PREAVVISO DI FERMO AMMINISTRATIVO

Ci si chiede spesso se il "preavviso di fermo" sia impugnabile. Sul punto, non trattato dalla legge, è intervenuta più volte la Corte di Cassazione con una serie di sentenze anche contrastanti.

In molte occasioni è stato osservato che NON si può fare ricorso avverso il cosiddetto "preavviso di fermo" ma solo contro la successiva comunicazione di iscrizione del fermo. La motivazione di tale decisione è , in breve, che la legge non prevede espressamente che il fermo venga preannunciato ma solo comunicato dopo l'iscrizione (al PRA nel caso di fermo di auto).  Pertanto il preavviso non ha valore formale, non impedisce l'uso dell'auto nè arreca alcuna menomazione al patrimonio del debitore. (Cassazione sentenza 20301/08 confermata dalla sentenza 8890/09.

Sembra aver messo fine alla diatriba una sentenza della Corte di Cassazione sezione unite civili (sentenza 10672/2009) che ha definitivamente sancito che invece l'atto di preavviso di fermo è impugnabile in quanto spesso unico atto attraverso il quale il contribuente viene a conoscenza dell'esistenza nei suoi confronti di una procedura di fermo amministrativo dell'autoveicolo.

Esso inoltre svolge una funzione analoga a quella dell'avviso di mora nel quadro della comune procedura esecutiva esattoriale. Il concetto è stato ribadito da una successiva pronuncia della Cassazione sezioni unite civili (sentenza 11087/2010) che ha sancito che il preavviso è impugnabile anche per debiti non tributari, quindi nei ricorsi davanti al giudice ordinario (di pace).

La  conclusione a cui è giunta ADUC è che si può procedere a fare ricorso contro l'atto di preavviso (davanti alla commissione provinciale tributaria o al giudice ordinario, a seconda del caso),  magari citando detta sentenza così da evitare problemi.

Da notare che in conseguenza a queste sentenze Equitalia sta provvedendo a modificare i modelli di preavviso.

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Commenti e domande

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  • angelina58 11 giugno 2014 at 18:05

    scusa. il mio stipendio netto è di mille euro, la pensione di invalidità è di 500 euro e la pensione di reversibilità è di trecento euro = 1800. Avevo sentito dire che la pensione di invalidità non la possono toccare, è vero?
    E che senso ha fermarmi l’auto se poi si prendono il 1/10 dello stipendio?

    • Simone di Saintjust 11 giugno 2014 at 21:58

      Lo stipendio viene pignorato nella misura di 100 euro mese.

      Poi ci sono 800 euro di pensione totale (invalidità e reversibilità). Il minimo vitale risulta impignorabile, ma questo vuol dire che una volta detratta dalla pensione la quota pignorabile (un decimo per debiti di tipo esattoriale pari a 80 euro) deve essere garantito al pensionato un residuo di almeno 500 euro mensili. Ora, 800 – 80 fanno 720 euro e siamo ben sopra il minimo vitale.

      Se Equitalia dispone il fermo amministrativo sul veicolo di proprietà del debitore è perché ritiene che il debitore possa pagare tutto il debito in un’unica soluzione o richiedere la rateazione. E quindi, in questa ipotesi, non avvia le procedure per il pignoramento di stipendio e pensione (anche perché una volta accordata la rateazione del debito, non può intraprendere altre azioni esecutive).

      Se, invece, Equitalia decide di pignorare i crediti del debitore presso terzi (stipendio e pensione nel suo caso) allora, certamente non applicherà il fermo amministrativo (del resto, non avrebbe senso farlo, dopo aver escusso comunque il debitore).

      Fermo amministrativo e pignoramento presso terzi (datore di lavoro e INPS) sono due strategie diverse ed alternative che hanno come unico obiettivo quello di ottenere il rimborso di quanto dovuto dal debitore.

  • angelina58 9 giugno 2014 at 10:12

    Grazie, il mio stipendio comprensivo di pensione di invalidità e reversibilità al netto è di 1800 euro e la quota dell’immobile che mi appartiene vale 6000 euro.
    Ma il fermo amministrativo dell’auto me lo possono fare anche se l’autovettura ha il beneficio della legge 104?
    Grazie

    • Simone di Saintjust 9 giugno 2014 at 10:18

      E dunque, la misura più probabile che adotterà Equitalia è il pignoramento del 10% dello stipendio netto. Più o meno 180 euro mese.

