Le comunicazioni di trasferimento del credito

L'obbligo di informativa dell'avvenuto trasferimento del credito, per dare modo al debitore di comprendere a quale soggetto deve corrisponderlo, va assolto dalla società  cessionaria (quella che ha acquisito il credito) con riguardo ad ogni debitore, "alla prima occasione utile" che coincide con la prima comunicazione che la cessionaria - o chi agisce su suo mandato - invia al debitore.

Spesso il credito viene ceduto più volte.  Nella filiera delle cessioni, tutte le comunicazioni devono essere state inviate al debitore con raccomandata AR.  Se ne manca solo una, il debitore non è in grado di ricostruire la catena e quindi non può stabilire qual è la società cessionaria che è legittimata a ricevere l'adempimento della sua originaria obbligazione. Non è un dettaglio questo.

L'ultima società cessionaria deve dunque farsi carico di dimostrare al debitore di essere legittimata a riscuotere il credito, fornendogli copia (preferibilmente conforme all'originale) delle lettere di cessione precedenti (che devono costituire, è bene ricordarlo, parte integrante del fascicolo del debitore acquisito).

Pertanto, il debitore deve sempre richiedere, tramite comunicazione A/R, che la società cessionaria fornisca gli attestati della titolarità del credito vantato.

In mancanza di tali adempimenti, formalmente richiesti dal debitore alla società cessionaria, nessun giudice  emetterà un decreto ingiuntivo nei confronti del debitore.

Il debitore è, per contro, motivato a non adempiere alle proprie obbligazioni fin quando non viene posto in condizione di riconoscere, con il supporto di documentazione "legale", chi è il legittimo titolare del credito dopo le intervenute cessioni.

In conclusione, l'ultima società cessionaria deve fornire al debitore copia conforme delle precedenti lettere di cessione del credito. Questo non costituisce assolutamente un problema per la quasi totalità delle società di recupero crediti che sempre (o quasi) provvedono al trasferimento non solo del credito ma anche, come previsto dalla legge, di tutta la documentazione che certifica  l'esistenza del credito stesso.

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  • gianni di marzio 8 settembre 2009 at 12:45

    CORTE D’APPELLO DI ROMA – ONERE DELLA PROVA PER CREDITO DELLA BANCA (o di una finanziaria)

    La sentenza in esame ci consente di riepilogare i criteri applicati dalla giurisprudenza per effettuare la determinazione degli importi relativi a rapporti di conto corrente dovuti dai correntisti agli istituti di credito. E per estensione capire quale sia il ruolo della documentazione attestante la legittimità della richiesta e la corretta consistenza del credito vantato.

    “In tema di prova del credito che un istituto bancario è tenuto a fornire sia nel procedimento monitorio sia nel successivo giudizio contenzioso di opposizione, va distinto l’estratto di saldaconto – dichiarazione unilaterale di un funzionario della banca creditrice certificante la conformità del saldaconto alle scritture contabili e la verità e liquidità del credito – dall’ordinario estratto di conto corrente che contiene invece la descrizione delle movimentazioni debitori e creditori e intervenute nel corso del rapporto, periodicamente inviate al correnti sta, con l’indicazione delle condizioni attive e passive applicate dalla banca. Infatti, per condiviso e consolidato orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, il saldaconto riveste efficacia probatoria nel solo procedimento sommario per decreto ingiuntivo e ai fini dell’emissione di questo, mentre gli estratti di conto corrente costituiscono il mezzo di prova idoneo a sostenere la pretesa del creditore nel successivo giudizio contenzioso instaurato dall’opponente, in quanto contenente la specifica descrizione delle eventuali operazioni controverse. Ne deriva pertanto che la domanda dell’opposta banca non può ritenersi provata qualora questa ometta di produrre gli estratti di conto corrente e quindi gli elementi conoscitivi in base ai quali ricostruire il controverso rapporto, generalmente in relazione alla durata intera del rapporto bancario, e il definitivo saldo preteso (cfr Cass. n. 2751/2002, n. 12233/2003, n. 11749/2006)”.

    Nel caso di specie, giunto all’attenzione del giudice di secondo grado, “tra gli atti del fascicolo di primo grado si rinviene un solo estratto di conto corrente alla data del 31 dicembre 1993, che risulta inutilizzabile al fine di quantificare anche parzialmente la pretesa della banca, atteso che da tale data sono riportate soltanto spese e interessi in riferimento a un asserito saldo passivo il cui importo non è in alcun modo verificabile in assenza di alcuna documentazione relativa al periodo precedente. Ne consegue il totale rigetto della domanda dell’istituto bancario per mancanza di prova”.

    (Corte d’appello di Roma – Seconda Sezione Civile, Sentenza 28 maggio 2009, n.2258: Onere probatorio per la prova del credito della banca).

  • c0cc0bill 4 novembre 2008 at 23:18

    In ottobre 2007 ho chiesto un prestito di 5000 euro per 60 rate mensili da 149 euro: ho pagato regolarmente 14 mensilità pari a 2086 euro. Oggi volendo fare una estinzione anticipata mi hanno chiesto 4800 euro e mi chiedo che fine abbiano fatto i 2086 euro che ho pagato fin ora. E’ mai possibile?

    Molte grazie

    Commento di LUCA | Martedì, 4 Novembre 2008

    Dovresti consultare il piano di ammortamento che senz’altro devi avere allegato al contratto di finanziamento.

    Per scoraggiare estinzioni anticipate, all’inizio si rimborsano quote minime di capitale ed interessi rilevanti.

    E’ una misura finalizzata a fare in modo che il debitore corrisponda i lauti interessi fino all’ultimo. I creditori (e le finanziarie in genere) non sono mica stupide come i debitori.

    Comunque, con il piano di ammortamento a vista, facendo la somma delle quote capitale relative alle residue 46 rate e sommando la penale di estinzione (che rilevi dal contratto) vedrai che i conti tornano.

    I creditori (e le finanziarie in genere) sono molto corrette, ed i conti non li sbagliano (quasi) mai. Di questo i polli debitori possono esserne certi.

    Supponendo una penale di estinzione nulla, in pratica per ognuna delle 14 rate hai corrisposto una media capitale di 14,28 euro e 134,72 euro di media interessi.




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