La cartella esattoriale è atto di precetto

Da quanto in premessa emerge che la cartella esattoriale è atto di precetto: tale equipollenza deriva dal confronto della disciplina della cartella esattoriale con quella del precetto, ed in particolare delle norme che disciplinano il contenuto dei due atti, nonché gli effetti degli stessi.

  • ai sensi dell'articolo 25 del DPR 602/1973, la cartella esattoriale deve contenere "… l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro il termine di sessanta giorni dalla notifica, con l'avvertimento che, in mancanza si procederà ad esecuzione forzata";
  • ai sensi dell'articolo 480 del codice di procedura civile, il precetto consiste "…nell'intimazione di adempiere l'obbligo risultante dal titolo esecutivo…..con l'avvertimento che in mancanza si procederà a esecuzione forzata";
  • ai sensi dell'articolo 50 del DPR 602/1973, così come modificato dall'articolo 16 del D. Lgs. numero 46/1999, "…il concessionario procede all'espropriazione forzata quando è inutilmente decorso il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale";
  • ai sensi delL'articolo 482 del codice di procedura civile "…non si può iniziare l'esecuzione forzata prima che sia decorso il termine indicato nel precetto".

Dalle norme citate si evince chiaramente che la cartella esattoriale è il precetto, con conseguente applicazione alla prima, tranne esplicite deroghe, delle norme del codice di procedura civile ed in particolare dell'articolo 480, IV comma, e dell'articolo 125 del codice di procedura civile.

Ai sensi del disposto di tali articoli il precetto deve essere sottoscritto dalla parte ("…tanto nell'originale quanto nelle copie da notificare debbono essere sottoscritti dalla parte").

Si pone in evidenza che con la notifica della cartella esattoriale si realizza la fattispecie prevista dall'articolo 479, comma 3, del codice di procedura civile ai sensi del quale "… il precetto (ossia la cartella esattoriale, N.d.r.) può essere redatto di seguito al titolo esecutivo (ovvero l'iscrizione a ruolo, N.d.R.) ed essere notificato insieme con questo, purchè la notifica sia fatta alla parte personalmente".

L'equipollenza del precetto con la cartella esattoriale, nonché la necessità della firma della seconda, è stata più volte ribadita dalla giurisprudenza ed in particolare nelle seguenti sentenze: Cassazione, sez. Trib., sentenza numero 11227; C.T.R. del Veneto, sezione VI, sentenza numero 153/1997; CTP di Padova, sezione I, sentenza numero 325/1999.

In queste occasioni la giurisprudenza ha sancito l'equipollenza tra l'avviso di mora e il precetto, con conseguente applicazione al primo della disciplina relativa al precetto. Oggigiorno non essendo più previsto l'avviso di mora, tranne il caso di mancato inizio dell'azione di esecuzione entro un anno dalla notifica della cartella esattoriale, le sue funzioni sono esplicate dalla cartella esattoriale che quindi, al pari dell'avviso di mora, costituisce precetto.

La conclusione di quanto detto è che se la cartella esattoriale non contiene la firma del rappresentante del concessionario la stessa è inesistente.

Presso la locale Commissione Tributaria Provinciale di Foggia sono pendenti vari ricorsi nei quali, tra le altre motivazioni, la nostra associazione professionale "Studio Professionisti Associati" ha eccepito la mancata sottoscrizione della cartella esattoriale, in quanto atto di precetto, il cui esito sarà comunicato non appena saranno pubblicate le relative sentenze.

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  • cico 17 marzo 2010 at 19:07

    Inoltre fanno presente sull’avviso che in mancato ritiro entro 15 gg. procederanno con le modalità previste dall’art. 140 cpc depositando presso la depositeria della casa comunale, come devo comportarmi.
    grazie,

  • antonio fusco 11 marzo 2010 at 18:23

    Il notificatore è obbligato ad indicare nella relata di notifica la sua qualifica e le sue generalità. Se mancano tali indicazioni la notifica della cartella deve intendersi nulla.

  • alessandro sacrestano 27 novembre 2009 at 18:49

    Le notifiche effettuate direttamente da Equitalia attraverso il servizio postale sono inesistenti .

