Ricorso all'Autorità per violazione delle norme che regolano la cancellazione dei dati del cattivo pagatore dalla Centrale Rischi - Di cosa si tratta

La decisione adottata dall'Autorità, in seguito a ricorso per la violazione della propria privacy, ha effetti giuridici molto importanti.

Occorre, in particolare, seguire attentamente quanto prevede il Codice (articolo 147). Il ricorso va presentato solo per far valere i diritti di cui all'articolo 7 del Codice (articolo 141, comma 1, lettera c)) e può essere presentato all'Autorità per la tutela della privacy solo quando la risposta del titolare (o del responsabile, se designato) all'istanza con cui si esercita uno o più dei predetti diritti non perviene nei tempi indicati o non è soddisfacente, oppure il decorso dei termini sopraindicati lo esporrebbe ad un pregiudizio imminente ed irreparabile.

Diritti di segreteria

Al ricorso va allegata la prova del versamento dei diritti di segreteria (euro 150,00). Si consiglia di effettuare il versamento utilizzando:

-  conto corrente presso Poste Italiane S.p.A. - IBAN IT 75 Y 07601 03200 000096677000;
- bollettino di conto corrente postale numero 96677000,

tutti intestati a "Autorità per la protezione dei dati personali", Piazza di Monte Citorio, 115/121 (00186 Roma), indicando come causale "diritti di segreteria per ricorsi".

Spese del procedimento

A conclusione del procedimento instaurato dal ricorso, se una delle parti lo ha richiesto, l'Autorità determina l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso e lo pone a carico, anche in parte, della parte soccombente. L'Autorità può compensare le spese, anche parzialmente, se ricorrono giusti motivi.

La determinazione dell'ammontare delle spese è, per legge, forfettaria (articolo 154, comma 4).

L'Autorità (determina collegiale del 19 ottobre 2005) ha fissato tale misura forfettaria, anche in continuità con quanto deciso dai precedenti collegi e al fine di adeguare gli importi a suo tempo stabiliti all'incremento delle spese da sostenere per ricorrere all'Autorità per la tutela della privacy, nell'importo minimo di euro 500,00 (cinquecento/00), aumentabile sino ad un massimo di euro 1.000,00 (mille/00), in ragione della eventuale complessità dei singoli procedimenti.

Per fare una domanda  sulla CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), sugli altri Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), sui cattivi pagatori, sui tempi massimi di permanenza nelle centrali rischio delle informazioni relative ai cattivi pagatori e su tutti gli altri argomenti correlati, clicca qui.

8 agosto 2013 · Ornella De Bellis

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