mio ex marito che percepisce pensione ora è in Brasile; che lo stesso è proprietario in italia di diversi immobili; che lo stesso da diversi mesi non sta facendo fronte al mio mantenimento, come posso tutelarmi? posso richiedere un’esecuzione immobiliare?

    • il consulente debiti 19 luglio 2010 at 10:59

      Certamente Ornella. Le basta un avvocato serio. Lei può richiedere un decreto ingiuntivo che il giudice, per crediti alimentari, concede immediatamente. Dopo, conn il precetto, può pignorare gli immobili che crede. In un paio di mesi risolve.

    • francesco corsi 19 luglio 2010 at 11:05

      Gentile Ornella, sarei lieto di assisterLa, affrontando ogni genere di anticipazione, nella procedura di esecuzione forzata in danno di Suo marito.

  • MARY 18 marzo 2010 at 15:06

    buongiorno sono divorziata con 2 figli il mio ex marito non paga piu’ dal mese di settembre il mantenimento nemmeno il 50% delle spese,sono ricorsa ad un avvocato che le ha fatto prima una lettera,poi un telegramma dato che lui non risponde adesso le fara’ il decreto ingiuntivo e querela art.570,il problema e’ che lui lavora ma in nero,cosa accadra’ adesso lui possiede sola la macchina,riusciro ad avere i mantenimenti?

    • cocco bill 18 marzo 2010 at 15:13

      Non credo, proprio in virtù del fatto che suo marito lavora in nero.

    • MARY 18 marzo 2010 at 15:18

      ma scusi,se fanno il pignoramento?

    • cocco bill 18 marzo 2010 at 15:20

      Il pignoramento di cosa signora? Dell’auto?

      Per pignorare uno stipendio in nero, e garantirle l’assegno alimentare con continuità, l’ufficiale giudiziario dovrebbe sapere quando il datore di lavoro gli consegna i soldi o un assegno circolare ogni mese …

    • MARY 18 marzo 2010 at 15:24

      ok ma e’ impossibile che questi vivono tranquilli senza dare i soldi hai propri figli,ed e’ anche vero che i giudici o chi per esso sanno che questi padri lavorano in nero………….le mettero un investigatore e poi si vedra’………..grazie per la sua gentilezza

    • cocco bill 18 marzo 2010 at 15:28

      Ecco, se lei conosce chi è il datore di lavoro di suo marito, potrebbe cominciare a denunciarlo alla Guardia di Finanza. E così di seguito.

      Ben presto nessuno assumerà più suo marito in nero … e lei potrà fargli pignorare lo stipendio percependo così assegno alimentare per lei e di mantenimento per suo figlio.

  • dieffe 13 marzo 2010 at 14:54

    Io e i miei figli abbiamo fatto rinuncia dell’eredità in seguito alla morte di mio marito, ma prima di tale rinuncia ho saldato dei debiti(di mio marito)
    Posso richiedere la restituzione di tale somme?
    Grazie

    • cocco bill 13 marzo 2010 at 15:12

      Non può richiedere la restituzione delle somme.

  • vittoria 23 febbraio 2010 at 02:41

    ho ricevuto un atto di precetto e devo pagare. la mia domanda è: se non ho la possibilità di pagare entro i 10 gg,posso chiedere una rateazione ? grazie

  • claudio Pardini 27 novembre 2009 at 09:54

    salve ho ritardato il pagamento di un bollettino x il pagamento rateale di un cellulare!!!per un ritardo del pagamento cosa può succedermi?grazie attendo risposta

    • c0cc0bill 27 novembre 2009 at 09:56

      Al prossimo ritardo scatta la segnalazione alla centrale rischi. Quindi stia attento, perchè non ha più chances.

  • ferdinando 30 maggio 2009 at 18:29

    Salve! volevo chiarirmi le idee per e capire.
    A mia mogliehanno pignorato il quinto dello stipendio; successivamente un altro pignoramento non gli è stato concesso per cui il giudice lo ha accodato alla scadenza del primo.

    Domanda: se il primo pignoramento dovesse avere una scadenza oltre i dieci anni ,il secondo non rischia di andare in prescrizione.

    Domanda: e se dovesse arrivare un terzo pignoramento cosa fà il terzo creditore gli e li và a chiedere al cimitero.

    Grazie per la gentilezza rispondetemi anche sulla mia mail è gradito

    • ferdinando 30 maggio 2009 at 18:43

      Salve! volevo fare un altra domanda.

      Se la legge dice che;si prescrivono entro dieci anni tutti i diritti per cui la legge non stabilisca un diverso termine.E tutti i diritti di una sentenza passata in giudicato.

      Domanda: un primo pignoramento che dilazionato con trattenuta del quinto dello stipendio e che si protrae
      oltre i 15 anni il secondo,anche se passato in giudicato e accodato al primo dovrebbe prescriversi o no? colmate la mia ignoranza Grazie!

    • weblog admin 30 maggio 2009 at 20:28

      Un debito si prescrive se il creditore non ne fa richiesta (non procede con la messa in mora del debitore) o se non procede poi all’azione esecutiva.

      Ma una volta che l’azione esecutiva è stata avviata e giunge a compimento con ad esempio, il pignoramento dello stipendio, diventa – per capirci – come un mutuo da pagare.

      Non mi risulta che i mutui, alcuni dei quali possono arrivare ai quarant’anni di durata, cadano mai in prescrizione… neanche con la morte del debitore.

      Se c’è eredità viene aggredita questa o gli eredi che l’accettano.

    • weblog admin 30 maggio 2009 at 20:33

      Ti ho già risposto nel “forum” Ferdinando. Non rispondiamo per e-mail per il semplice fatto che riteniamo che le esperienze, i problemi, le soluzioni vadano condivise.

      E soprattutto perchè non riteniamo che ci si debba vergognare di avere dei debiti o beni pignorati.

      Per quel che riguarda la prescrizione spero di aver rimosso le tue perplessità. Sì, i creditori seguono il debitore anche post mortem, aggredendo l’eredità o chi la riceve ed accetta.

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