L’esperienza tedesca sul sovraindebitamento

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento.

Finalizzata alla riabilitazione del debitore comune, è la disciplina tedesca introdotta con la riforma delle procedure concorsuali del 1994, che ha portato, con l’Insolvenzordnung, alla previsione di una disciplina speciale per l’insolvenza delle persone fisiche. Dichiaratamente ispirato al principio del favor creditorum, il diritto concorsuale tedesco era strutturato in modo tale da soddisfare, nel miglior modo possibile, gli interessi dei creditori, senza alcun riguardo alle esigenze connesse allo stato d’insolvenza delle persone fisiche.

L’Insolvenzordnung tedesca, rispetto alla legislazione francese esaminata in altra sezione, presenta una peculiarità, consistente nella previsione di tre distinti procedimenti, di cui i primi due destinati, in via esclusiva, alle persone fisiche che non svolgono né abbiano svolto in precedenza alcuna attività economica autonoma o, quando vi sia stato l’esercizio di una tale attività, i loro rapporti patrimoniali risultino predeterminabili; al terzo procedimento sono invece ammesse tutte le persone fisiche non riconducibili alla suddetta categoria. Soltanto i soggetti rispondenti a tali requisiti potranno avvalersi della procedura di esdebitazione, e, ma soltanto in via subordinata, della procedura d’insolvenza semplificata.

Per tutte le altre persone fisiche, stante l’applicabilità delle disposizioni relative alla procedura d’insolvenza ordinaria, l’unico istituto di cui potranno avvalersi per ottenere l’esdebitazione, sarà quello generale della Rechtschuldbefreiung, ossia della liberazione dai debiti residui.

Per quanto concerne la procedura di rientro o esdebitazione, il presupposto oggettivo indicato dalla legge per potervi accedere, è che nei sei mesi antecedenti il debitore abbia tentato di raggiungere un accordo stragiudiziale con i propri creditori. Soltanto quando tale tentativo sia stato inutilmente esperito, il debitore potrà adire l’autorità giudiziaria, presso la quale dovrà depositare la proposta di accordo sul piano di rientro, unilateralmente predisposto dal debitore, senza la mediazione della corte e senza la partecipazione attiva dei creditori, chiamati unicamente ad accettare o meno la proposta.

La facoltà di respingere il piano elaborato dal debitore è attribuita anche al giudice il quale, sulla base dell’impossibilità di accettazione del piano, così come predisposto, da parte dei creditori, potrebbe disporre direttamente l’apertura della fase successiva dell’insolvenza semplificata. Altrimenti, il procedimento segue con l’accettazione del piano, per il quale si presume l’assenso dei creditori che non si siano esplicitamente opposti. Come per il piano convenzionale di rientro francese, l’accordo raggiunto assumerà la veste formale di un contratto.

In caso di mancato raggiungimento dell’accordo, si apre la fase d’insolvenza semplificata consistente in un vero e proprio procedimento con funzione liquidatoria, in cui l’attività di amministratore della massa fallimentare nella procedura ordinaria, viene svolta da un fiduciario nominato dal giudice. La maggiore facilitazione introdotta consiste nella possibilità che il tribunale, su richiesta del fiduciario, disponga la rinuncia totale o parziale alla liquidazione. In questo caso, il debitore sarà tenuto a corrispondere, entro il termine indicato, un importo corrispondente al valore della massa fallimentare.

Quale istituto di carattere generale, l’Insolvenzordnung prevede, per tutte le persone fisiche che non siano in possesso dei requisiti soggettivi previsti, la liberazione dai debiti residui, che presuppone vi sia già stata la liquidazione dei beni del debitore, il cui ricavato non è stato però sufficiente a soddisfare per intero le pretese creditorie. Il debitore è ammesso alla presentazione di una domanda di liberazione, con cui sostanzialmente si impegna, per un periodo di sei anni, decorrenti dall’apertura del procedimento, a cedere ad un fiduciario la parte pignorabile dei crediti derivanti dalla propria attività lavorativa. In altri termini, il debitore dovrà promettere, per tutta la durata del periodo, di fare tutto ciò che è necessario per adempiere le proprie obbligazioni e di tenere una condotta impeccabile.

In particolare, la legge prevede tre obblighi  specifici obblighi a carico del debitore ammesso a tale beneficio: cedere al fiduciario la metà dei patrimoni ereditati; comunicare al fiduciario ogni cambio di residenza; adempiere tutte le obbligazioni della massa fallimentare nelle mani del fiduciario.

Qualora non si verifichi alcuna violazione colpevole di tali doveri, trascorsi sei anni, il debitore, anche se egli è riuscito ad adempiere solo in minima parte le proprie obbligazioni, a fronte di una buona condotta, potrà ottenere la liberazione dai debiti residui.

Per fare una domanda sull’esperienza tedesca in tema di sovraindebitamento,  sulle cause del sovraindebitamento, sul come uscire da una situazione di sovraindebitamento, sui debiti in generale, sull’usura e su tutti gli argomenti correlati clicca qui.

9 Novembre 2007 · Loredana Pavolini

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Notifica atto di precetto senza alcun riferimento alla possibilità di adire il giudice del sovraindebitamento (legge 3/2012 - salva suicidi)
Mi è stato appena notificato un atto di precetto, ma in esso non c'è alcun avvertimento che il debitore può, con l'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, come espressamente previsto dall'articolo 480 del codice di procedura civile. Il mio avvocato dice che potrei presentare opposizione al precetto ex articolo 615 del codice di procedura civile. ...

Il precetto deve far riferimento alla possibilità del debitore di intraprendere le procedure sulla composizione della crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012 cosiddetta salva suicidi)
Il decreto legge 83/15 stabilisce che il precetto (evidentemente rivolto ai soggetti non fallibili) deve contenere l'avvertimento che il debitore può, con l'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore. In pratica, servendosi delle opzioni concesse al debitore sovraindebitato dalla legge 3/12. L'omissione del riferimento al possibile esercizio di tale facoltà, sarà deducibile dal debitore precettato con il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi ex articolo 617 del codice di ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su l’esperienza tedesca sul sovraindebitamento. Clicca qui.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)