Cattivi pagatori e diritto all'oblio – guida alla cancellazione dei propri dati con ricorso all'Autorità per la tutela dei dati personali

Come fare quando, pur essendone obbligata, la Centrale Rischi non provvede alla cancellazione dei dati relativi al cattivo pagatore. I rimedi possibili sono la segnalazione, il reclamo ed il ricorso all'Autorità per la tutela della privacy. In questo articolo vengono fornite al cattivo pagatore tutte le informazioni utili per ottenere quello che viene ormai universalmente riconosciuto come il diritto all'oblio. Si pone poi un'altra questione: serve davvero al cattivo pagatore la cancellazione dei propri dati dalla Centrale Rischi? Alcuni osservatori ritengono di no perchè, affermano, esistono banche dati occulte in cui i nominativi dei cattivi pagatori restano registrati per sempre. Si capirebbe allora la motivazione del "prestito negato" anche in assenza di segnalazioni nelle Centrali Rischi, evenienza lamentata da una moltitudine di cattivi pagatori. E, dunque, per il cattivo pagatore si prospetta una punizione perpetua. Anche per lui, come per gli ergastolani, vale il "fine pena mai".

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Stai leggendo Cattivi pagatori e diritto all'oblio – guida alla cancellazione dei propri dati con ricorso all'Autorità per la tutela dei dati personali Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 8 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 5 ottobre 2017 Classificato nella categoria diritti del debitore Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:54

    I SIC – sistemi di informazioni creditizie – sono delle banche dati che raccolgono e gestiscono informazioni relative a richieste e rapporti di credito di cui sono parte enti finanziari ( banche e società finanziarie). Esse sono meglio conosciute al pubblico con il termine di Centrali Rischi.

    Gli enti finanziari, che partecipano al sistema su base volontaria o obbligatoria (vedasi CR – Centrale Rischi e SIA della Banca d’Italia) forniscono alle Centrali Rischi i dati relativi ai rapporti di credito della propria clientela e, per contro, vi accedono per conoscere la storia creditizia di quanti chiedano loro un finanziamento.

    Sulla base delle informazioni così rilevate (entità degli importi richiesti, puntualità o ritardi nei pagamenti, livello di indebitamento), gli enti finanziari valutano la solvibilità e l’affidabilità dei soggetti censiti, finanziando solamente quanti offrano maggiori garanzie circa la restituzione dell’importo erogato e gestendo in questo modo il rischio connesso all’attività creditizia. E, in pratica, stilando quelli che vengono solitamente indicati come elenchi di cattivi pagatori.

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