      Al momento, la legge prevede la possibilità di evitare il fermo amministrativo solo dimostrando che il veicolo è funzionale all’attività professionale. In pratica solo se serve a produrre reddito per poi pagare le cartelle esattoriali …

  • angelina58 8 giugno 2014 at 11:25

    Salve, ho debiti con Equitalia che per ora arrivano all’incirca sui 18000 euro, (presumo che saliranno ancora) non ho nessuna possibilità di pagare, sono originati dal fatto che io percepisco uno stipendio da lavoratore dipendente e una pensione di invalidita e reversibilità. Fino a che ho potuto pagare l’ho sempre fatto (anche indebitandomi con finanziarie) ma ora non riesco più dovendo anche dare sempre l’accondo per l’anno dopo è diventato impossibile.
    Al di là delle giustificazioni, vorrei sapere alcune cose:
    – posseggo un’autovettura fiat 600 del 2002 e dal 2004 sono in possesso della L. 104 infatti sono esonerata dal pagamento del bollo dell’auto e ho il contrassegno invalidi in quando ho una patologia degenerativa alla colonna vertebrale. Posso portarmi via l’automobile?
    – Mio padre è deceduto 8 anni fa lasciando a me, mia sorella e mia mamma la quota spettante di 1/6 dell’immobile dove vive mia mamma questo immobile è iscritto come prima casa per mia mamma essendo l’unica abitazione che ha. Possono rifarsi sull’appartamento dove vive mia madre?

    • Simone di Saintjust 8 giugno 2014 at 11:47

      Non ha alcuna convenienza economica, per il creditore, il pignoramento e l’espropriazione di una vecchia utilitaria. Piuttosto, per esercitare pressione sul debitore la tecnica più utilizzata da Equitalia è quella del fermo amministrativo.

      L’iscrizione di ipoteca sulla quota posseduta per 1/6 dal debitore potrebbe rappresentare una valida misura cautelare finalizzata a garantire il pagamento del debito in caso di dismissione del bene. Ma, per valutare la possibilità del verificarsi di un tale scenario, bisognerebbe conoscere il valore dell’immobile e capire se, nella quota di proprietà del debitore, c’è capienza per un’ipoteca di almeno 36 mila euro.

      Non sono un veggente, ma credo che Equitalia si muoverà per pignorarle lo stipendio nella misura prevista dalla legge, pari ad un decimo del netto di quanto lei percepisce, ammesso che la sua retribuzione mensile, prima di imposte e contributi, non superi i 2.500 euro.

  • Ludmilla Karadzic 21 agosto 2013 at 14:38

    Niente fermo amministrativo per i veicoli strumentali all’attività d’impresa o professionale

    Con l’approvazione del c.d. “decreto del fare” è stato escluso il provvedimento di fermo amministrativo per i veicoli a motore strumentali all’attività d’impresa o professionale.

    Prima di procedere al fermo amministrativo, Equitalia o gli altri concessionari invieranno al debitore una comunicazione preventiva. L’avviso specificherà che se il diretto interessato non pagherà entro 30 giorni (tempi quindi più lunghi, rispetto ai 20 del prima delle modifiche), scatterà il fermo.

    Il contribuente potrà però evitare il provvedimento recandosi presso gli sportelli di Equitalia e dimostrando che quel bene è strumentale alla sua attività professionale.

  • Davit 29 agosto 2011 at 21:09

    Salve
    In merito al Fermo amministrativo avrei delle Domande:
    1.dovrei acquistare una auto, questa è gravata da fermo amministrativo, per utilizzarla durante l’estate, chiaramente alla quotazione che mi è stata richiesta detrarrei la somma che vi è scritta sul Certificato PRA come fermo amministrativo, chiedo se posso io pagare direttamente il fermo amministrativo, ho deve per forza pagarla il vecchio proprietario?
    2.posso vendere amia volta l’auto con fermo amministrativo chiaramente sempre indicando che c’è il femro e che la somma che mi verrà corrisposta è diminuita del fermo stesso, se si come faccio a farlo, dal Notaio, al Pra, …?
    3.

    • Simone Saintjust 29 agosto 2011 at 21:57

      Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo non può circolare. Proprietario e conducente rischiano pesanti sanzioni se il veicolo sottoposto a fermo amministrativo è sorpreso a circolare. A queste sanzioni segue poi il pignoramento del veicolo stesso.

      Il fermo amministrativo, non per niente, è noto anche con il termine “ganasce fiscali”.

      Ciò detto lei può acquistare e vendere veicoli sottoposti a fermo amministrativo nelle forme consuete. Ma il proprietario per poter circolare deve prima saldare il debito con l’Agente della Riscossione.

