RECUPERO CREDITI DI LAVORO - COSA STA SUCCEDENDO?

Tutti parlano della crisi economica e di come ripartirà presto l'economia nazionale, intanto però la crisi peggiora senza fermarsi e fa sentire sempre più i suoi effetti.

Ogni giorno che passa sempre più lavoratori vedono i loro datori sentirne l'affanno e ritardare i pagamenti di retribuzioni, tredicesime, quattordicesime e persino del TFR.

Anzi, gli insoluti nelle buste paga risultano in aumento proprio con l'approssimarsi dei periodi di vacanza, di sospensione o di cessazione dell'attività lavorativa.

In tali situazioni chi ha un reddito da lavoro dipendente vede improvvisamente inibita la sua già limitata capacità di spesa e

  • non può attendere mesi (in caso di insoluto datoriale, di media da 1 a 9) prima di incassare coattivamente i propri soldi
  • come, del resto, fatica a reperire le risorse necessarie per avvalersi di avvocati per recuperare tempestivamente il frutto del proprio lavoro.
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Stai leggendo RECUPERO CREDITI DI LAVORO - COSA STA SUCCEDENDO? Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 28 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 settembre 2017 Classificato nella categoria recupero crediti di lavoro Inserito nella sezione recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 11:55

    Con la riforma Bersani è stata consentita all’avvocatura, e la cosa rileva in particolare per gli avvocati del lavoro, l’applicazione di metodi di pagamento diversi dall’applicazione del tariffario: si può così concordare con l’avvocato formule alternative per recuperare il proprio credito, anche senza dover anticipare alcuna somma e rinviando all’incasso della retribuzione e del TFR il pagamento della parcella.

    Lo svincolo dell’avvocato dal rispetto obbligatorio della tariffa professionale ha permesso di concordare con i clienti forme di pagamento in percentuale o a forfait che prima mancavano limitando l’accesso al diritto di difesa.

    Oggi si può perciò pattuire il pagamento del legale solo all’esito del recupero delle somme e d in ragione del quantum incassato, così evitando sia che l’esborso possa essere maggiore di quanto ottenuto sia i rischi dell’incognito.

  • massimiliano75 29 dicembre 2011 at 20:04

    articolo molto completo e chiarificatore. ma in tutto questo processo come è collegabile la figura del sindacato.
    In altre parole, piuttosto che far riferimento al patrocinio gratuito descritto, ha senso far riferimento alla consulenza legale offerta da un sindacato di categoria?

    • Carla Benvenuto 29 dicembre 2011 at 22:06

      Lei chiede una opinione politica, non una valutazione tecnica. Per quanto mi riguarda le rispondo che non mi farei mai difendere, in un contenzioso di lavoro, da gente direttamente o indirettamente collegata ad individui come Bonanni ed Angeletti.

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