Fermo amministrativo e ipoteca esattoriale

Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella, se il cittadino non ha provveduto a pagare, non ha ottenuto una rateizzazione o non è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, Equitalia è tenuta ad attivare alcune procedure a garanzia del credito degli enti impositori. Il contribuente viene comunque informato in anticipo, con opportune comunicazioni e avvisi, in merito a ogni azione che Equitalia per legge dovrà compiere per recuperare quanto dovuto.

Il fermo amministravo è l'atto con cui si dispone, previo avviso, il blocco dei veicoli intestati al debitore e si attua tramite iscrizione del provvedimento nel pubblico registro automobilistico (Pra). Se il cittadino salda il proprio debito, il fermo viene cancellato senza pagare nessuna spesa. Se, invece, il debito continua a non essere pagato, si potrà sottoporre a pignoramento il veicolo fermato.

Dopo le modifiche del è stato stabilito che non può essere disposto il fermo amministrativo sugli automezzi dell'impresa che sono strumentali all'attività svolta. E questo perché il contribuente che ne risulta privato non è in grado di lavorare e quindi di produrre la liquidità necessaria per pagare i debiti che ha con il Fisco.

A precisarlo è anche la sentenza 131/50/2013 della Ctr della Lombardia , depositata appena pochi giorni prima delle modifiche introdotte con la conversione del decreto del fare.

L'ipoteca sugli immobili può essere iscritta, sempre previa comunicazione scritta, per i debiti più rilevanti, ma complessivamente non inferiori a 20 mila euro. Se anche dopo l'iscrizione di ipoteca il contribuente non paga il proprio debito, Equitalia potrà procedere alla vendita dell'immobile, ma soltanto in presenza delle condizioni previste dalla legge.

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