      Il fermo amministrativo è associato al bene, così come l’ipoteca, e svolge la funzione di garanzia di un credito. Pertanto il fermo può essere rimosso dal proprietario corrente e non necessariamente da quello che lo era al momento in cui è stato emesso il provvedimento.

    • Davit 29 agosto 2011 at 22:17

      Grazie mille per la celere risposta, Le chiedo ulteriormente due cose:
      1.mi è stato detto dal PRA che non posso vendere/acquistare il veicolo se non prima viene tolto il fermo amministrativo, di conseguenza i modi consueti che lei dice quali sono?
      2.mo sono rivolto a equitalia e ho avuto la seguente risposta: “solo il titolare del debito può estinguerlo andando presso l’agenzia equivalata che ha emesso la cartella” quindi ?
      Le scrivo questo per dirLe che sembra non percorribile la strada che mi ha suggerito e che anche io avrei voluto intraprendere; se ha disponibile delle norme e articoli specifici da citare ai “incompetenti dipendenti del PRA / Equitalia ” Le sarei grato.

    • Simone Saintjust 30 agosto 2011 at 04:48

      Può accedere al sito dell’ACI.

      Riporto testualmente:

      A seguito dell’iscrizione del fermo la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non saldi il proprio debito e provveda a cancellarne l’iscrizione dal PRA.
      Il veicolo, infatti:

      • non può circolare: se circola è prevista la sanzione;
      • non può essere radiato dal PRA: non può essere demolito od esportato;
      • anche se viene venduto, con atto di data certa successiva all’iscrizione del fermo, non può circolare e non può essere radiato dal PRA.

      Inoltre, se il debitore non paga, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo.

      Per quanto attiene il pagamento del debito ad Equitalia, invece, ribadisco che “il fermo amministrativo è un atto funzionale all’espropriazione forzata e, pertanto, il mezzo di realizzazione di un credito allo stesso modo con il quale la realizzazione del credito è agevolata dall’iscrizione ipotecaria (Corte di Cassazione, SS.UU. civili, sentenza n° 2053 del 31/01/2006).”

      Essendo il bene liberamente scambiabile sul mercato, il compratore ha il diritto di poter rimuovere il vincolo sul bene posto a garanzia del credito, soddisfacendo il creditore.

      Infatti, il Concessionario della Riscossione potrebbe procedere al pignoramento del bene (il veicolo) ed alla sua vendita all’asta. In tal caso il (nuovo) proprietario sarebbe l’unico legittimato a procedere alla conversione del pignoramento.

      Poi, ad Equitalia possono dire ciò che vogliono. Per loro il diritto è un optional e, purtroppo, ne hanno facoltà …

  • vincenzo oreto 13 settembre 2010 at 21:55

    ho!! mia patria , se’ di una sicurezza non mi hai elogiato ,e mi hai lasciato viver alla giornata ? fammi usar la mia auto !e’ cosi preziosa e tanto amata .

  • giuseppe fioravanti 20 novembre 2009 at 07:00

    Chi meglio Di Gestline s.p.a (concessionario per la riscossione dei tributi) può rispondere a questa domanda ? Probabilmente nessuno, ecco quindi il documento relativo al fermo amministrativo fornito dalla stessa.

    Il provvedimento di Fermo Amministrativo, denominato anche “ganasce fiscali”, è quello strumento di riscossione che deve essere applicato dal Concessionario, incaricato della riscossione tributi, sui beni mobili registrati (auto, moto, barche, etc.), trascorsi 60 giorni dalla notifica della Cartella di pagamento, senza che sia stato eseguito il pagamento di quanto dovuto, e sempre che:

    • l’Ente Creditore titolare del Credito (Stato, Regione, Provincia, Comune, Inps, Inail, Consorzio, Ordine Professionale, Albo, Cassa di Previdenza etc.) non abbia concesso, su richiesta del Contribuente, una sospensione o dilazione di pagamento;

    • non sia stato emesso dall’Ente Creditore e su richiesta del Contribuente un provvedimento di sgravio (annullamento) perché il debito non era dovuto.

    In tali casi, il Concessionario invia al Contribuente una lettera di preavviso di iscrizione del Fermo Amministrativo, nella quale è indicato il dettaglio del debito con l’avvertenza che, se non si procede al pagamento di quanto dovuto entro 20 giorni da tale comunicazione, si provvederà all’iscrizione del fermo del veicolo nei Pubblici Registri.

    Entro il citato termine di 20 giorni, il Contribuente dovrebbe quindi provvedere al pagamento, oppure ottenere dall’Ente o dagli Enti Creditori, indicati nella Cartella di pagamento, nella sezione “Dettagli degli Addebiti”, una rateazione o una sospensione del pagamento, oppure un annullamento (sgravio) per debito non dovuto.