    A stabilirlo, con un precedente che farà discutere a lungo, è stata la Commissione di primo grado di Lecce (sentenza 23 ottobre 2009 n. 909/05/09).

    La sentenza riflette un orientamento di dottrina (essenzialmente, Villani) coltivato da alcuni mesi, e che ha trovato nella sentenza in commento un primo, significativo riscontro da parte della giustizia tributaria.

    La condivisione del Collegio giudicante della tesi proposta dalla difesa del contribuente è stata così piena, che lo stesso ha condannato l’agente per la riscossione a rifondere le spese di giudizio, per evidente inesistenza della notifica di una iscrizione ipotecaria, avvenuta per raccomandata del servizio postale, pur non essendo espressamente abilitato dalla normativa sulle notifiche.

    Caso.

    La vicenda riguarda l’omesso versamento di imposte (Iva, Irpef e Irap), contestato a un contribuente da parte dell’ufficio finanziario. Essendo decorsi gli ordinari termini per il pagamento del richiesto, il concessionario prima iscrive a ruolo il debito tributario e, successivamente, decorsi gli ordinari termini di legge, iscrive ipoteca sugli immobili del contribuente, ai sensi dell’articolo 77 del Dpr 602/73.

    Lo stesso contribuente impugna l’atto di iscrizione, ritenendo illegittima l’ipoteca. Tuttavia, nel contesto del ricorso, il contribuente lamenta anche la regolarità della notifica eseguita da Equitalia. In effetti, come ricorda la Commissione, la materia è oggetto di una inspiegabile vacatio legis, in quanto il Legislatore, nel modificare l’articolo 19 del Dlgs 546/92, ha mancato di dettagliare le procedure di notifica della misura cautelare in argomento.

    Ne deriva, quindi, che la fattispecie deve essere regolata alla luce delle indicazioni generali dettate dall’articolo 26 del Dpr 602/73. In particolare, proprio l’articolo 26, comma 1, del Dpr 29 settembre 1973 n. 602, prescrive che la notificazione della cartella di pagamento e di tutti gli altri atti dell’esecuzione (ipoteca, fermi amministrativi e altro), deve essere tassativamente effettuata soltanto dai seguenti soggetti:

    a. ufficiali della riscossione;

    b. soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge, in base a un documento ufficiale, precedente alle notifiche con data certa;

    c. messi comunali, previa convenzione tra Comune e concessionario, anche in questo caso in base a un documento ufficiale, precedente alle notifiche con data certa;

    d. agenti della Polizia Municipale.

    Tesi del Concessionario.

    Secondo Equitalia, invece, che si è difesa in giudizio, la lettura della norma invocata dal contribuente deve essere armonizzata nel suo contesto generale.

    Da tale prospettiva, l’Agente per la riscossione si richiama al comma 2 dello stesso articolo 26 del Testo unico citato. Quest’ultima norma, invero, autorizza espressamente il ricorso al servizio postale.

    La norma, infatti, recita «la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento». Insomma, il parere del concessionario è che il servizio postale rappresenti un ulteriore soggetto legittimato alla notifica.

    Il collegio giudicante ha, tuttavia, disatteso le posizioni del concessionario, sposando le tesi del contribuente.

    Nel dettaglio, i giudici tributari hanno ritenuto di non poter condividere l’interpretazione della norma fornita da Equitalia, ritenendola avulsa dalla reale volontà del Legislatore.

    Giudizio

    Stando al parere della Commissione, infatti, mentre il comma 1 dell’articolo 26 si limiterebbe a individuare – con una elencazione tassativa – i soggetti legittimati all’esecuzione della notifica, il comma 2 indicherebbe un modo attraverso il quale i soggetti di cui al comma 1 possono eseguirla.

    In pratica, pur rimanendo fermi i soggetti autorizzati, questi, a loro volta, invece che direttamente, possono ricorrere all’ausilio del servizio postale per la notifica degli atti.

    Conclusioni

    Ne consegue che l’Agente per la riscossione non potrebbe ricorrere alla notifica diretta, ma dovrebbe, per forza di cose, passare prima attraverso i soggetti menzionati dal comma 1 dell’articolo 26. Questi, e solo questi, potranno poi fruire del servizio postale.

