SI POSSONO ABBREVIARE I TEMPI PER RECUPERARE I CREDITI DI LAVORO?

Nei decreti ingiuntivi nascenti da crediti da lavoro si ha un'accelerazione del procedimento: su istanza dell'avvocato, infatti, il decreto viene emesso provvisoriamente esecutivo fin da subito, consentendo così l'avvio immediato di ogni attività volta ad aggredire il patrimonio del soggetto moroso (articolo 642 codice di procedura civile).

Assieme al decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo può essere notificato al debitore anche il precetto ovvero l'intimazione con cui si da quello che può essere definito l'ultimo avviso prima di giungere al pignoramento dei suoi beni.

In via ordinaria, il precetto sottoscritto dall'avvocato deve concedere un termine di 10 giorni all'intimato (qui, il datore o ex datore di lavoro) per pagare l'importo ivi indicato, costituito da quanto non pagato in cedolino, gli interessi e le spese legali liquidate in decreto ingiuntivo oltre a quelle inerenti il precetto medesimo (articolo 480 codice di procedura civile).

Ancorché si tratti di prassi non diffusa, in ragione della natura del credito e dell'urgenza del suo incasso, l'avvocato può chiedere al Giudice del lavoro che emette il decreto anche di esentarlo dall'aspettare il termine di 10 giorni prima di passare al pignoramento.

Al verificarsi di tali condizioni, il pignoramento può essere chiesto nello stesso momento in cui si porta in notifica il decreto ingiuntivo unitamente al precetto (a circa 20 giorni dalla richiesta).

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 11:55

    Con la riforma Bersani è stata consentita all’avvocatura, e la cosa rileva in particolare per gli avvocati del lavoro, l’applicazione di metodi di pagamento diversi dall’applicazione del tariffario: si può così concordare con l’avvocato formule alternative per recuperare il proprio credito, anche senza dover anticipare alcuna somma e rinviando all’incasso della retribuzione e del TFR il pagamento della parcella.

    Lo svincolo dell’avvocato dal rispetto obbligatorio della tariffa professionale ha permesso di concordare con i clienti forme di pagamento in percentuale o a forfait che prima mancavano limitando l’accesso al diritto di difesa.

    Oggi si può perciò pattuire il pagamento del legale solo all’esito del recupero delle somme e d in ragione del quantum incassato, così evitando sia che l’esborso possa essere maggiore di quanto ottenuto sia i rischi dell’incognito.

  • massimiliano75 29 dicembre 2011 at 20:04

    articolo molto completo e chiarificatore. ma in tutto questo processo come è collegabile la figura del sindacato.
    In altre parole, piuttosto che far riferimento al patrocinio gratuito descritto, ha senso far riferimento alla consulenza legale offerta da un sindacato di categoria?

    • Carla Benvenuto 29 dicembre 2011 at 22:06

      Lei chiede una opinione politica, non una valutazione tecnica. Per quanto mi riguarda le rispondo che non mi farei mai difendere, in un contenzioso di lavoro, da gente direttamente o indirettamente collegata ad individui come Bonanni ed Angeletti.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca