Quando si riceve una cartella esattoriale di Equitalia

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Quando si riceve una cartella esattoriale di Equitalia il contribuente può:

  • pagare
  • chiedere l’annullamento

Come accennato, dunque, è possibile, innanzitutto, pagare in un’unica soluzione.

Per quanto riguarda la rateazione, invece, è bene sapere che:

  • Per importi fino a 50 mila euro si ottiene con una semplice richiesta
  • Per importi oltre 50 mila euro Equitalia verifica la situazione di effettiva difficoltà economica del contribuente

Con la richiesta di annullamento, invece, il contribuente preferisce contestare al giudice la richiesta di pagamento dell’ente creditore perché la ritiene infondata.

Entro 60 giorni si può presentare ricorso davanti l’autorità giudiziaria, per ottenere una sentenza che imponga all’ente creditore di annullare la sua richiesta di pagamento (il cosiddetto sgravio)

Senza alcuna scadenza temporale, al contrario, si può chiedere direttamente all’ente di riesaminare la sua richiesta ed emettere lo sgravio. Si tratta di presentare la cosiddetta domanda di autotutela all’ente creditore

Contestualmente alla prestazione del ricorso/domanda di autotutela, si può presentare domanda di sospensione della richiesta di pagamento.

Se il cittadino ha ricevuto una cartella esattoriale ma ha già pagato le somme indicate o ha già ottenuto l’annullamento/sospensione da parte dell’ente o del giudice, può chiedere la sospensione della riscossione direttamente a Equitalia.

5 Gennaio 2015 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Quando si riceve una cartella esattoriale di Equitalia Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 5 Gennaio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 27 Settembre 2017 Classificato nella categoria autotutela sgravio rimborso sospensione rottamazione sanatoria condono della cartella esattoriale

Commenti e domande

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  • rahaeel 5 Gennaio 2015 at 19:46

    Buongiorno. Ho 27 anni. Vivo da solo da due anni e sono disoccupato da 4 mesi. Come tutti ho delle spese, affitto , bollette assicurazione auto, ecc ed avendo dei finanziamenti che pagavo sono rimasto in arretrato. Ho ricevuto a dicembre la disoccupazione che avrei usato per fare la spesa pagare l’affitto per evitare lo sfratto e fare il pieno all auto per cercare lavoro. La corrente mi è già stata staccata. L’avviso di accettazione della disoccupazione mi è arrivato in gennaio e dal 20 dicembre i soldi erano sul conto a mia insaputa. Quando mi recai in posta per ritirare i soldi mi accorgo che la posta ha prelevato i soldi della disoccupazione per coprire gli arretrati lasciandomi senza i soldi per i quali lavoro da 10 anni e che lo stato mi ha concesso per aiutarmi in questo momento di crisi per sopravvivere. Devo suicidarmi, minacciare qualcuno o c’è un modo per avere il sussidio che mi spetta? Grazie anticipatamente.

    • Ludmilla Karadzic 6 Gennaio 2015 at 05:58

      Lei deve revocare i RID (Rapporti Interbancari Diretti) relativi ai finanziamenti in corso. Il RID, infatti, è un ordine di pagamento impartito dal correntista all’intermediario (la banca o Poste Italiane) per coprire le richieste periodiche di prelievo effettuate, direttamente sul circuito interbancario, dai soggetti terzi autorizzati dal correntista stesso. In mancanza di esplicite disposizioni di revoca dei RID, la banca, o Poste Italiane, deve obbligatoriamente procedere ad eseguire gli addebiti pervenuti, altrimenti il correntista potrebbe chiedere ed ottenere il risarcimento degli eventuali danni conseguenti al loro mancato pagamento.