Le Fidejussioni dei Consorzi Collettivi di Garanzia Fidi (Confidi)

I confidi sono un istituto nato nel 1956 con lo scopo di consentire ai piccoli e medi imprenditori di offrirsi mutua assistenza per accedere a migliori condizioni di credito, garantendo gli istituti di credito a fronte di fidi rilasciati agli imprenditori consorziati. La normativa dei confidi è stata recentemente modificata.

Secondo la vecchia normativa I Confidi dovevano essere iscritti ad un proprio albo, il 155 TUB, e, per poter operare nel settore delle fidejussioni, essere iscritti anche all'albo 106 o 107 come le società finanziarie.

Confidi, acronimo di "consorzio di garanzia collettiva dei fidi ", è un consorzio italiano che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese all'accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive.

I confidi sono disciplinati dal Testo Unico Bancario (TUB) D.lgs. 385 del 1993.
La Banca d'Italia ha emanato la normativa secondaria che obbliga i confidi che presentano determinati requisiti patrimoniali e di volume di attività finanziaria (75 milioni di euro) a divenire intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, vigilati dalla Banca d'Italia stessa; conseguenza fondamentale per il sistema bancario è il minor assorbimento del patrimonio di vigilanza delle banche stesse con vantaggi in termini di costo per le imprese garantite.

Le tipologie di Fideiussioni emesse dai Confidi possono essere:

  • Garanzia a prima richiesta: Il Confidi risponde delle obbligazioni assunte (garanzie rilasciate) con il suo patrimonio, e con I Fondi di Garanzia; al verificarsi di fallimento dell'azienda, il Confidi viene escusso a semplice richiesta della Banca garantita.
  • Garanzia Sussidiaria: Il concetto della garanzia mutualistica facilita l'accesso al credito attraverso dei Fondi Consortili, costituiti sia attraverso risorse pubbliche sia attraverso i contributi degli imprenditori associati. I Fondi Consortili vengono istituiti presso gli intermediari bancari creando dei fondi di garanzia dedicati, che fungono da leva per la erogazione di credito, tenendo sempre presente la rischiosità del confidi stesso e delle operazioni garantite applicando un moltiplicatore che può variare da uno a trenta. Sui finanziamenti erogati dalla banca, in caso di insolvenza, il Fondo assume una percentuale di rischio compresa tra il 5% e il 100%, secondo la tipologia del finanziamento e la sua destinazione. In caso di fallimento dell'impresa, la garanzia è accantonata dalla banca e definitivamente incassata dopo aver escusso, in via prioritaria, il debitore principale ed i fideiussori. La banca convenzionata ha il diritto di accedere al Fondo del confidi, in via sussidiaria per la quota di garanzia prevista negli accordi convenzionali. In ogni caso le garanzie rilasciate dal confidi sono sempre "accessorie" rispetto alle garanzie principali rilasciate dall'impresa.
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