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La fatturazione per i consumi riguardanti la fornitura dell'acqua

Vediamo la corretta applicazione della fatturazione per i consumi riguardanti la fornitura dell’acqua.

La fatturazione deve avvenire sulla base dei consumi relativi al periodo di riferimento rilevati dal gestore, comunicati dall’utente tramite autolettura oppure stimati, in questo ordine di priorità.

Le fatturazioni sulla base di consumi stimati, quindi, possono essere fatte solo in mancanza del dato di consumo effettivo. Le modalità di calcolo dei consumi stimati devono essere, in ogni caso, rese note al cliente.

Le fatture devono essere emesse entro 45 giorni solari a partire dall’ultimo giorno del periodo di riferimento della fattura.

Per le fatture di chiusura del rapporto contrattuale l’ultimo giorno del periodo di riferimento della fattura coincide con il giorno di esecuzione della voltura o della disattivazione della fornitura.

La periodicità della fatturazione la decide il gestore nel rispetto dei termini fissati dall’Autorità garante:

  • utenze con consumi medi annui fino a 100 mc: almeno 2 bollette all’anno con cadenza semestrale;
  • utenze con consumi medi annui da 101 a 1000 mc: almeno 3 bollette all’anno con cadenza quadrimestrale;
  • utenze con consumi medi annui da 1001 a 3000 mc: almeno 4 bollette all’anno con cadenza trimestrale;
  • utenze con consumi medi annui oltre 3000 mc: almeno 6 bollette all’anno con cadenza bimestrale.

Ovviamente fanno eccezione sia la prima fattura dopo l’attivazione o la voltura, e quella di chiusura, che seguono periodicità proprie.

Per le utenze condominiali (unico punto di consegna che distribuisce acqua a più appartamenti) i consumi medi annui sono calcolati riproporzionando il consumo medio annuo totale per le unità immobiliari.

Per gli utenti con consumi medi annui fino a 3000 mc (quindi tutti i domestici singoli) il gestore idrico deve effettuare almeno due tentativi di lettura del contatore in un anno distanziati almeno di 150 giorni solari.

Se il contatore non è accessibile e se non vi sono auto-letture dell’utente, va fatto un terzo tentativo al più tardi nel mese successivo rispetto al secondo, anche in fasce orarie diverse da quelle normalmente pianificate.

Per utenze con consumi superiori (come per esempio una utenza condominiale) i tentativi devono essere tre distanziati almeno di 90 giorni solari.

In caso di nuova attivazione, il tentativo di lettura va fatto entro sei mesi.

All’utente deve essere sempre data informazione preventiva dei tentativi di lettura comunicando giorno e fascia oraria tra i 5 e i 2 giorni lavorativi antecedenti in forma riservata con mail, sms, telefonata o altra modalità scelta dal cliente.

Se il tentativo di lettura non va a buon fine il gestore è tenuto a lasciare all’utente una nota cartacea informandolo della possibilità di comunicare un’autolettura e indicandone le modalità.

Inoltre, c’è da sapere che:

  • dal 1/7/2017 i gestori devono anche organizzarsi per poter fornire, in caso di contenzioso, documentazione della misura espressa dal contatore e utilizzata ai fini della fatturazione (per es. con delle foto);
  • gli obblighi di lettura si considerano assolti ovviamente nel caso in cui la raccolta del dato avvenga a causa di una voltura, un subentro o altro motivo;
  • a partire dal 1/1/2017 in ogni bolletta dovranno anche essere comunicati all’utente il numero minimo di tentativi di lettura annui e il consumo medio annuo espresso in mc e l’anno a cui si riferisce.
  • le letture effettuate e la periodicità dei tentativi sono dati che il gestore deve archiviare e conservare per cinque anni.

Le auto-letture dell’utente sono possibili sempre, nelle modalità previste dai regolamenti dei gestori, anche e soprattutto in occasione della lettura programmata quando per esempio l’utente non può essere presente e il contatore non è accessibile.

Nel caso il gestore deve prendere in carico l’auto-lettura e -previa validazione- dovrà utilizzarla per la fatturazione.

Se per qualsiasi motivo decidesse di non utilizzarla ne deve dare comunicazione immediata all’utente, massimo entro nove giorni lavorativi in caso di mancata validazione.

I gestori idrici devono mettere a disposizione degli utenti la possibilità di comunicare auto-lettura del contatore almeno con queste modalità:

  • messaggio SMS
  • telefonata
  • tramite una web chat sul proprio sito (obbligatoria solo dal 1/1/2017)
  • modalità che devono essere disponibili per tutto l’anno.

Come già detto la fattura di chiusura va inviata entro 45 giorni dalla disattivazione o voltura della fornitura.

Con la fattura il gestore deve provvedere a conguagliare i consumi ed a restituire il deposito cauzionale comprensivo di interessi.

Se l’importo della fattura non è sufficiente a compensare l’accredito del deposito cauzionale il rimborso della differenza andrà effettuato tramite rimessa diretta entro 45 giorni dalla disattivazione o voltura.

Anche il termine di pagamento è fissato dal gestore contrattualmente ma deve essere di almeno 20 giorni solari dall’emissione della fattura.

Le modalità di pagamento devono essere diverse e più ampie possibili, e devono almeno comprendere:

  • contanti;
  • assegni circolari o bancari;
  • carta bancaria e/o carta di credito;
  • domiciliazione bancaria;
  • bollettino postale.

Almeno una delle modalità proposte deve essere gratuita ed anche quelle onerose, in ogni caso, non devono prevedere un costo superiore a quello sostenuto dal gestore.

Se l’importo della fattura supera del 100% il valore dell’addebito medio delle bollette degli ultimi 12 mesi, il gestore deve consentire all’utente di pagare a rate con una periodicità corrispondente a quella di fatturazione o altra frutto di accordo.

La rateizzazione va richiesta dall’utente entro 10 giorni solari dalla scadenza della fattura.

Sulle rate vengono calcolati gli interessi legali; quelli di mora possono essere addebitati solo sui pagamenti dopo le scadenze delle rate.

Nessun interesse può essere addebitato se il superamento dell’addebito medio delle bollette dell’ultimo anno è dovuto a prolungati periodi di sospensione della fatturazione o alla presenza di elevati conguagli dovuti a letture effettuate con periodicità inferiore a quella prevista dalla normativa vigente.

Le rettifiche di fatturazione devono ricevere risposta entro 60 giorni lavorativi, come da tabella degli standard, e se ci fosse un credito da rimborsare all’utente questo andrà detratto nella prima fattura utile. Se eccedesse rispetto alla stessa la differenza dovrà essere rimborsata con rimessa diretta (assegno o altro).

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Stai leggendo La fatturazione per i consumi riguardanti la fornitura dell'acqua Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 13 dicembre 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 12 luglio 2017 Classificato nella categoria tutela consumatori - acqua luce e gas Inserito nella sezione tutela consumatori.

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