    E’ utile in questo caso accertarsi che il Concessionario abbia ricevuto la comunicazione di detti provvedimenti da parte degli Enti Creditori, affinché sospenda o annulli la procedura.

    Il mancato pagamento di quanto dovuto e riportato nel preavviso di Fermo Amministrativo produce, per legge, l’iscrizione del Fermo nei Pubblici Registri con i seguenti effetti:

    • il veicolo sottoposto a fermo non può circolare;

    • il veicolo sottoposto a Fermo e trovato a circolare è soggetto alle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada (art. 214 del D.Lgs 285/92), il cui importo varia da un minimo di 656,25 Euro ad un massimo di 2.628,15 Euro, oltre al sequestro immediato ed al successivo deposito in apposito luogo di custodia;

    • il provvedimento di Fermo comporta l’inopponibilità al Concessionario di successivi atti dispositivi del bene; ciò significa che, se non è pagato il debito che ha dato origine alla procedura, il Concessionario può sottoporre a pignoramento il bene fermato e venderlo all’asta, anche se nel frattempo l’auto è passata in proprietà ad un terzo a seguito di vendita;

    • le Compagnie di Assicurazione, in caso di sinistro accaduto in violazione del provvedimento di fermo, a norma delle condizioni contrattuali, possono far valere il diritto di rivalsa sull’Assicurato.

    Il preavviso di Fermo e l’iscrizione del Fermo al P.R.A. comportano l’addebito a carico del Contribuente delle spese di procedura così come stabilite dalla vigente normativa.

    A seguito del pagamento dovrà essere cura del Contribuente procedere alla cancellazione del “Fermo” presso il P.R.A. – Pubblico Registro Automobilistico – previa esibizione del provvedimento di revoca, che viene rilasciato dal Concessionario all’atto del pagamento presso i propri sportelli, e dietro versamento alle casse dell’Automobile Club d’Italia delle ulteriori spese a quest’ultimo spettanti.

    Nel caso, invece, il debito venga annullato per sgravio dell’Ente Impositore, la cancellazione verrà effettuata gratuitamente dal Concessionario.

    Si rammenta, inoltre, che ogni richiesta d’informazione sulla natura del debito da pagare, sull’eventuale richiesta di sospensione, rateazione o annullamento per debito non dovuto, va rivolta all’Ente o agli Enti Creditori, indicati nella Cartella di Pagamento alla sezione “Dettaglio degli Addebiti”.

    • marcello marra 20 novembre 2009 at 07:04

      Tutto giusto, più o meno nel commento di Fioravanti.

      In linea generale e per farla breve si può trasferire la proprietà di un qualsiasi bene anche se soggetto a gravami quali ipoteche purché il compratore ne sia stato reso edotto e le abbia accettate. Se così non fosse, il compratore può chiedere l’annullamento della vendita o effettuare un’azione per la riduzione del prezzo, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.

      Nella prassi, è possibile che chi acquista un bene gravato da ciò si renda disponibile ad estinguere il debito che il bene garantisce pagando al venditore solo la differenza fra il prezzo pattuito ed il debito da estinguersi.

      Questo per farla breve, altrimenti bisognerebbe addentrarsi nei meandri del diritto civile ed è un po’ complesso valutare tutte le ipotesi possibili.

      Quindi, per rispondere alla domanda fatta, si, l’auto si può vendere purché l’acquirente dichiari di essere a conoscenza del fatto e le parti trovino un accordo in base al quale il compratore non abbia a patire conseguenze negative impreviste.

  • pasquale parrinello 14 ottobre 2009 at 13:29

    Fermo amministrativo e preavviso di fermo

    Nella prassi ormai consolidata il fermo viene iscritto a seguito della comunicazione di un preavviso di fermo!

    Orbene tale atto è illegittimo, arbitrario, vessativo, poiché esula dalla normativa di settore che ha previsto la notifica del fermo amministrativo, mentre il preavviso è un atto discrezionale emesso in assenza di potere, che comporta una soggezione dei beni mobili registrati del contribuente, senza ulteriore comunicazione dell’avvenuta iscrizione di fermo.

    Oberando cosi il contribuente ad effettuare continue visure al PRA per conoscere la situazione del proprio bene.

    Infatti nel caso di impugnazione del preavviso l’agente della riscossione si costituisce in giudizio temerariamente sostenendo che il preavviso di fermo è solo un atto di bonario sollecito, mentre quasi sempre è seguito dalla reale iscrizione del provvedimento cautelare senza che questo venga notificato.

