Frode informatica e utilizzo abusivo di carte di credito - Differenze


Il delitto di frode informatica, a differenza di quello, ben più grave, di utilizzo abusivo di carte di credito richiede necessariamente che si penetri abusivamente nel sistema informatico bancario e si effettuino illecite operazioni sullo stesso al fine di trarne profitto per sé o per altri.

Si macchia, invece, di utilizzo indebito di carte di credito (articolo 55 del decreto legislativo 231/2007, chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ed è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 310 a 1.550 Euro. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per sé o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi.

Per consumare il delitto di utilizzo abusivo di carte di credito non è indispensabile il materiale possesso della carta di credito o di pagamento essendo anche solo sufficiente il possesso dei codici della stessa carta e dei codici personali utilizzati a fini di profitto personale od anche a vantaggio di terzi; viceversa la frode informatica, ex articolo 640 ter del codice penale, sanziona la condotta di colui il quale, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno e richiede quindi quale elemento differenziale e specifico l’accesso al sistema e non anche il semplice utilizzo di dati personali comunque illecitamente acquisiti.

Pertanto la condotta di chi effettui operazioni di pagamento mediante una carta di credito o di pagamento di cui non risulti titolare, anche senza il materiale possesso della carta stessa ma utilizzando il numero ed i codici personali della medesima carta di cui è venuto illegittimamente in possesso, integra il delitto di utilizzo indebito di carte di credito.

Sono quelli qui sopra riportati i contenuti della sentenza 55438/2018 emessa dai giudici della sezione penale della Corte di cassazione.

23 Dicembre 2018 · Giovanni Napoletano



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Stai leggendo Frode informatica e utilizzo abusivo di carte di credito - Differenze Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 23 Dicembre 2018 Ultima modifica effettuata il giorno 28 Settembre 2020 Classificato nella categoria Article schema org Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento

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