Eredità - L'accrescimento

Tizio muore lasciando a sè superstiti il coniuge Tizia e i due figli Tizietto e Caietto. A Tizia spetta 1/3 dell'eredità, ed 1/3 ciascuno spettano a Tizietto e Caietto.

L'articolo 581 del codice civile recita "Quando con il coniuge concorrono figli legittimi il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi."

Potrebbe sembrare allora che se Caietto rinunziasse all'eredità di Tizio, la quota di Tizietto si accrescerebbe di 1/3. In conclusione, a Tizia rimarrebbe 1/3 dell'eredità, mentre Tizietto avrebbe diritto ai 2/3 dell'eredità.

Ma, l'articolo 522 (devoluzione nelle successioni legittime) del codice civile prescrive che nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante.  Infatti nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante, salvo il diritto di rappresentazione e salvo il disposto dell'ultimo comma dell'articolo 571 . Se il rinunziante è solo, l'eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse.

Pertanto, ammettere - nel caso di rinuncia di Caietto all'eredità di Tizio - l'incremento della quota del solo Tizietto e non anche di quella di Tizia, significa aderire ad una ricostruzione che rivela in maniera palmare la sua contrarietà alla legge. Infatti la quota del rinunziante si deve accrescere a favore di coloro che avrebbero concorso con il rinunziante, in ossequio a quanto dispone l'articolo 522 codice civile.

Dunque, la rinuncia di Caietto determinerebbe una ripartizione al 50% dell'eredità fra Tizia e Tizietto. In altri termini l'accrescimento opera solo nella successione testamentaria e non in quella legittima.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti


Cerca