    In più nello stesso preavviso vengono indicate e richieste le spese di iscrizione di fermo che ancora non sussistono poiché si tratta di semplice preavviso e che a prescindere da tutto le predette spese per legge non sono effettivamente sostenute essendo il servizio di attivazione di tali misure assolutamente gratuito per l’Agente della riscossione.

    Occorre ricreare un adeguato percorso formativo, assoggettare il soggetto ad un pubblico esame, per garantire il contribuente da disinvolte applicazioni della procedura stessa.

    Il controllo di quest’ultima era affidato ad una specifica figura professionale abilitata da un esame di Stato. Anche tale garanzia a favore del contribuente è stata cancellata e sostituita dalla generica responsabilità del “Delegato” atto anch’esso di natura civilistica.

    L’abolizione di tale qualificata figura professionale fu giustificata dal fatto che essa si trovava in conflitto con l’organico (gradi e ruoli) nel parallelo contratto bancario, applicato ai rappresentanti del Concessionario (Banche) date le gravi difficoltà nel coniugare un corretto uso della procedura con le economie di scala imposte dalla logica di impresa stretta dai compensi sempre più bassi.

  • massimo rosarno 11 settembre 2009 at 11:52

    Niente iscrizione ipotecaria se il contribuente ha già ricevuto il fermo amministrativo.

    I giudici toscani si sono trovati alle prese con un contribuente al quale il concessionario aveva emesso due fermi amministrativi su quattro veicoli per un importo complessivo pari a circa 173mila euro.

    Evidentemente non soddisfatto della misura inflitta, l’ente aveva provveduto all’iscrizione di ipoteca per un valore pari al doppio (circa 311 mila euro) su un terreno di proprietà del privato.

    Quest’ultimo ha proposto tempestivamente ricorso eccependo che la misura cautelare fosse nulla perchè viziata da un’irregolarità formale.

    In sostanza il contribuente affermava che secondo l’articolo 50 del Dpr 602/1973 l’espropriazione iniziata dopo un anno dalla notifica della cartella di pagamento dovesse essere preceduta dalla notifica di un avviso contenente l’intimazione ad adempiere, avviso che nel caso concreto non era stato consegnato.

    La commissione provinciale ha dato ragione al privato in quanto ha ritenuto che già il fermo fosse sufficiente a garantire il debito nei confronti del Fisco e che l’eventuale misura cautelare avrebbe rappresentato un danno finendo inevitabilmente per ledere l’integrità patrimoniale del contribuente.

    Nella sentenza si legge, inoltre, che il contribuente aveva già provveduto a saldare parte di quanto dovuto avendo già pagato la prima rata.

    Comportamento questo sicuramente da premiare secondo i giudici toscani. Per concludere, quindi, la commissione ha accolto il ricorso dichiarando illegittima (quindi da cancellare) l’iscrizione ipotecaria eseguita dal concessionario.

  • vincenzo bocale 9 settembre 2009 at 05:55

    Fermo amministrativo auto invalidi civili

    Sono un italiano” con invalidità superiore ai 2/3 riconosciuta dalla Commissione medica della allora USL di competenza. Nel 1998 mio padre si recò alla Delegazione Aci di Genzano di Roma, ove ancora risiedo, per pagare il bollo della mia auto in quanto ero in convalescenza da un ennesimo intervento chirurgico.

    Tornò a casa quasi incredulo, in quanto il bollo e il Superbollo non erano più dovuti a causa della allora “nuova legge”, così dissero allo sportello della Delegazione. Lavorando in una Banca locale ebbi modo di chiedere all’amico dell’ACI: ” Sei sicuro che non devo fare niente… oltre a non pagare?” “Certo” asserì ” E’ la legge!”.

    Dopo poco tempo iniziarono ad arrivare i primi avvisi con i quali l’ ACI reclamava gli omessi pagamenti. Pensai ad un errore. Poi le prime Raccomandate, nelle quali, oltre alla richiesta di provvedere al pagamento, si leggeva che se il veicolo fosse stato esente, di comunicarne la relativa documentazione. Inviia così un Fax al numero indicato allegando copia del certificato di invalidità, copia del libretto di circolazione contenente gli adattamenti del veicolo, etc. Molti mesi dopo mi risposero che la documentazione era insufficiente.

    Oggi rimpiango quei tempi nei quali ancora c’era un parvenza di dialogo seppure troppo ermetico! Così ermetico che Ungaretti si potrebbe paragonare al Manzoni. Oggi non si risponde più neanche alle Raccomandate… o meglio alle lettere raccomandate dei comuni, oltre che indegni di risposta, cittadini italiani! Troppo tempo per aprire una busta e rispondere, ce ne sono molte di Valore che non richiedono risposta… La danno!

