Guida in stato di ebbrezza » Farmaci che incrementano tasso alcolemico

Alcuni farmaci possono incrementare il tasso alcolemico. Se il conducente è consapevole di assumerli, non deve mettersi alla guida.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, con la sentenza numero 15562 del 3 aprile 2013 dove ha sancito che: anche nel vigente codice di procedura penale la rinnovazione del giudizio in appello è istituto di carattere eccezionale al quale può farsi ricorso esclusivamente quando il Giudice ritenga, nella sua discrezionalità, di non poter decidere allo stato degli atti… Nella fattispecie che ci occupa pertanto non può certo ritenersi che l’espletamento di una perizia diretta ad accertare l’idoneità dei farmaci assunti dal B. (imputato) ad alterare i valori del tasso alcolemico in misura superiore a 0,5 g/l assumesse il carattere della indispensabilità ai fini del decidere, atteso che comunque il ricorrente, che conosceva gli effetti dei farmaci che assumeva, mai avrebbe dovuto porsi alla giuda di un’autovettura.

Quindi, affermano i giudici, il conducente di un veicolo che è consapevole di assumere medicinali in grado di incidere sulla presenza di alcool nel sangue non dovrà guidare, in nessun caso.

Guida in stato di ebbrezza » Chi assume farmaci che incrementano tasso alcolemico non può guidare – Il fatto

Un uomo dopo aver provocato, alla guida della sua vettura, un incidente stradale era stato sottoposto alla prova dell’etilometro, il quale segnalava la presenza di alcool nel sangue ad un livello superiore a 1,5 g/l.

Sebbene il conducente avesse ammesso di aver assunto dei farmaci idonei ad alterare i valori del tasso alcolemico in misura superiore a 0,5 g/l e di aver bevuto alcolici a pranzo, fino alle ore 15, l’accertamento effettuato dai carabinieri era avvenuto ben 9 ore dopo, chiaro indizio, secondo l’uomo, dell’incidenza causale dei medicinali assunti sulla persistenza di un alto tasso alcolemico.

Ma in primo grado ed in appello, l’automobilista, era stato condannato ugualmente per guida in stato di ebbrezza, secondo gli articoli 186 commi 2 lettera c) e 2-bis del Codice della Strada. Il primo comma riguarda la generica guida in stato di ebbrezza, mentre il secondo comma prevede il raddoppio della pena nel caso in cui il conducente, proprio in tale stato di ebbrezza, abbia provocato un sinistro stradale.

Opponendosi alle sentenze dei giudici di merito, il condannato ricorre per Cassazione.

Gli Ermellini, però, respingono la richiesta di una consulenza tecnica, destinata ad accertare la possibile alterazione del valore alcolemico dei farmaci perchè, a parere loro, sarebbe stata del tutto superflua.

Infatti, secondo i giudici di piazza Cavour, l’unico elemento sul quale fondare una sentenza di condanna, resterebbe quell’elemento psicologico che vede l’imputato essere a conoscenza del fatto che i farmaci da lui assunti siano in grado di alterare anche significativamente il tasso alcolemico.

Perciò, il ricorrente, che conosceva gli effetti dei farmaci che assumeva, mai avrebbe dovuto porsi alla guida di un’autovettura.

Guida in stato di ebbrezza » Chi assume farmaci che incrementano tasso alcolemico non può guidare – Considerazioni finali

In un precedente articolo, del collega Andrea Ricciardi, avevamo notato come chi usasse pomate all’acool, a parere della Suprema Corte, doveva evitare di bere alcolici o di mettersi al volante.

Questa pronuncia sottolinea, ancora una volta, la linea dura intrapresa dalla Magistratura nei confronti di quelle condotte di guida in stato di ebbrezza che restano, ormai, una piaga quasi indelebile nel nostro paese.

E’ sempre necessario comprare uno dei test reperibili in commercio per verificare se ci si trova in condizioni idonee per poter guidare.

Per essere sanzionati, infatti, l’importante è essere positivi all’alcooltest, cioè aver superato la soglia massima consentita dalla legge: non importa per quali ragioni, anche se si tratti di farmaci che contengono alcol.

22 Aprile 2013 · Tullio Solinas

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Stai leggendo Guida in stato di ebbrezza » Farmaci che incrementano tasso alcolemico Autore Tullio Solinas Articolo pubblicato il giorno 22 Aprile 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 1 Maggio 2017 Classificato nella categoria multe e sinistri - giurisprudenza di legittimità e di merito - circolari del ministero dei trasporti Inserito nella sezione Multe - accertamento infrazione e notifica del verbale

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  • MARCOP 26 Aprile 2013 at 17:45

    La ringrazio per la risposta.

  • MARCOP 26 Aprile 2013 at 09:28

    Salve vi vorrei chiedere un consiglio: in casa abbiamo due auto intestate a uno dei miei genitori che utiliziamo per lavorare,quindi fondamentali. Dopo l’arrivo di diverse cartelle equitalia temiamo il fermo amministrativo,dato che non abbiamo possibilità materiali di pagamento delle sudette,stiamo cercando di vendere il nostro appartamento per saldare; intestare le 2 auto a mia zia o comunque a un parente ci meterebbe al riparo dal rischio di fermo amministrativo?
    Vi prego confido in un vostro aiuto,non perche non sia nostra intenzione pagare, ma vogliamo farlo non appena venderemo casa.

    • Ornella De Bellis 26 Aprile 2013 at 10:02

      Intestare il veicolo a chiunque non sia destinatario di una cartella esattoriale (fratello, genitore, cugino, zia, nonno, amico) è la soluzione per evitare il rischio di un fermo amministrativo.