    Pertanto, conclude la Commissione, le notifiche eseguite per posta, con raccomandata, direttamente da Equitalia sono inesistenti, perché effettuate da un soggetto che non rientra nelle categorie espressamente contemplate dalla norma.

  • maria de lollis 27 novembre 2009 at 14:26

    Equitalia – Nulla la cartella notificata via posta

    Per Equitalia si profila un nuovo preoccupante focolaio: la notifica della cartella di pagamento eseguita direttamente da Equitalia tramite il servizio postale è inesistente.

    Infatti, secondo l’art. 26 del Dpr n. 602/73, la notificazione della cartella di pagamento e di tutti gli altri atti dell’esecuzione (ipoteca, fermi amministrativi, ecc.), deve essere tassativamente effettuata solo dai soggetti abilitati ovvero: ufficiali della riscossione, soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge, messi comunali, agenti della polizia municipale.

    Al di fuori dei casi previsti dalla legge, quindi, tutte le notifiche effettuate per posta raccomandata sono inesistenti, perché effettuate da soggetti che non rientrano nelle suddette categorie; ciò comporta l’inesigibilità delle somme richieste.

  • matteo sances 27 novembre 2009 at 14:16

    CARTELLA NOTIFICATA PER POSTA: E’ INESISTENTE

    La notifica della cartella di pagamento o di un altro atto (ad es. un fermo amministrativo o avviso di ipoteca) se effettuata per posta direttamente dall’Agente della riscossione “deve considerarsi giuridicamente inesistente”.

    Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (sent. N.909/05/09 del 23/10/2009), la quale ha chiarito l’illegittimità della notifica degli atti esattoriali a mezzo posta.

    Tale modalità di notifica, infatti, se non effettuata da soggetti abilitati non produce effetti nei confronti dei contribuenti (in pratica è come se la cartella, l’avviso di intimazione di pagamento o l’ipoteca non fossero mai stati notificati).

    Tutto ciò deriva da un attento esame delle norme che riguardano la notifica degli atti esattoriali in generale e di quella a mezzo posta in particolare.

    L’Agente della riscossione ritiene che il potere della notifica diretta per posta deriva dall’art. 26, comma 2, del DPR n. 602/73, il quale stabilisce che “la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”.

    Il Collegio giudicante – come del resto anche il contribuente – ha ritenuto invece che tale norma debba essere interpretata analizzando l’intero contesto normativo in cui essa si trova (in parole povere, si è ritenuto che debba leggersi tutto l’articolo 26 per comprendere bene la questione e non solamente il comma 2).

    Sostengono i Giudici di Lecce, infatti, che il comma 1 dell’art. 26 elenca, individuandoli in maniera tassativa, gli unici soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia:

    a) gli ufficiali della riscossione;

    b) i messi comunali;

    c) gli agenti della polizia municipale;

    d) altri soggetti sempre opportunamente autorizzati dal Concessionario.

    Alla luce di quanto detto, quindi, solo questi soggetti possono notificare a mano o a mezzo posta gli atti del Concessionario ma mai quest’ultimo “direttamente”, a mezzo di propri dipendenti.

    Al di fuori dai casi previsti espressamente dalla legge, dunque, tutte le notifiche per posta sono da ritenersi inesistenti poiché effettuate da soggetti non appositamente abilitati.

    Inutile dire che tale interpretazione della norma, se confermata da ulteriore giurisprudenza, potrebbe portare ad effetti sorprendenti per i contribuenti “morosi”, in quanto non solo avrebbero la possibilità di contestare vecchie cartelle pervenute per posta ma, trattandosi di notifiche “giuridicamente inesistenti”, e come se le somme non fossero mai state richieste, con tutte le conseguenze derivanti da una eventuale prescrizione di vecchi crediti vantati dal Concessionario.

    Come sempre, chiunque si trovi di fronte a tali problematiche o abbia necessità di ulteriori chiarimenti potrà contattare senza timore l’autore dell’articolo ed avere tutte le informazioni necessarie.

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