Equitalia ed il pignoramento presso la residenza del debitore

L'agente della riscossione procede al pignoramento di beni mobili solo quando ritiene che ne derivi una sicura utilità.

Si tratta dei casi in cui la particolare condizione sociale del debitore faccia fondatamente presumere l'esito fruttuoso di un eventuale accesso nella casa di abitazione, grazie al rinvenimento di cose di particolare pregio.

In parole povere, solo quando vi sia la certezza che, all'interno dell'abitazione, vi siano beni di valore di una certa consistenza come quadri costosi, gioielleria, eccetera.

Al contrario, è molto difficile che Equitalia possa pignorare beni come divani, televisori, scrivanie, ecc.

Nel corso degli anni, infatti, l'erario ha riscontrato come fosse antieconomico pignorare le suppellettili domestiche, che hanno in genere valore modesto o nullo sul mercato dell'usato.

Praticamente, è assai difficile rivendere all'asta degli arredi di seconda mano.

A questo si aggiunga, come sappiamo, che non tutti i beni mobili sono pignorabili.

Come abbiamo illustrato in precedenti articoli, difatti, il codice di procedura civile include tra i beni assolutamente impignorabili:

  • i letti,
  • i tavoli da pranzo con le relative sedie,
  • gli armadi guardaroba,
  • i cassettoni,
  • il frigorifero,
  • le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici,
  • la lavatrice,
  • gli utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli.

Ciò, perché questi oggetti sono considerati indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi, a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato.

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