    Dopo tante vicissitudini ottenni la tanto ambita esenzione, da parte dell’ACI, dall’obbligo di pagamento delle Tasse automobilistiche. Ottenni così molti annullamenti degli Avvisi precedenti, un po’ da parte dell’Agenzia delle Entrate, un po’ dalla Delegazione del mio paese. Purtroppo me ne sfuggi una! Quella dell’anno 1999. Inviai così, qualche giorno prima della mia frattura al femore destro, copia dell’esenzione alla Regione Lazio Contenzioso. Nella tranquillità dei miei sei mesi di letto, dei quali uno in Ospedale, dimenticai la risposta che non venne mai!

    Ma tanto per ricordarmi che lo Stato non lascia mai soli i suoi cittadini, nell’anno 2008 si ricordò di me! Inviai l’ennesima raccomandata A/R invitando l’Ente ad aggiornare i miei dati personali. Per chiudere, il 3 agosto c.a., la Equitalia Gerit mi notifica il preavviso di fermo amministrativo dell’autovettura, ma non di quella incriminata targata RM48319N, ormai iscritta alle auto storiche, ma della nuova, targata DP040GC, della quale pago regolarmente il bollo!

    Mi sono rivolto a Codacons, ma ormai in prossimità del Ferragosto chi aprirà la busta di un Avvocato? Ho scritto alla Equitalia Gerit ma non farò in tempo, non posso recarmi agli sportelli perchè deambulante con due bastoni canadesi e una stiramento ad una spalla… mi rende difficoltoso ogni passo. Non vorrei pagare…ma forse é l’unico modo per farmi ascoltare! 900 Euro circa e forse tutto si sistemerà. Mi scuso della mia lungaggine, ma ho voglia di creare scandali ed inoltrare denunce, e spero che Dio voglia darmi la forza di non pagare, la forza di resistere a mesi o anni di “arresti domiciliari” perchè la mia auto sostituisce le mie gambe… in tutto.

    Sarei grato se almeno il Vs. blog vorrà dare voce a me che mi rivolgo ad un’ Italia sorda, ridotta ad un mosaico burocratico, ignara che la vita a volte potrebbe cambiare senza avvertire, nel silenzio che ora è l’unica voce che ascolto. Grazie!

    Vincenzo Bocale

  • c0cc0bill 8 settembre 2009 at 22:06

    Stop alla cancellazione dal PRA se c’è fermo amministrativo

    L’ACI, con circolare 10649 del 1° settembre 2009, rende note alcune indicazioni del ministero dell’Economia sulla natura e sulle conseguenze del fermo amministrativo di autoveicoli.

    Questa procedura ha funzione cautelare, dunque, conservativa del bene alla quale è applicata.

    Di conseguenza, l’ACI è stato invitato a “non dare seguito alle richieste di cancellazione di un veicolo dal pubblico registro automobilistico qualora risulti ancora un fermo amministrativo.

    Dal 16 settembre 2009 non sarà più possibile dare seguito alle richieste di cancellazione di un veicolo dal PRA qualora risulti ancora iscritto un fermo amministrativo.

    In attesa delle procedure informatiche, che renderanno automatica l’inibizione alla cancellazione, gli operatori degli uffici provinciali devono verificare se i veicoli sono gravati da un fermo amministrativo.

    Anche gli autodemolitori autorizzati, sono “tenuti a verificare preventivamente se il veicolo risulti gravato da fermo amministrativo iscritto al PRA posto che, in presenza del suddetto gravame, non sarà possibile procedere all’annotazione della radiazione”.

    Gli uffici provinciali – conclude la circolare 10649 – devono fornire in definitiva “assistenza e supporto operativo agli autodemolitori autorizzati ed agli Sta esterni.

  • rosario imbriani 4 settembre 2009 at 13:45

    Divieto di esportazione e demolizione per i veicoli gravati di ganasce fiscali – Giro di vite dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

    Non si potranno più esportare o demolire i veicoli per i quali risulti iscritto un fermo amministrativo al Pubblico registro automobilistico.

    La direttiva è pervenuta in questi giorni a tutti gli operatori del settore, quindi gli uffici pubblici dell’Aci e della Motorizzazione, le agenzie automobilistiche e i demolitori autorizzati.

    Lo spirito della norma è quello di favorire il recupero dei crediti che la pubblica amministrazione vanta nei confronti di cittadini inadempienti proprietari di veicoli colpiti da ganasce fiscali, impedendo che venga effettuata l’esportazione all’estero e anche la demolizione.

