Eredità - L'accrescimento

Tizio muore lasciando a sè superstiti il coniuge Tizia e i due figli Tizietto e Caietto. A Tizia spetta 1/3 dell'eredità, ed 1/3 ciascuno spettano a Tizietto e Caietto.

L'articolo 581 del codice civile recita "Quando con il coniuge concorrono figli legittimi il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi."

Potrebbe sembrare allora che se Caietto rinunziasse all'eredità di Tizio, la quota di Tizietto si accrescerebbe di 1/3. In conclusione, a Tizia rimarrebbe 1/3 dell'eredità, mentre Tizietto avrebbe diritto ai 2/3 dell'eredità.

Ma, l'articolo 522 (devoluzione nelle successioni legittime) del codice civile prescrive che nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante.  Infatti nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante, salvo il diritto di rappresentazione e salvo il disposto dell'ultimo comma dell'articolo 571 . Se il rinunziante è solo, l'eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse.

Pertanto, ammettere - nel caso di rinuncia di Caietto all'eredità di Tizio - l'incremento della quota del solo Tizietto e non anche di quella di Tizia, significa aderire ad una ricostruzione che rivela in maniera palmare la sua contrarietà alla legge. Infatti la quota del rinunziante si deve accrescere a favore di coloro che avrebbero concorso con il rinunziante, in ossequio a quanto dispone l'articolo 522 codice civile.

Dunque, la rinuncia di Caietto determinerebbe una ripartizione al 50% dell'eredità fra Tizia e Tizietto. In altri termini l'accrescimento opera solo nella successione testamentaria e non in quella legittima.

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Commenti e domande

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  • alessandr 13 luglio 2013 at 22:38

    quindi lei mi dice che quella della vendita è veramente l’unica soluzione percorribile?

    • Simone di Saintjust 14 luglio 2013 at 00:07

      No. Le dico che la vendita è l’unica soluzione a prova di creditori in appostamento …

  • alessandr 13 luglio 2013 at 22:26

    unica soluzione? …e se i miei genitori facessero una donazione a favore di mia sorella?

    alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 22:36

      Il problema è che quando il testamento viola la quota di legittima di un erede debitore, il creditore sente puzza di bruciato. Ed allora può chiedere al giudice di verificare la sussistenza delle donazioni effettuate in vita dai disponenti a favore degli eredi non debitori.

  • alessandr 13 luglio 2013 at 21:59

    buonasera,
    innanzitutto grazie della sua cortese risposta, qualche suggerimento in proposito, visto che parliamo di debiti che non potranno mai essere pagati purtroppo? grazie

    alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 22:06

      Se non si vogliono correre rischi l’immobile viene venduto in vita ed il ricavato diviso fra gli eredi. Poi il debitore può versare la propria parte su un conto corrente intestato a persona di fiducia, oppure spenderlo in donne, roulette e champagne prima che i creditori si attivino.

  • alessandr 13 luglio 2013 at 14:22

    buongiorno

    Ho un grosso debito verso un creditore e verso lo stato, ho bisogno quindi di non ereditare il 50% della casa che un giorno i miei genitori lasceranno a me e mia sorella. Ai miei genitori è stato consigliato di fare testamento e di lasciare l’intera casa a mia sorella, specificando di aver gia dato a me la mia parte in denaro durante la loro vita. Vorrei sapere se qualche debitore potrà impugnare un simile testamento. grazie.

    Alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 21:20

      La Corte di Cassazione, che, con la sentenza numero 11737 del 15 maggio 2013, ha sancito che: Così come non è consentito al testatore di privare il legittimario della sua quota di riserva, ugualmente non gli è consentito ottenere il medesimo risultato mediante una dichiarazione testamentaria con cui si afferma di aver già tacitato il legittimario della sua quota di riserva mediante donazioni fatte in vita. In entrambe le situazioni il legittimario può esercitare l’azione di riduzione, spettando al soggetto interessato a far valere la validità della dichiarazione l’onere di provare che il legittimario è stato realmente tacitato mediante pregresse donazioni.

      D’altra parte, l’articolo 2901 del codice civile prevede che il creditore possa domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle proprie ragioni.

      In altre parole, i creditori possono adire l’autorità giudiziaria per chiedere la revocatoria della rinuncia del legittimario all’azione di riduzione, ai sensi dell’articolo 2901 del codice civile. Sua sorella dovrà allora dimostrare che non c’è stata violazione della quota di legittima, fornendo prova della donazione indiretta di cui ha beneficiato il fratello, in vita del disponente.

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