Il verbale di contestazione

Il verbale di contestazione deve contenere:

  1. la descrizione  della violazione:  data, ora e località nei quali è avvenuta la violazione,  indicazione della norma violata e sommaria descrizione del fatto, tipo di veicolo e numero di targa;  generalità, residenza ed estremi della patente del trasgressore,  se identificato;  eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore abbia chiesto l'inserzione;
  2. le modalità di pagamento: importo della sanzione; termini del pagamento, compreso (se previsto) quello in misura ridotta, ufficio o comando presso il quale effettuare il pagamento e numero di conto corrente bancario o postale per il versamento;
  3. le modalità di presentazione dell'eventuale ricorso: autorità competente (Prefetto o Giudice di Pace); termini per la presentazione.

Devono inoltre essere sempre presenti nel verbale il nominativo e/o la matricola degli agenti accertatori, nonché l'indicazione del responsabile del procedimento.

Infine deve essere segnalata, se prevista, la decurtazione di punti dalla patente del trasgressore come conseguenza dell'infrazione, così  come le altre eventuali sanzioni  accessorie.

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Commenti e domande

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  • mario rossi 16 dicembre 2009 at 08:16

    Addio ai ricorsi gratis. La finanziaria 2010 equipara il ricorso al giudice di pace a tutti gli altri procedimenti giudiziari. Dal prossimo anno, dunque, chi farà ricorso al magistrato onorario contro una multa dovrà pagare 30 euro di contributo unificato (che sale a 70 euro per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro).

    Non solo. Il ricorrente, all’atto del deposito del ricorso, dovrà pagare anche 8 euro di spese forfetizzate (diritti e spese di notifica).

    Insomma, 38 euro, come una multa per divieto di sosta.

    Duplice l’obiettivo (non dichiarato) della manovra. Da un lato recuperare un po’ delle spese giudiziarie che ogni ricorso comporta (spese amministrative e di cancelleria, stipendi di cancellieri e impiegati e onorari dei giudici); dall’altro arginare il contenzioso, arrivato, in molti casi, a livelli difficilmente gestibili.

    Già oggi non è raro, in molti uffici, che l’udienza su una banale multa sia convocata un anno dopo la presentazione dell’istanza (anche se, va ricordato, spesso ciò è dovuto più che altro alla carenza di organico che affligge molti uffici.

    Ricordiamo che dal 1993, anno di entrata in vigore del “Nuovo codice della strada”, al 2004, al momento della presentazione del ricorso al giudice di pace bisognava depositare in cancelleria una cauzione pari alla “metà del massimo edittale” della multa (all’incirca il doppio della sanzione), somma che sarebbe stata restituita al ricorrente solo in caso di accoglimento del ricorso.

    Questa disposizione fu cancellata dalla Corte costituzionale l’8 aprile 2004. Secondo i custodi della Carta, infatti, la cauzione non solo violava il diritto di difesa del ricorrente ma era “irragionevole in rapporto alle caratteristiche del procedimento, improntato a gratuità e massima semplificazione per le parti”.

    Se la nuova norma, attualmente in discussione alla camera, sarà approvata, il contributo entrerà in vigore il 1° gennaio ma solo per i ricorsi che saranno depositati a partire da quella data.

    Nulla cambia, invece, per quanto riguarda i ricorsi al Prefetto (che però, lo ricordiamo, comportano il raddoppio della sanzione in caso di esito negativo).

  • marta de stefano 22 settembre 2009 at 06:36

    Avverso la cartella esattoriale emessa ai fini della riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del codice della strada sono ammissibili:

    a) l’opposizione ai sensi della legge n. 689 del 1981, allorché sia mancata la notificazione dell’ordinanza-ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, al fine di consentire all’interessato di recuperare il mezzo di tutela previsto dalla legge riguardo agli atti sanzionatori e va proposta entro sessanta giorni dalla notifica della cartella esattoriale;

    b) l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorché si contesti la legittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella, e quindi per la mancanza di un titolo legittimante l’iscrizione a ruolo, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo;

    c) l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cod. proc. civ., qualora si deducano vizi formali della cartella esattoriale o del successivo avviso di mora;

    – In tema di sanzioni amministrative per la violazione del codice della strada, alla formazione e trasmissione dei ruoli da parte del prefetto, ai fini della riscossione delle somme a tale titolo dovute, non è applicabile la decadenza prevista dall’art. 17 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, ma solo la prescrizione quinquennale, dettata sia dall’articolo 209 del codice della strada – relativamente alle sanzioni conseguenti alle infrazioni stradali – sia dall’art. 28 della legge 24 novembre 1981 n. 689

  • elena 4 luglio 2009 at 14:43

    salve.non loso come si fa un ricorso al gudice di pace.non riesco a compilare i moduli,a stampare.chi mi po aiutare?

    • weblog admin 4 luglio 2009 at 15:12

      In questa sezione dovresti trovare quello che cerchi.

      In particolare ti segnalo questa guida sul ricorso al GdP ed altre formule per scrivere un ricorso al GdP o al Prefetto in questo stesso articolo qui commentato.

      Buona fortuna …

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