La documentazione  attestante la legittimità della richiesta e la corretta consistenza del credito vantato

E allora signori, per non finire come Pippo, quando una società di recupero crediti vi contatta per esigere il dovuto, rispondete immediatamente, con comunicazione scritta inviata tramite raccomandata AR, che sarà vostra cura provvedere all'estinzione del debito, appena la società in questione avrà provveduto a fornire al debitore:

  • copia conforme delle lettere di cessione (tutte, dalla società A alla società Z) che consentano di ricondurre la titolarità del credito dal primo creditore  (l'unico che può essere riconosciuto dal debitore come legittimo) alla società cessionaria che lo rivendica;
  • estratto conto cronologico che metta il debitore nella condizione di poter ricostruire (direttamente o attraverso perizia di parte) l'esatta consistenza  dell'importo vantato dall'ultima cessionaria (importo già gravato da interessi legali e di mora più volte applicati nel trasferimento del credito da A a Z)   a partire dal debito iniziale effettivamente assunto. Con indicazione specifica dei tassi legali, convenzionali e moratori applicati e delle date di decorrenza di ciascuno di essi. In altri termini il debitore deve poter verificare, sulla base di elementi oggettivi, che non siano stati utilizzati tassi di interesse usurai, nè siano stati commessi errori di calcolo, nè si sia fatto ricorso a pratiche anatocistiche nella determinazione delle obbligazioni accessorie;
  • copia conforme delle comunicazioni di messa in mora del debitore (tutte, dalla società A alla società Z) e delle allegate ricevute di invio tramite raccomandata A/R. Il che renderà possibile escludere una eventuale intervenuta prescrizione del credito oltre a fornire le necessarie indicazioni per le verifiche di cui al paragrafo precedente.

La società di recupero crediti potrà rifiutarsi, ovviamente, di fornire tutto quanto richiesto dal debitore.

D'altra parte, la necessità di prendere visione della documentazione appena indicata,  è certamente dettata dal buon senso: a meno di  voler pretendere che, dopo anni, ad una perentoria intimazione presentata da una società di recupero crediti qualsiasi, per un importo di cui non si riesce a comprendere la natura e le modalità di applicazione degli interessi, il debitore debba pagare senza battere ciglio. Fidandosi esclusivamente della parola del creditore.

Quello che importa è che, a fronte di richieste sacrosante avanzate dal debitore, nessun giudice concederà il decreto ingiuntivo a quel creditore  che si rifiuta di fornire informazioni su come sia effettivamente maturato  e si sia formato l'importo il cui pagamento si vuole esigere.

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  • gianni di marzio 8 settembre 2009 at 12:45

    CORTE D’APPELLO DI ROMA – ONERE DELLA PROVA PER CREDITO DELLA BANCA (o di una finanziaria)

    La sentenza in esame ci consente di riepilogare i criteri applicati dalla giurisprudenza per effettuare la determinazione degli importi relativi a rapporti di conto corrente dovuti dai correntisti agli istituti di credito. E per estensione capire quale sia il ruolo della documentazione attestante la legittimità della richiesta e la corretta consistenza del credito vantato.

    “In tema di prova del credito che un istituto bancario è tenuto a fornire sia nel procedimento monitorio sia nel successivo giudizio contenzioso di opposizione, va distinto l’estratto di saldaconto – dichiarazione unilaterale di un funzionario della banca creditrice certificante la conformità del saldaconto alle scritture contabili e la verità e liquidità del credito – dall’ordinario estratto di conto corrente che contiene invece la descrizione delle movimentazioni debitori e creditori e intervenute nel corso del rapporto, periodicamente inviate al correnti sta, con l’indicazione delle condizioni attive e passive applicate dalla banca. Infatti, per condiviso e consolidato orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, il saldaconto riveste efficacia probatoria nel solo procedimento sommario per decreto ingiuntivo e ai fini dell’emissione di questo, mentre gli estratti di conto corrente costituiscono il mezzo di prova idoneo a sostenere la pretesa del creditore nel successivo giudizio contenzioso instaurato dall’opponente, in quanto contenente la specifica descrizione delle eventuali operazioni controverse. Ne deriva pertanto che la domanda dell’opposta banca non può ritenersi provata qualora questa ometta di produrre gli estratti di conto corrente e quindi gli elementi conoscitivi in base ai quali ricostruire il controverso rapporto, generalmente in relazione alla durata intera del rapporto bancario, e il definitivo saldo preteso (cfr Cass. n. 2751/2002, n. 12233/2003, n. 11749/2006)”.

    Nel caso di specie, giunto all’attenzione del giudice di secondo grado, “tra gli atti del fascicolo di primo grado si rinviene un solo estratto di conto corrente alla data del 31 dicembre 1993, che risulta inutilizzabile al fine di quantificare anche parzialmente la pretesa della banca, atteso che da tale data sono riportate soltanto spese e interessi in riferimento a un asserito saldo passivo il cui importo non è in alcun modo verificabile in assenza di alcuna documentazione relativa al periodo precedente. Ne consegue il totale rigetto della domanda dell’istituto bancario per mancanza di prova”.

    (Corte d’appello di Roma – Seconda Sezione Civile, Sentenza 28 maggio 2009, n.2258: Onere probatorio per la prova del credito della banca).

  • c0cc0bill 4 novembre 2008 at 23:18

    In ottobre 2007 ho chiesto un prestito di 5000 euro per 60 rate mensili da 149 euro: ho pagato regolarmente 14 mensilità pari a 2086 euro. Oggi volendo fare una estinzione anticipata mi hanno chiesto 4800 euro e mi chiedo che fine abbiano fatto i 2086 euro che ho pagato fin ora. E’ mai possibile?

    Molte grazie

    Commento di LUCA | Martedì, 4 Novembre 2008

    Dovresti consultare il piano di ammortamento che senz’altro devi avere allegato al contratto di finanziamento.

    Per scoraggiare estinzioni anticipate, all’inizio si rimborsano quote minime di capitale ed interessi rilevanti.

    E’ una misura finalizzata a fare in modo che il debitore corrisponda i lauti interessi fino all’ultimo. I creditori (e le finanziarie in genere) non sono mica stupide come i debitori.

    Comunque, con il piano di ammortamento a vista, facendo la somma delle quote capitale relative alle residue 46 rate e sommando la penale di estinzione (che rilevi dal contratto) vedrai che i conti tornano.

    I creditori (e le finanziarie in genere) sono molto corrette, ed i conti non li sbagliano (quasi) mai. Di questo i polli debitori possono esserne certi.

    Supponendo una penale di estinzione nulla, in pratica per ognuna delle 14 rate hai corrisposto una media capitale di 14,28 euro e 134,72 euro di media interessi.




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