Differenze fra erede e legatario

Il legato è una disposizione testamentaria con la quale chi redige il testamento attribuisce a un soggetto un bene o un diritto determinato, non considerandoli come quota del patrimonio ereditario (quota disponibile).  Il beneficiario di un legato è detto legatario.

Alcuni esempi di valida attribuzione di un legato: "Lego a Mario Rossi la mia casa di Roma" oppure "Lego a Marco Bianchi la somma di 10.000,00 euro"

La differenza fondamentale tra legato ed erede riguarda il regime di responsabilità del beneficiario rispetto ai debiti del defunto.

Il legatario, infatti, al contrario dell'erede, non risponde dei debiti ereditari con il proprio patrimonio e i creditori del defunto potranno far valere le proprie ragioni solo nei limiti del valore del bene oggetto del legato.

Proprio la limitazione della responsabilità patrimoniale del legatario sta alla base della seconda differenza, questa volta di natura formale: il legato non necessita di essere espressamente accettato, producendo i suoi effetti immediatamente dopo la morte del testatore; il beneficiario potrà però sempre rinunciarvi. Al contrario l'eredità per essere acquisita deve essere accettata.

Dunque, l'erede subentra al testatore in tutto il suo patrimonio o in una quota di esso, e risponde dei debiti ereditari; il legatario invece acquisisce diritti patrimoniali specifici, e non risponde dei debiti ereditari.

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Commenti e domande

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  • alessandr 13 luglio 2013 at 22:38

    quindi lei mi dice che quella della vendita è veramente l’unica soluzione percorribile?

    • Simone di Saintjust 14 luglio 2013 at 00:07

      No. Le dico che la vendita è l’unica soluzione a prova di creditori in appostamento …

  • alessandr 13 luglio 2013 at 22:26

    unica soluzione? …e se i miei genitori facessero una donazione a favore di mia sorella?

    alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 22:36

      Il problema è che quando il testamento viola la quota di legittima di un erede debitore, il creditore sente puzza di bruciato. Ed allora può chiedere al giudice di verificare la sussistenza delle donazioni effettuate in vita dai disponenti a favore degli eredi non debitori.

  • alessandr 13 luglio 2013 at 21:59

    buonasera,
    innanzitutto grazie della sua cortese risposta, qualche suggerimento in proposito, visto che parliamo di debiti che non potranno mai essere pagati purtroppo? grazie

    alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 22:06

      Se non si vogliono correre rischi l’immobile viene venduto in vita ed il ricavato diviso fra gli eredi. Poi il debitore può versare la propria parte su un conto corrente intestato a persona di fiducia, oppure spenderlo in donne, roulette e champagne prima che i creditori si attivino.

  • alessandr 13 luglio 2013 at 14:22

    buongiorno

    Ho un grosso debito verso un creditore e verso lo stato, ho bisogno quindi di non ereditare il 50% della casa che un giorno i miei genitori lasceranno a me e mia sorella. Ai miei genitori è stato consigliato di fare testamento e di lasciare l’intera casa a mia sorella, specificando di aver gia dato a me la mia parte in denaro durante la loro vita. Vorrei sapere se qualche debitore potrà impugnare un simile testamento. grazie.

    Alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 21:20

      La Corte di Cassazione, che, con la sentenza numero 11737 del 15 maggio 2013, ha sancito che: Così come non è consentito al testatore di privare il legittimario della sua quota di riserva, ugualmente non gli è consentito ottenere il medesimo risultato mediante una dichiarazione testamentaria con cui si afferma di aver già tacitato il legittimario della sua quota di riserva mediante donazioni fatte in vita. In entrambe le situazioni il legittimario può esercitare l’azione di riduzione, spettando al soggetto interessato a far valere la validità della dichiarazione l’onere di provare che il legittimario è stato realmente tacitato mediante pregresse donazioni.

      D’altra parte, l’articolo 2901 del codice civile prevede che il creditore possa domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle proprie ragioni.

      In altre parole, i creditori possono adire l’autorità giudiziaria per chiedere la revocatoria della rinuncia del legittimario all’azione di riduzione, ai sensi dell’articolo 2901 del codice civile. Sua sorella dovrà allora dimostrare che non c’è stata violazione della quota di legittima, fornendo prova della donazione indiretta di cui ha beneficiato il fratello, in vita del disponente.

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