Cancellazione del protesto illegittimo od erroneo

Nel caso in cui la levata di protesto sia ritenuta illegittima o errata, può essere chiesta cancellazione dell'iscrizione dal bollettino direttamente al presidente della camera di commercio.

La richiesta può essere presentata da un pubblico ufficiale o da una banca, nonchè dallo stesso soggetto protestato. Il presidente della camera di commercio deve pronunciarsi entro 20 gg dalla presentazione dell'istanza.

Se accoglie la richiesta dispone la cancellazione e cura, sotto la propria responsabilità , l'esecuzione della stessa entro 5 gg.

In caso di rigetto o di mancata risposta da parte del presidente della camera di commercio il debitore può ricorrere al giudice di pace oppure -in casi particolari- chiedere l'emissione di un provvedimento d'urgenza in Tribunale (ex articolo 700 codice di procedura civile), con l'ausilio di un legale.

Al riguardo è da tener presente una interessante sentenza di Cassazione (n.17415 del 30/8/04) secondo la quale la camera di commercio può essere chiamata in causa -anche con un provvedimento d'urgenza- per la cancellazione di un protesto illegittimo od errato ma non per il rimborso delle spese processuali nè tantomeno per l'eventuale richiesta del risarcimento danni che il soggetto coinvolto intendesse chiedere.

Ad essa, organo “intermediario” che si occupa della sola pubblicazione dei dati, non può infatti essere imputata la responsabilità dell'errore che, presumibilmente, ricade sull pubblico ufficiale levatore.
Nel caso si voglia andare in causa è comunque opportuno valutare bene i presupposti, magari con l'aiuto di un legale.

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Commenti e domande

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  • rosario lucisano 11 febbraio 2010 at 11:03

    False riabilitazioni dei protesati al tribunale di Roma – 20 milioni di euro il giro di affari, 12 arrestati, 450 denunciati a piede libero

    Un sofisticato sistema per ‘riabilitare’ debitori protestati, privi dei necessari requisiti, e’ stato scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma. L’operazione ha portato le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria, ad arrestare 12 persone ed eseguire decine di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati e nelle sedi di numerose societa’. Oltre 450 persone sono state denunciate per reati che vanno dal falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, al falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale, alla corruzione, all’omissione d’atti d’ufficio e alla rivelazione di segreti d’ufficio. L’ammontare complessivo delle somme in protesto, per le quali e’ stata indebitamente richiesta e ottenuta la riabilitazione, si aggira intorno ai 20 milioni di euro.

    Gli arrestati, che avevano costituito una vera e propria organizzazione criminale, si occupavano di ricostruire la posizione dei soggetti protestati, consentendogli in tal modo di ottenere illecitamente la riabilitazione. Il tutto era reso possibile grazie alla produzione di falsa documentazione che attestava inesistenti requisiti soggettivi ad opera di compiacenti funzionari pubblici in servizio presso alcuni municipi Capitolini e il Tribunale Civile di Roma. Qui, in particolare, operava un cancelliere, oggi in pensione, che assicurava l’emissione dei decreti di riabilitazione.

    Il meccanismo illecito ha, nel tempo, determinato una grande confluenza, sulla Capitale, di istanze di riabilitazione di soggetti protestati provenienti da tutto il territorio nazionale. L’indebita ricostruzione della posizione soggettiva dei protestati si perfezionava mediante: la falsa attestazione della residenza dei protestati a Roma; la formazione di dichiarazioni sostitutive firmate da ignari creditori attestanti l’avvenuto pagamento dei titoli protestati; la produzione di falsi titoli di credito (assegni e cambiali); la formazione di artefatte levate di protesto recanti false firme di notai e inesistenti numeri di repertorio.

  • alfredo intermoia 11 febbraio 2010 at 07:56

    GDF, A ROMA FALSE RIABILITAZIONI A PROTESTATI 12 ARRESTI

    Un sofisticato sistema fraudolento per ‘riabilitare’ debitori protestati, privi dei necessari requisiti, e’ stato scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma. L’operazione ha portato le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria, ad arrestare 12 soggetti ed eseguire decine di perquisizioni presso le abitazioni degli indagati e le sedi di numerose societa’.

  • massimiliano 17 novembre 2009 at 19:01

    salve sono stato protestato . soltanto per puro caso l ho saputo.perche non ci è stata nessuna comunicaziobne da parte della banca.forse ho capito il perche è possibile che io ho firmato degli assegni con il conto della mia compagna per delega e lei non abbia pagato ,e io sono stato protestato?

    • c0cc0bill 17 novembre 2009 at 19:11

      Possibile.

      Ma recandosi in una qualsiasi Camera di Commercio può chiedere la visura del proprio protesto e capire in base a quale motivazione è stato la levato.

      Così si toglie il dubbio.

