Fideiussione personale prestata in favore di una società


Il fideiussore non può sottrarsi all’obbligo di garanzia prestata a favore del debitore principale, anche se questi è una società a responsabilità limitata dalla cui compagine sociale egli è successivamente uscito dopo la sottoscrizione del contratto di garanzia e/o anche se la società personale da lui garantita si è successivamente trasformata in società in accomandita semplice.

Infatti, né la cessione delle partecipazioni sociali né la trasformazione della società garantita in società in accomandita semplice sono circostanze che valgono a estinguere l’obbligazione fideiussoria. Una volta prestata, l’obbligazione fideiussoria, quale garanzia accessoria rispetto all’obbligazione principale, segue la sorte del debito principale e permane sino a quando quest’ultimo non venga meno.

A nulla rileva il mutamento del rapporto tra il fideiussore e la debitrice principale rispetto al vincolo dal fideiussore personalmente assunto, in veste di garante, nei confronti società; vincolo che, in via solidale con la società, non potrà che perdurare fintanto che non sarà estinta l’obbligazione garantita.

Così si è espresso l’Arbitro Bancario Finanziario nelle decisioni 236/13 e 5712/13.

8 Dicembre 2014 · Tullio Solinas



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Stai leggendo Fideiussione personale prestata in favore di una società Autore Tullio Solinas Articolo pubblicato il giorno 8 Dicembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 19 Giugno 2016 Classificato nella categoria garanzie e fideiussioni

Commenti e domande

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  • Anonimo 7 Settembre 2021 at 17:43

    Nel caso in cui la società disponga di beni immobiliari di valore superiore al debito bancario, la banca può comunque pignorare i beni del fideiussore o preferibilmente pignorerà quelli della società ? Grazie.

    • Simone di Saintjust 7 Settembre 2021 at 17:57

      Tutto dipende dal contratto di fideiussione sottoscritto dal fideiussore: se al fideiussore è stato garantito il beneficio di escussione, il creditore deve innanzitutto tentare di pignorare ed espropriare i beni del debitore principale, e solo ad esito infruttuoso di tali tentativi, può avviare azioni esecutive nei confronti del fideiussore.