Cartella esattoriale - Altri limiti di importo per la riscossione coattiva (legge 106/2011)

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento.

A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge 106/211 (12 luglio 2011) l'agente della riscossione non può iscrivere ipoteca esattoriale, né procedere ad espropriazione immobiliare, se l'importo complessivo del credito per cui lo stesso procede è inferiore complessivamente a ventimila euro, qualora:

  1. la pretesa iscritta a ruolo sia contestata in giudizio (ovvero sia ancora contestabile in tale sede);
  2. il debitore sia proprietario dell'unità immobiliare oggetto di ipoteca ed essa sia adibita a propria abitazione principale.

Prima di iscrivere ipoteca, inoltre, l'Agente della riscossione deve notificare al proprietario dell'immobile una comunicazione preventiva contenente l'avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro 30 giorni, si procederà all'iscrizione d'ipoteca.

Per i debiti fino a 2 mila euro l'applicazione di misure cautelari (incluso il fermo amministrativo) ed esecutive devono essere precedute dall'invio per posta ordinaria di due solleciti di pagamento, di cui il secondo a distanza di almeno sei mesi dal primo.

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Commenti e domande

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  • spally 23 aprile 2012 at 09:55

    E’ ufficiale: è illegittima l’adozione di ipoteche sugli immobili da parte dell’Equitalia-Agenzia della Riscossione per cifre inferiori 8 mila euro. E’ quanto stabilisce con la sentenza del 12 aprile 2012, n. 5771 la Corte di Cassazione anche se la notizia diventa ufficiale solo da poche ore. Costringere il contribuente a pagare la somma ipotecando il proprio appartamento è da oggi illegittimo e agisce contro la legge chiunque, comprese eventuali altre agenzie di riscossione se applicassero l’intervento.

    • Michelozzo Marra 23 aprile 2012 at 11:02

      Grazie Spally per l’importantissima segnalazione.

  • regalino 19 gennaio 2012 at 19:40

    quanto tempo equitalia può tenere in carico una cartella esattoriale infruttuosa? se non procede ad esecuzione forzata?

    • Ludmilla Karadzic 19 gennaio 2012 at 20:44

      Per le cartelle esattoriali originate da crediti erariali (IRPEF, IVA, IRAP) vale il termine lungo di dieci anni, in mancanza di altra disposizione speciale (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, n. 4283).

      Diversamente il termine è quinquennale. Sempre, beninteso, che non siano stati notificati, anche per compiuta giacenza, atti interruttivi dei termini di prescrizione.

  • 2011antony 20 dicembre 2011 at 16:37

    In qualità di rappresentante legale – società srl fallita – sto ricevendo molteplici cartelle esattoriali – Inps ecc- la situaizone economica personale non mi consente nessun pagamento – disoccupato e nullatenente

    Alcune sanzioni sono state comunque da me respinte perchè errate – ma le altre sono verosimili – le cartelle esattoriali sono elevate 17/20/ mila euro – e non sappiamo cosa altro arriverà.

    Cosa posso fare? Forse nel 2012 riesco ad avere un lavoro stabile – ma anche percependo uno stipendio di circa 1200,0 euro è impossibile poter rateizzare tali debiti.

    Inoltre le cartelle esattoriali stanno arrivando anche presso la mia ex residenza dei miei genitori molto anziani , con tutte i drammi familiari del caso.

    • Piero Ciottoli 20 dicembre 2011 at 17:48

      Conviene prendere nota delle cartelle esattoriali che arrivano alla sua ex residenza. Quelle sono annullabili per difetto di notifica, basterà che lei si affidi ad un professionista onesto.

      Non le conviene, per ora, chiedere ad Equitalia di spedirle all’indirizzo corretto. Perchè così dimostrerebbe che la notifica ha comunque raggiunto il suo scopo e vanificherebbe eventuali ricorsi successivi. Insomma, se le vogliono bene, i suoi genitori dovranno adattarsi e far buon viso a cattivo gioco. Senza tragedie. Potrà anche sembrare un paradosso, ma magari tutte le cartelle esattoriali arrivassero ad una residenza non sua.

      Per le cartelle esattoriali che arrivano all’indirizzo giusto, invece, dovrà solo continuare a mantenere la freddezza e la lucidità che dimostra. Non possedendo nulla oltre che un futuro stipendio (mi associo alla sua speranza) basterà attendere il pignoramento del quinto dello stipendio (massimo) che Equitalia potrà ottenere. Credo che la cosa sia sopportabile. In questo senso le faranno gioco i ricorsi presentati contro le cartelle esattoriali non notificate correttamente (quelle notificate ai suoi genitori). Così, finirà di rimborsare il debito un pò prima …

  • rosario molfetta 11 dicembre 2009 at 17:13

    Riscossione delle cartelle esattoriali – maggiori garanzie per i contribuenti

    Prosegue l’azione del Garante privacy per la messa in sicurezza del sistema informativo del fisco.

    Sotto la lente il servizio di riscossione a mezzo ruolo, attualmente in fase di riorganizzazione a seguito di profonde modifiche introdotte da una importante riforma di settore che ha riportato la gestione della riscossione in capo all’Amministrazione finanziaria.

    L’Autorità ha chiesto ad Agenzia delle Entrate, a Equitalia e alle società del gruppo Equitalia maggiori garanzie per i contribuenti, informazioni più chiare sull’uso dei dati personali, adozione di elevate misure di sicurezza, utilizzo di informazioni indispensabili e aggiornate.

