Le ragioni dell'inefficacia nel recupero dell'evasione fiscale

Ma come è possibile che una somma pari a un intero anno di spesa pubblica semplicemente si volatilizzi? Le ragioni sono diverse: la prima sta nei tempi lunghi del fisco.

Se nel 2000 mi chiedono conto delle tasse che non ho pagato nel 1995, è facile che in cinque anni quei soldi siano spariti.

Spesi, nascosti all'estero, intestati a parenti o amici: comunque non più rintracciabili. Inoltre, se è vero che il grosso dei crediti è in capo ad appena 100 mila nominativi, è anche vero che circa 100 miliardi di non riscosso riguarda società fallite.

Se fallite veramente, o fatte fallire per favorire l'evasione fiscale, è impossibile dirlo. E' molto facile aprire una società, farla vivere il tempo che occorre per trasferire risorse altrove, e poi farla sparire.

Ma, in tutto questo, c'è anche il rovescio della medaglia. Se Equitalia mette le mani su una società onesta, che realmente non ha di che pagare il debito con lo Stato, non resta che il fallimento e il risultato sarà identico: in tasca al fisco non arriverà niente.

Inoltre, le variazioni normative degli ultimi anni hanno indebolito il braccio armato del Fisco: Equitalia, al di là delle note polemiche, oggi ha assai meno strumenti di pressione per farsi valere.

Un ammorbidimentò studiato, in teoria, per venire incontro a chi, a causa della crisi, non ce la fa a pagare. Ma chi veramente usufruisce di questa mano morbida è tutt'altro che in buonafede.

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