    A far scattare l’iscrizione del fermo, sono le pendenze di qualsiasi tipo nei confronti della pubblica amministrazione.

    Ad esempio una multa non pagata, un bollo dimenticato, gli omessi versamenti all’Inps da parte di un’impresa, una bolletta dell’acqua o della spazzatura. Qualsiasi credito, insomma, che la pubblica amministrazione può avere con il cittadino.

    E’ Equitalia (o una delle sue consociate) l’Agente della Riscossione che si occupa dei fermi amministrativi. La cui iscrizione si determina dopo una serie di avvisi e raccomandate nelle quali si segnala l’inadempienza al debitore.

    Qualora questi avvertimenti venganoi ignorati, Equitalia procede all’iscrizione del fermo amministrativo o “ganasce fiscali” avvertendo il proprietario del veicolo che non potrà più utilizzare ne vendere il mezzo.

    Per eludere tale divieto, fino ad oggi c’era chi, non potendolo più utilizzare, lo esportava sottraendolo al pignoramento. Ma da oggi il ministero ha detto stop.

  • preoccupata 9 agosto 2009 at 14:09

    quanti avvisi di fermo si possono ricevere in un anno? un parente ha ricevuto un avviso a maggio, e ha chiesto un prestito x saldare ben 12.000euro.pagato quel carico, ha cmq saputo di avere altri 6.000 euro di cartelle sospese scadute.quindi potrebbe ricevere un nuovo avviso di fermo.egli al momento pero’ nn puo’ saldare i 6.000 euro in contante e le rate nn sono concesse. equitalia puo’ inviare un nuovo avviso di fermo alla stessa persona dopo pochissimi mesi o ci sono dei tempi da rispettare (tipo un anno,o sei mesi,che ne so) dall’ultimo avviso inviato?siccome nn e’ facile sborsare tutti insieme quei soldi ,dato che spesso nn si sborsano xche’ proprio nn ci sono!!!,almeno sapra’ come gestirsi..grazie

  • Luca 11 maggio 2009 at 09:23

    Il 30-03-09 ricevo il sollecito di pagamento di una cartella esattoriale, mi si intima di pagare qunato prima per evitare il procedimento di fermo amministrativo e/o altro, come indicato sul sollecito.
    Io mi preparo al pagamento ma necessitavo di potermi gestire le finanze in modo attento, contavo sui 60gg solitamente attribuiti alle multe per liquidare il tutto in banca o in posta.
    Invece entro 35gg dalla notifica del sollecito ricevo l’avviso di notifica del fermo ed oggi o 20 giorni per pagare il tutto più ulteriori spese ed in più solo presentandomi al loro sportello. E’ tutto lecito.
    Grazie.

    • weblog admin 11 maggio 2009 at 11:43

      I 60 giorni, per pagare l’importo o per eventuali ricorsi, partono dalla notifica della cartella esattoriale.
      Tutto quel che accade scaduti i 60 gg. dalla notifica, se non si paga e non si fa ricorso, è purtroppo, lecito.

  • gaetano 28 novembre 2008 at 15:06

    sono di palermo e ho scoperto di avere un fermo amministrativo della macchina, dove mi devo recare, e se e possibile pagare e avere tolto il fermo. grazie

  • panos 20 ottobre 2008 at 16:43

    Che tristezza! ! ! Ho iniziato, dopo essere stato disoccupato 4 mesi, a pagare cartelle dell’ Inps scadute per essere a posto con lo Stato, e dopo due mesi circa, mi arriva una bella notifica da Equitalia. In base ai dati della cartella, dovrei ripagare due cartelle dell’Inps pagate due mesi prima. Se non pago la notifica di “Equi italia” mi fermano la macchina, così è scritto. Come cavolo vado a lavorare? Ma perchè vogliono farmi pagare quello che non gli è dovuto e che è già stato pagato? Ma se una persona onesta vuole pagare ma la mettono in condizione di non riuscire a pagare come si fa ad andare avanti?
    L’ Italia è il rifugio dei peccatori che riescono quasi sempre a farla franca. E’ una vera vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • costantino 28 settembre 2008 at 17:05

    L’Italia è il paese dei furbi, dei furbi che governano è vero quello che dice il nostro amico è un regime che governa smidollati e eunuchi che non si svegliano mai.
    Queste leggi fascite e mafiose devono finire.

