Genova, all’ausiliare del traffico 0,15 euro a multa

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Quindici centesimi a multa, un’indennità non tassata che in busta paga si traduce ogni mese in almeno 120 euro netti in più, una vera e propria quattordicesima alla fine dell’anno. Non si tratta di un premio-produttività, ma di un compenso per la gestione delle più odiate contravvenzioni del momento, quelle sulle corsie gialle.

Parliamo degli ausiliari di Amt, i “controllori” che hanno il compito di abituare i motociclisti e automobilisti non autorizzati a non passare più sui corridoi riservati ai soli bus. La novità è che questi ausiliari percepiscono, sul proprio stipendio, una sorta di invito a lavorare il più possibile. E il meccanismo, si badi bene, non è quello del premio per chi fa più multe, ma dell’incentivo per chi ne gestisce, cataloga, registra il numero maggiore. Un escamotage che consente di evitare l’accusa di percepire percentuali sulle multe strappate, ma che al contempo consegue l’obiettivo di invogliare a processarne, gestirne, il più possibile.

C’è la white list (l’elenco dei mezzi autorizzati al passaggio sui corridoi di qualità) da controllare, la targa da registrare, l’archivio da aggiornare. Un lavoro da ripetere per ogni singola multa strappata da un blocchetto che ne contiene venti. Quando il blocchetto finisce e i verbali sono stati caricati sul database di Amt, all’ausiliario arrivano tre euro esentasse, che diviso per ogni singolo verbale fanno appunto 15 centesimi. Non è una percentuale sulla contravvenzione, notoriamente più salata (70 euro per chi transita sulle corsie, 74 per chi lascia l’auto in sosta), ma è comunque un invito a farne e a gestirne il più possibile. Dovendo compiere un’unica mansione, è facile che in una sola giornata si arrivino a strappare 40 multe (su un orario di sei-sette ore giornaliere e in base a un calcolo di una multa ogni dieci minuti, sei ogni ora), vale a dire sei euro tondi tondi al giorno, su un’ipotesi di venti giorni lavorativi si parla di 120 euro in più in busta. Dieci mesi lavorativi significano 1.200 euro alla fine dell’anno, praticamente una tredicesima supplementare.

Sono una quarantina, i dipendenti Amt che vigilano su questo tipo di irregolarità. Girano in coppia, in un giorno feriale venti coprono il turno mattutino, gli altri quello pomeridiano. Da qualche settimana l’organico si è arricchito con l’arrivo di 16 dipendenti di Ami spa, l’azienda oggi in liquidazione che si occupava della manutenzione dei mezzi e delle zone blu.

Qualche settimana fa sono arrivate le parole del neo assessore comunale al Traffico Francesco Scidone, che aveva dichiarato guerra al traffico privato («da ridurre del 10%») e piena adesione alla politica sanzionatoria sulle corsie gialle di Amt. Poco prima dell’estate sono entrati in servizio i nuovi “controllori”. Come effetto, le multe “a terra” aumenteranno. Se in tutto il 2007 sono state 34 mila, nei numeri registrati fino al 31 luglio si parla di 19 mila verbali (un trend che fa presumere un aumento alla fine dell’anno).

La crescita degli introiti non arricchisce però l’azienda di trasporto pubblico cittadino neppure di un centesimo. Le contravvenzioni sulle corsie gialle (che l’anno scorso hanno “fruttato” due milioni e mezzo di euro) vengono incassate dal Comune. Ma se la politica delle multe potrà far gioire l’utente abituale dei mezzi pubblici, altrettanto non si può dire per chi guida una moto o un’auto ed è costretto a fare i conti con limitazioni e divieti.

di Daniele Grillo e Giovanni Mari

31 Agosto 2008 · Antonio Scognamiglio

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