Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni o, naturalmente, con la morte del chiamato


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Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni o, naturalmente, con la morte del chiamato che non abbia esercitato accettazione espressa e non abbia, in vita, posto in essere comportamenti o azioni dai quali possa presumersi l’accettazione tacita dell’eredità del de primo cuius (consorte del chiamato e madre dei due fratelli).

Il chiamato all’eredità (il padre dei due fratelli, secondo de cuius) non è più in grado, infatti, di procedere all’accettazione espressa o tacita dell’eredità lasciata dalla consorte (primo de cuius e madre dei due fratelli).

Ci troviamo, praticamente, nel caso in cui il chiamato (il padre dei due fratelli) muore prima di aver accettato o rinunziato.

Al posto del chiamato defunto subentrano i suoi eredi legittimi (i due figli) i quali possono accettare (anche tacitamente) o rinunciare all’eredità del primo de cuius (la madre).

In questo caso, l’accettazione dell’eredità del primo de cuius (la madre) da parte dei due fratelli, non presuppone accettazione dell’eredità (e quindi dei debiti) del primo de cuius (il padre).

27 Gennaio 2015 · Carla Benvenuto

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