Giustizia e dintorni – Quando il cittadino è solo un suddito senza diritti

Era maggio 2008 quando, dopo circa sei mesi di duro lavoro  con un contratto a termine a 700 euro al mese (di quelli regolati dalla  legge Biagi, per intenderci)  decisi di comprare  una moto usata: una Honda SH 150 nera. Almeno, quello mi sembra di ricordare fosse il colore.

la mia honda sh 150 black

Non si trattava di un vezzo, anche se, forse, avevo ben meritato di potermelo concedere. Non la utilizzavo per girovagare in città la mia moto; semplicemente io abito a Roma, in zona Casal de’ Pazzi e la sede di lavoro si trovava dall’altra parte di questa immensa metropoli che è la capitale. In via di Grotta Perfetta, a voler essere precisi.

Dunque, la moto costituiva per me l’unica alternativa per  poter sperare di arrivare in orario nei locali della società in cui lavoravo, senza essere costretto a regolare  la sveglia all’alba.

I romani lo sanno bene: non si può dire che via di Grotta Perfetta  sia proprio ben servita dalla rete di trasporto pubblico.

Ma, in una grigia e piovosa giornata di novembre (può mai esserci sole a novembre?) iniziò l’incubo. La mia SH 150 non era più lì, nel posto dove l’avevo lasciata la sera prima. Potete senz’altro immaginare la mia disperazione. Anche se avevo la copertura assicurativa per il furto, considerata la franchigia ed i tempi necessari per la liquidazione, ne avrei dovuto fare di levatacce al mattino. E, non avrei potuto ricomprarne un’altra.

Ed immaginerete allora anche la mia gioia quando, due giorni dopo, il commissariato di P.S. di San Basilio mi comunicò di aver ritrovato la mia amata Honda SH 150 di colore nero. Era stata abbandonata a 100 metri da casa mia. Non si era neanche allontanata troppo da me. Forse anche lei mi si era affezionata.

Trovai gli agenti che piantonavano la mia  moto. Avvertii subito qualcosa di strano nell’aria. Più che nell’aria, in verità, quel qualcosa di strano stazionava a pochi metri dalla volante della polizia di stato. Era un carro attrezzi di colore giallo, questo sì me lo ricordo bene. Ma non ci feci troppo caso, in quel momento.

Uno degli agenti si avvicinò e mi porse un foglio da firmare. Pensai si trattasse del verbale di ritrovamento. Non mi sbagliavo. Era proprio un verbale. Ma, ahimè, un verbale di sequestro giudiziario.

Cominciai a leggere. L’intestazione riportava “Questura di Roma – Commissariato di P.S. “San Basilio”, ma ancora non capivo. Capii quando arrivai alla formula di rito ”Il motoveicolo, rinvenuto dagli operanti in stato di abbandono nel parco di Aguzzano, veniva immediatamente posto sotto sequestro e trasportato mediante carro attrezzi presso la Sezione Motorizzazione della Questura di Roma ove verrà custodito a disposizione dell’Autorità Giudiziaria ed in attesa dei rilievi della Polizia Scientifica. Il sequestro è stato operato su un mezzo presumibilmente adoperato in occasione della commissione del delitto di tentato omicidio e quindi costituente quantomeno caso pertinente al reato medesimo da sottoporre ad accertamenti tecnici.

Era la sera del 27 novembre 2008 quella in cui vidi la mia Honda SH 150 di colore nero, nero come il mio stato d’animo, ormai imbracata su un carro attrezzi di colore giallo, allontanarsi  lungo i viali dell’estrema periferia in cui abito. Scortata da una volante della polizia di stato.

Probabilmente mi sbaglierò: si tratta certamente di pura suggestione o di una allucinazione da stress. Ma, quando torno col pensiero a quei momenti, mi sembra quasi di sentire urlare: “Perché mi portate via, cosa mi fate! Io  non ho partecipato a nessun tentativo di omicidio. Lo giuro …”

Fu quella l’ultima volta che vidi la mia Honda SH 150 di colore nero. Nero, o forse giallo. Oppure  azzurro, come il colore dell’auto della polizia. Oggi, lo confesso, non potrei giurare sul colore della mia HONDA SH 150.

Sono passati 195 giorni da quel maledetto giovedì 27 novembre 2008.

A dicembre ho comprato una nuova moto per poter continuare a raggiungere, in orario, il posto di lavoro. L’ho acquistata con un finanziamento a 72 mesi. Costo base 4900 euro e taeg all’8%.

