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Se siete affetti da stress da sovraindebitamento, ecco le opzioni che avete a disposizione: la prima è quella di offrire il proprio intero patrimonio per la liquidazione, in alternativa, si può proporre un accordo per il pagamento anche parziale dei debiti. Scopriamo l'esdebitazione. Cos'è l'esdebitazione L’esdebitazione è un beneficio che consente a coloro che si trovano in una situazione di grave indebitamento di potersi liberare dai propri debiti, perché i creditori non potranno più esigerne il pagamento al termine della procedura. Il fatto interessante è che la procedura di esdebitazione può essere usufruita non solo dagli imprenditori soggetti a [ ... leggi tutto » ]

La Legge consente, infatti, non solo agli imprenditori, ma anche ai consumatori che si trovino in una situazione grave difficoltà economica tale da renderli incapaci di poter provvedere al pagamento dei propri debiti di poter ricorrere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento attraverso la conclusione di un accordo con i creditori oppure, in alternativa, di poter chiudere la loro posizione con la procedura di liquidazione di tutti i loro beni. Il debitore consumatore (non professionista) in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti e di rimborso dei crediti sulla base di [ ... leggi tutto » ]

La proposta non è ammissibile quando il debitore, anche consumatore, sia già soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente decreto; abbia già fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, alle norme previste dallo stesso decreto; abbia già subito, per cause a lui imputabili, l'impugnazione e la risoluzione di un precedente accordo o la revoca e la cessazione degli effetti dell'omologazione di un piano di ristrutturazione presentato sempre fruendo delle norma previste nel decreto;  abbia fornito documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale. La proposta di accordo presentata dal debitore consumatore (piano [ ... leggi tutto » ]

Quando il debitore trova l'accordo con i suoi creditori l’organismo di composizione della crisi trasmette, a tutti i creditori, una relazione sui consensi espressi e sul raggiungimento della percentuale di approvazione del piano, allegando il testo dell'accordo stesso. Nei dieci giorni successivi al ricevimento della relazione, i creditori possono sollevare le eventuali contestazioni. Decorso tale ultimo termine, l’organismo di composizione della crisi trasmette al giudice la relazione, allegando le contestazioni ricevute, nonché un’attestazione definitiva sulla fattibilità del piano. Il giudice omologa l’accordo e ne dispone l’immediata pubblicazione. L’accordo omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla data di pubblicazione.  Dalla [ ... leggi tutto » ]

L’accordo può essere annullato dal tribunale su istanza di ogni creditore, in contraddittorio con il debitore, quando è stato dolosamente, o con colpa grave, aumentato o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell'attivo ovvero dolosamente simulate attività inesistenti. Non è ammessa alcuna altra azione di annullamento. Ciascun creditore può chiedere al tribunale la risoluzione dell'accordo  se il proponente non adempie agli obblighi da esso  derivanti, se le garanzie promesse non vengono costituite o se l’esecuzione dell'accordo diviene impossibile [ ... leggi tutto » ]

Come abbiamo già accennato, il debitore, in stato di sovraindebitamento può chiedere la liquidazione di tutti i suoi beni per rendere fattibile l'accordo con i creditori. Ma, non sono compresi nella richiesta di liquidazione i crediti impignorabili ai sensi dell'articolo 545 del codice di procedura civile; i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il debitore guadagna con la sua attività, nei limiti di quanto occorra al mantenimento suo e della sua famiglia indicati dal giudice; frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e [ ... leggi tutto » ]

Il debitore consumatore è ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori non rimborsati a condizione che: abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utili, nonché adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni; non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura; non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda; non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall'articolo 16; abbia svolto, nei quattro anni di cui all'articolo 14-undecies, un’attività produttiva [ ... leggi tutto » ]

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 1.000 a 50.000 euro il debitore che: al fine di ottenere l’accesso alla procedura di composizione della crisi di cui alla sezione prima del presente capo aumenta o diminuisce il passivo ovvero sottrae o dissimula una parte rilevante dell'attivo ovvero dolosamente simula attività inesistenti; al fine di ottenere l’accesso alle procedure di cui alle sezioni prima e seconda del presente capo, produce documentazione contraffatta o alterata, ovvero sottrae, occulta o distrugge, in tutto o in [ ... leggi tutto » ]

22 gennaio 2014 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Indice del post Esdebitazione del consumatore » Istruzioni per l'uso Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 22 gennaio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 3 marzo 2017 Classificato nella categoria composizione delle crisi da sovraindebitamento, debiti esdebitazione e fallimento debitore con legge 3/2012 Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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