Pignoramento esattoriale dei crediti presso terzi

L'agente della riscossione può richiedere al terzo di pagare le somme di cui il contribuente è creditore entro i limiti dell'importo dovuto.

Con riferimento al pignoramento dello stipendio, il dl 2 marzo 2012, numero 16, convertito con modificazioni dalla legge 44/2012, ha stabilito delle soglie per la pignorabilità dello stipendio/pensione e delle altre indennità connesse al rapporto di lavoro:

  • per importi fino a 2.500 euro la quota pignorabile è un decimo;
  • per somme comprese tra 2.500 e 5.000 euro è un settimo;
  • se si superano i 5.000 mila euro si applica la quota di un quinto, che costituisce il limite massimo pignorabile.

Secondo quanto disposto dalle recenti modifiche normative (dl 69/2013 convertito con modificazioni dalla legge numero 98/2013) il pignoramento non può includere l'ultimo stipendio/pensione affluito sul conto corrente del debitore, che resta quindi nella sua piena disponibilità.

21 settembre 2013 · Andrea Ricciardi

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  • ignazio 14 novembre 2013 at 11:35

    boh io nella visura ipocastale non ho visto ipoteche su quella casa…il notaio mi ha detto che la casa è libera e quindi è meglio trovar subito un acquirente cosi magari riesci a prender qualche soldo, ora io non so se è vero quello che mi ha detto ma se lei mi dice che se trovo un acquirente e la vendo ed equitalia non potrà far nulla allora vedo di attivarmi!!! quindi se nella visura ipocastale non trovo ipoteche e pignoramenti sulla casa allora la posso vendere subito vero? non è che poi che stipulo l’atto verrà qualcuno di equitalia e vorrà i soldi o annullerà l’atto ? grazie ancora

    • Ludmilla Karadzic 14 novembre 2013 at 11:54

      Il notaio non potrebbe vendere una casa pignorata, né potrebbe venderla qualora vi fosse iscritta ipoteca senza garantire al creditore l’intero importo del debito. Se, dunque, il notaio afferma che la casa è liberamente collocabile sul mercato, c’è sicuramente da crederci. Relativamente alla scelta dell’acquirente e al valore della transazione (di solito si tende a diminuire il prezzo ufficiale di compravendita per motivazioni di ordine fiscale, ma non è il caso di farlo in questo contesto) adotterei le cautele precedentemente indicate.

      Equitalia, questo è certo, continuerà a pretendere da lei l’importo a debito. Il che vuol dire che il ricavato dovrà spenderlo in fretta a donne, gioco e champagne e non depositarlo su un conto corrente a lei intestato. Per l’eventuale annullamento dell’atto di vendita il terzo acquirente (e dunque, indirettamente, anche lei) è tutelato (come abbiamo già scritto) se con il venditore non intercorrono vincoli di parentela o affinità (insomma, si presume che un parente od affine sia necessariamente a conoscenza della situazione debitoria del venditore) se il prezzo pagato è quello che il mercato attribuisce ad abitazioni di tipologia simile a quella transata, se il terzo acquirente in quella casa ci va ad abitare oppure se la rende disponibile a coniuge, figli, parenti o affini.

  • ignazio 14 novembre 2013 at 11:16

    ciao, volevo un informazione….io ho una casa pignorata ora grazie al decreto prima casa impignorabile, equitalia mi ha cancellato il pignoramento e nella visura ipocatastale risulta che la casa è libera da pignoramenti (cancellazione ) ed ipoteche…quindi la mia domanda è la posso vendere a terzi, mica mi cancellano l’atto notarile?

    • Ludmilla Karadzic 14 novembre 2013 at 11:25

      Strano che Equitalia non abbia iscritto ipoteca sull’immobile, se il debito supera i 20 mila euro. L’eventuale azione revocatoria promossa dal creditore è destinata all’insuccesso se l’immobile viene venduto ad un terzo (no parenti o affini come suoceri, generi, cognati e nuore per i quali si presume la conoscenza della situazione debitoria del venditore), ad un prezzo di mercato e qualora l’acquirente elegga la casa acquistata ad abitazione principale (luogo di residenza proprio oppure del coniuge, dei figli, di altri parenti entro il terzo grado e/o di affini entro il secondo grado)




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