    Le prescrizioni dell’Autorità tengono conto dei risultati di accertamenti ispettivi che hanno riguardato, oltre agli accessi all’anagrafe tributaria da parte degli agenti della riscossione, anche problematiche più generali del servizio. Agenzia delle entrate, Equitalia e le società partecipate dovranno definire, entro e non oltre i termini indicati dal Garante, le diverse competenze e responsabilità rispetto al trattamento dei dati.

    Ciò consentirà anche un più agevole esercizio dei diritti da parte dei contribuenti che potranno così individuare con più facilità i destinatari cui rivolgere le loro istanze (accesso, rettifica, cancellazione dei dati ecc.).

    Un’informativa semplice e chiara che indichi, tra l’altro, le rispettive competenze sul trattamento dei dati dovrà comunque essere inserita nell’avviso o nella cartella esattoriale inviata al contribuente. Agenzia delle entrate ed Equitalia dovranno, inoltre, rivedere l’articolazione delle diverse banche dati, superando le attuali sovrapposizioni che derivano dalla precedente ripartizione sul territorio del servizio della riscossione, evitando rischi per la correttezza dei dati.

    Nel sistema informativo dovranno essere contenuti dati il più possibile esatti, aggiornati e pertinenti, conservati per periodi di tempo stabiliti a seconda delle esigenze.

    Agenzia delle entrate dovrà, infine, garantire elevate misure di sicurezza e predisporre procedure di controllo interno sugli accessi effettuati a fine di riscossione all’anagrafe tributaria, con particolare riguardo all’anagrafe dei rapporti bancari.

    Ciò anche in relazione agli accessi effettuati dagli enti locali, tramite società esterne, al fine di reperire informazioni per la riscossione delle proprie entrate. Analoghi controlli dovranno essere predisposti da Equitalia sulle attività svolte dalle società del gruppo e da Sogei.

    Prescrizioni analoghe sono state impartite dal Garante alla Regione Siciliana e alle società che si occupano della riscossione nell’isola.

  • maria domanico 26 novembre 2009 at 11:57

    Accesso agli atti, non sfugge neppure Equitalia Spa – Era stata iscritta ipoteca immobilare ad insaputa del proprietario

    Equitalia Etr spa, ai sensi dell’art. 23, L. n. 241 del 1990, rientra tra i soggetti tenuti a consentire l’accesso ai documenti detenuti in quanto gestore di un pubblico servizio.

    Con istanza ricevuta da Equitalia E.Tr. Spa la ricorrente ha chiesto il rilascio della copia della comunicazione di iscrizione ipotecaria con relativa relata di notifica, nonché di tutti gli estratti di ruolo e delle relate di notifica poste a base dell’iscrizione ipotecaria sull’immobile di sua proprietà ed a favore di E.T.R. Spa..

    Afferma, inoltre, di non aver ricevuto alcuna comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria da parte di Etr spa né alcuna cartella di pagamento.

    Inviava, pertanto, richiesta di accesso ai documenti sopra indicati, senza tuttavia ricevere alcun riscontro da parte della Equitalia E. Tr.

    Avverso tale atto di diniego tacito dell’accesso la ricorrente propone ricorso deducendone l’illegittimità per violazione delle disposizioni di cui alla L. n. 241 del 1990.

    Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ad una pronuncia di merito, ma ha accolto la domanda del ricorrente di condanna alle spese di giudizio, poiché il ritardo circa l’esibizione dei documenti richiesti ha costretto il ricorrente a ricorrere al Tribunale: anche perché, osserva il TAR, Equitalia Etr spa, ai sensi dell’art. 23, L. n. 241 del 1990, rientra tra i soggetti tenuti a consentire l’accesso ai documenti detenuti in quanto gestore di un pubblico servizio (Cfr. T.A.R. Campania, Sez. V, n. 4414 del 2008 e T.A.R. Veneto, Sez. III, n. 3980 del 2008).

    Occorre notare che il criterio di pubblicità che, per l’ art. 1, L. n. 241 del 1990, insieme ai “criteri di economicità e di efficacia”, deve essere di supporto all’ azione amministrativa, trova una più generale applicazione nell’ art. 22, L. n. 241 del 1990 che introduce un diritto di conoscibilità degli atti e documenti amministrativi riconosciuto al fine “di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale” mediante la circolazione delle informazioni tra Pubbliche Amministrazioni e, soprattutto, tra Amministrazione e cittadino (Cons. di Stato, Ad. Plen., 4 febbraio 1997, n. 5, che ha annullato la sentenza del T.A.R. Marche 20 dicembre 1995, n. 633 ).

    Appare opportuno, inoltre, ricordare quanto afferma il Consiglio di Stato (Cons. di Stato, Sez. IV, 29 marzo 2001, n. 1844) in materia di diritto d’accesso, al fine di cogliere il nesso fondante tra questo diritto e la PA, intesa come soggetto che in una visione più scientifica dell’azione giuridica si va a configurare come entità d’azione e di semplificazione dell’azione amministrativa stessa: “La ratio informatrice di tale orientamento va ravvisata nella introduzione nel procedimento amministrativo del principio della dialettica processuale, per cui alla prassi della definizione unilaterale del pubblico interesse, oggetto, nei confronti dei destinatari di provvedimenti restrittivi, di un riserbo ad excludendum, già ostilmente preordinato a rendere impossibile o sommamente difficile la tutela giurisdizionale, è subentrato il sistema della democraticità delle decisioni e dell’accessibilità dei documenti amministrativi”. (TAR CATANZARO, Sentenza, Sez. II, 10/11/2009, n. 1223)




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