      L’archivio informatico dei protesti puo’ essere consultato da chiunque, sia recandosi personalmente presso le camere di commercio sia via Internet mediante la sottoscrizione di apposite convenzioni con le camere di commercio stesse o con i distributori ufficiali di Infocamere, la societa’ che gestisce il sistema informativo delle camere di commercio.

      La consultazione permette di cercare notizie sui protesti, estrarne gli elenchi e i rifiuti di pagamento su scala nazionale. Le ricerche possono avvenire per nome o con altre chiavi tipo la data e il luogo di levata o registrazione, il codice fiscale, la data di scadenza dell’atto protestato, la data di iscrizione al registro.

      Si puo’ chiedere copia dell’elenco di tutte le iscrizioni dei 15 giorni precedenti a quello in cui e’ fatta la ricerca, nonche’ copia delle variazioni al registro. Le informazioni devono sempre contenere la data del loro ultimo aggiornamento. La data di ricerca e’ registrata.

      Dietro pagamento di un diritto di segreteria e’ possibile inoltre chiedere una visura o una certificazione sull’esito della ricerca che, in caso positivo, dovra’ contenere la causale del protesto.

  • anna intermoia 6 settembre 2009 at 05:22

    Cancellare un protesto pendente è essenziale qualora si abbia la necessità di dover ottenere un finanziamento al fine di soddisfare qualsivoglia esigenza. La procedura da seguire per cancellare un protesto è, via via, con il passare degli anni, divenuta sempre più rapida e snella.

    Oggigiorno per cancellare un protesto dal “Registro Informatico dei Protesti”, istituito dal Ministero dell’Industria tramite il Decreto Legge numero 316 del 2000, è sufficiente onorare il debito contratto entro i 12 mesi successivi alla data di scadenza dell’obbligazione assunta. Una volta pagato il debito è necessario redigere un’istanza di cancellazione ed inoltrarla all’Ufficio Protesti della Camera di Commercio territorialmente competente che, entro e non oltre 20 giorni dal ricevimento della richiesta, provvederà a darvi seguito.

    La domanda, che va effettuata in bollo, deve essere accompagnata dall’atto di protesto e dal relativo titolo quietanzato nonché dalla copia fotostatica di un documento di identità valido che attesti le generalità del soggetto protestato. Di norma, è obbligatorio pagare anche, per ciascuna istanza presentata, circa 8 euro per diritti di segreteria.

    Se, invece, il soggetto protestato ha provveduto al pagamento di quanto dovuto dopo oltre un anno dalla data di scadenza del titolo di credito, la procedura da seguire è un po’ diversa.

    In particolare va presentata una richiesta di riabilitazione al Presidente del Tribunale territorialmente competente, ai sensi dell’articolo 17 della Legge del 7 marzo 1996 numero 108, modificato successivamente ad opera dell’articolo 3 della Legge del 18 agosto 2000 numero 235. Solo dopo aver ottenuto la riabilitazione da parte del Tribunale, il protestato può richiedere la cancellazione del protesto dal “Registro Informatico dei Protesti” tenuto dalla Camera di Commercio.

    In questa fase l’iter burocratico ricalca in toto la prassi in uso per la richiesta effettuata entro 12 mesi dalla scadenza del titolo di credito, l’unica accortezza da osservare è quella relativa alla documentazione da presentare che, com’è ovvio, dovrà contenere anche il provvedimento alla riabilitazione, appositamente rilasciato dal Tribunale.

  • massimo alboretti 5 settembre 2009 at 18:45

    Salve, volevo chiedere come posso fare per sapere se sono stato protestato.

    • c0cc0bill 5 settembre 2009 at 19:00

      Se vuole sapere circa l’esistenza o meno di un protesto a suo carico o anche di un soggetto diverso, si deve consultare il registro informatico dei protesti, mediante una visura o un certificato presso lo sportello dell’ufficio protesti della camera di commercio di competenza (visura protesto).

      Generalmente quando si parla del registro informatico dei protesti si intende appunto l’elenco dei protesti o bollettino ufficiale dei protesti.

      A puro scopo didattico ricordiamo che la maggioranza delle persone che sono protestate è dovuto a causa dell’emissione di assegni rimasti insoluti o scoperti.

      Le banche interessate devono comunicare al soggetto che ha emesso l’assegno, l’avvenuto protesto dell’assegno, mediante preavviso di revoca di firma. Dalla data di preavviso il soggetto ha tempo 60 giorni per regolarizzare il pagamento del titolo, maggiorato di una percentuale pari al 10% dell’importo dovuto, più interessi ed altre spese.

      Se in questo arco di tempo non si è proceduto al saldo del dovuto, si verrà segnalati anche alla CAI (centrale allarme interbancaria).

  • cinzia 4 dicembre 2008 at 02:10

    nel caso la banca preso accordo con il cliente portato in protesto decida di togliere il protesto ed entro un anno effettuare il pagamento dell’intero importo + interessi. L’ex protestato è in grado di chiedere prestito ad un altro ente o finchè il debito non viene totalmente saldato non è in grado di chiedere altri finanziamenti.
    grazie




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