E poiché per Aurora UGF (la compagnia con la quale la moto era assicurata) non è possibile, in caso di sequestro giudiziario, sospendere la polizza  e compensarla, ne ho dovuto stipulare un’altra ex-novo. Con soli 650 euro mi è passata la paura.

Peccato che, poi,  a fine gennaio 2009 sono stato licenziato. Ma continuo a pagare le rate  O meglio, le paga mio padre  che ha fatto da garante.

A giugno ho presentato la dichiarazione dei redditi per l’anno 2008. Ho versato circa  4000 euro di tasse, comprese le addizionali regionali e comunali. Oltre ai contributi INPS per una pensione che non vedrò mai.

Ma per le tasse, quelle sì, provo la gioia e l’orgoglio di un  cittadino modello. A scuola, nell’ora di educazione civica,  mi hanno insegnato che le tasse si pagano anche per potenziare il servizio di trasporto  pubblico. Compresi i bus che non mi portano  a via di Grotta Perfetta.

Le tasse vengono impiegate per gli stipendi delle forze di polizia. E gli agenti, si sa, prevengono i delitti o, quantomeno, li reprimono. Anche attraverso il sequestro di moto molto “sospette”, come la mia.

Le tasse servono a pagare il carro attrezzi di colore giallo, come quello che portò via la mia Honda SH 150 (grigia ??). E servono a pagare la custodia giudiziaria della mia moto. Mi hanno detto che nel deposito dove l’hanno sistemata, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, le moto vengono trattate .. ehm .. con i guanti bianchi, anche se solo per non lasciare impronte digitali estranee a quelle del presunto aspirante omicida.

Sono contento lo stesso però. Volete mettere? Per carro attrezzi e custodia giudiziaria non dovrò sborsare un euro. Non è cosa da niente.

E servono, le tasse versate dai contribuenti, per pagare gli stipendi ai giudici  e sostenere i costi per attrezzare i laboratori scientifici (tipo quelli che vediamo in tv con CSI – Scena del crimine) in modo che possano essere effettuati anche i rilievi tecnici sulla mia Honda SH 150.

Di tanto in tanto provo ancora a chiamare al telefono il Commissariato “San Basilio” per chiedere notizie sul dissequestro. Ma la risposta è sempre la stessa: “Spiacente, i rilievi tecnico scientifici non sono stati ancora ultimati. Provi a richiamare fra qualche mese …”

Oggi, 12 giugno 2009, ho ancora tanti dubbi ed una sola certezza. Quando un giorno saranno completati  i rilievi investigativi sulla mia Honda SH 150 di colore verde (sì, era verde, a rifletterci bene) dovrò pagare io il carro attrezzi di colore giallo per riportarla a casa  (ormai la moto è senza copertura assicurativa, scaduta a maggio 2009).

Ma non dispero. Può darsi che lasciandola lì, nel deposito ove si trova adesso, mi faranno uno sconto sul costo di rottamazione. Io dico di sì, loro sono tanto comprensivi e, quel che più conta, si immedesimano sempre  nei problemi dei  cittadini e si fanno in quattro per risolverli.

Certo, a volte la  fede nelle istituzioni un pò vacilla: mi sorprendo a pensare che forse sarebbe stato meglio se la mia Honda SH 150 l’avessero trovata gli zingari, i rumeni o dei semplici ladri  invece della polizia. Sarei stato certamente più fortunato se quel giorno gli agenti fossero andati a “proteggere” qualche altro cittadino da qualche altra parte o se, magari,  prima del ritrovamento,  alla volante  fosse capitato un piccolo incidente. Ma senza feriti, per carità.

Tranquilli. Il mio smarrimento dura appena qualche attimo. E, subito, la  mia fiducia nella Giustizia riprende più  incrollabile e convinta che mai …

12 Giugno 2009 · Simone di Saintjust

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Stai leggendo Giustizia e dintorni – Quando il cittadino è solo un suddito senza diritti Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 12 Giugno 2009 Ultima modifica effettuata il giorno 17 Aprile 2021 Classificato nella categoria attualità e riflessioni

Commenti e domande

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  • carla benvenuto 14 Giugno 2009 at 08:10

    Allucinante!

    Spero solo che questa storia sia il prodotto della fantasia dell’autore.

  • ignazio merola 13 Giugno 2009 at 07:31

    No, non può essere vero …