  • decibel 16 settembre 2008 at 23:32

    si è vero si potrebbe iniziare il discorso dicendo perchè non hai pagato quel che dovevi ? sembra facile, ma non tutti vogliono fare i furbi.

    ti fermano la macchina anche se hai pagato il bollo e l’assicurazione e come ci vai a lavorare se non hai la macchina e come fai a pagare queste cartelle, qualcuno deve spiegarmelo. l’italia è il paese dei furbi dei furbi che governano e dei furbi che vivono in questo paese che crede di essere in una democrazia ma che invece si trova in un bel regime molto più pesante del ventennio. La situazione non cambia se al governo va su il PD o se c’è il PDL.

    A quando un altro sciopero dei camionisti ? magari con qualcun’ altro a dargli man forte ? Siamo stufi di questo regime che oramai ci controlla come fossimo tutti dei ladri disonesti, quando i ladri e disonesti spesso sono coloro che ci governano e tra le file di quelli che fanno l’opposizione.

    Che differenza c’è tra la mafia di Riina e Provenzano quando per trovare un lavoro oggi un giovane deve raccomandarsi a qualche politico di turno ?

  • Giovanni Franchini 16 settembre 2008 at 23:31

    Ai primi di settembre 2007 ricevo da Equitalia Gerit di Roma un preavviso di fermo amministrativo della mia autovettura per una serie di cartelle non pagate e che devo pagare entro 15 giorni. L’importo è per me impegnativo, 7300 euro. Mi reco alla gerit chiedendo una rateizzazione, rispondono che devo rivolgermi direttamente agli enti creditori. Tra questi, l’unico che mi fissa un appuntamento entro questo decennio è l’Agenzia delle Entrate. Con loro stipulo una rateizzazione di tre cartelle, e il totale da pagare subito scende a 4300 euro.

    A dicembre vado alla Gerit e pago in contanti i 4300 euro, comunicando loro che il restante lo rateizzo con l’Agenzia delle Entrate, come da apposita richiesta di rateizzazione. Chiedo alla Gerit di prendere atto della rateizzaziome o quantomeno della richiesta, in modo che si sappia che non ho cartelle inevase. La risposta è che è l’Agenzia delle entrate a dover comunicare alla Gerit la rateizzazione. Il tempo passa e nessuno comunica niente, né a me, né alla Gerit. A marzo 2008 vado a controllare, nessuno ha comunicato niente e il fermo non è stato ancora iscritto.

    Chiedo un’altra volta alla Gerit di prendere atto di questa mia richiesta, è la risposta è negativa. Vado all’Agenzia delle entrate e mi dicono che la pratica è alla loro attenzione, ma non sono loro a dover comunicare con la Gerit, sono io che devo dire alla Gerit di contattare loro. Solita storia di rimpalli all’italiana.

    L’altro giorno vado alla Gerit è scopro che il fermo della mia macchina è stato iscritto fin da aprile 2008, e qui comincia il delirio. Mi offro di pagare le cartelle che avrei dovuto rateizzare per far rimuovere il fermo, ma non è possibile. Le cartelle sono sospese perché nel frattempo la Gerit è stata autorizzata dal governo a rateizzare direttamente con i debitori, e in questi ultimi mesi tutti gli enti le hanno scaricato addosso le richieste di rateazione, tra cui la mia. La situazione è kafkiana: sanno che devo rateizzare tre cartelle ma la mia macchina è già ferma.

    Chiedo agli impiegati sempre più stupefatti come devo fare a far rimuovere questo fermo. Dopo un consulto tra i più “anziani”, la risposta è fantastica: lei ha due alternative – mi dice il più “anziano” degli impiegati – o aspetta che noi lavoriamo la pratica, accettiamo la rateizzazione, gliela comunichiamo e togliamo noi il fermo della macchina che in effetti – ammette a mezza bocca – è illegittimo. oppure lei adesso presenta formale richiesta di revoca della richiesta di rateizzazione, così noi sblocchiamo le cartelle, lei le paga, noi le diamo il nulla osta e lei va al Pra a sbloccare la macchina.

    Ovviamente rispondo che se l’errore e il loro, levare il fermo tocca a loro, ma la risposta mi gela: non sanno quanto tempo potrà passare. Una previsione, anche generica? Non si sa. Un mese, come sei mesi, come un anno, mentre se revoco la richiesta – mi assicura – entro una settimana la chiamiamo, viene a pagare le cartelle, e noi le diamo il nulla osta. Che devo rispondere a questa sorta di ricatto? Accetto, ho presentato la revoca, aspetto di essere chiamato, e soprattutto dovrò pagare 71 euro di sblocco. Ma la cosa più bella è che l’ufficio del PRA che si occupa di sblocchi è uno solo per tutta Roma ed è aperto dalle 8 alle 12!




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