Quando Equitalia può ordinare al terzo il pagamento dei debiti

Quando procede con il pignoramento presso terzi, Equitalia può ordinare al terzo debitore del contribuente il pagamento delle somme dovute direttamente nelle mani dell'agente stesso, saltando la fase della citazione davanti al giudice dell'esecuzione che, nel caso di pignoramenti promossi da privati, è invece obbligatoria.

Il pagamento deve poi avvenire entro 60 giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento, per le somme già scadute a tale data, ed entro ciascuna scadenza prestabilita, per le altre somme.

Il contribuente si vedrà il conto in banca prosciugato senza neanche arrivare davanti a un giudice. È però vero che il debitore deve prima ricevere lanotifica di un atto di avvertimento, detto atto di pignoramento.

L'atto di pignoramento va notificato sia al terzo che al debitore con la seguente procedura:

  1. si mette il contribuente in condizioni di venire a conoscenza del pignoramento in atto e, se del caso, di segnalare all'agente della riscossione la sopravvenuta inesistenza del titolo della pretesa;
  2. si consente al contribuente di esercitare il proprio diritto alla difesa, in sede di opposizione agli atti esecutivi, impugnando davanti al giudice dell'esecuzione l'atto di pignoramento.

L'atto di pignoramento può essere redatto anche da dipendenti dell'agente della riscossione diversi dagli ufficiali di riscossione.

In questa fattispecie è sufficiente che sia riportata l'indicazione a stampa delle generalità dell'ufficiale di riscossione.

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Commenti e domande

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  • alfa2000 10 ottobre 2015 at 09:14

    Sono l’amministratore ed adesso anche il liquidatore di una società sas: per un vecchio accertamento sono stato oggetto nel 2007 del blocco del conto corrente aziendale e personale; per 60 gg, mi hanno sequestrato le somme che la banca ha versato in udienza. Oggi ho ricevuto un nuovo avviso di pignoramento presso terzi, ma questa volta non alla banca, ma direttamente alla mia società alla quale viene imposto il blocco nel “caso” la società è debitore verso il pignorato, che sono sempre io. Siccome la società è stata posta in liquidazione il socio che sono sempre io non può più toccare o ricevere soldi, in quanto ormai c’è il liquidatore che sono sempre io. Come mi devo comportare in merito alla “dichiarazione negativa” che loro richiedano nel caso esiste? La soc. non ha crediti ma solo debiti e sia il socio che il liquidatore (sempre io) non sono titolari di stipendio e/o indennità.

    • Annapaola Ferri 11 ottobre 2015 at 05:45

      Deve semplicemente comunicare al creditore procedente che, al momento, la società in liquidazione non ha alcun debito verso il socio pignorato e che il liquidatore (che è lo stesso socio pignorato) non percepisce stipendio o indennità alcuna per l’attività che svolge.

      Attenzione, però: se a conclusione della procedura di liquidazione dovesse emergere un eventuale attivo da ripartire fra i soci e si decidesse di compensare il liquidatore per l’attività svolta, lei potrebbe incorrere in qualche problema.

  • cristy 21 luglio 2015 at 14:42

    Il pignoramento esattoriale prevede per Equitalia la possibilità di recuperare le somme dovute dal contribuente -debitore attraverso i crediti da lui vantati da un Ente pubblico . Chiedo sono previsti dei limiti di importi da pignorare se le somme dovute sono a titolo di liquidazione parcella per prestazioni professionali rese per l’espletamento di un servizio .

    • Annapaola Ferri 21 luglio 2015 at 15:58

      Non funziona propriamente così, nel senso che non si tratta di un vero e proprio pignoramento: i soggetti pubblici, ossia le pubbliche Amministrazioni e società a totale partecipazione pubblica, prima di effettuare un pagamento di importo superiore a euro 10 mila, devono procedere alla verifica di eventuali inadempienze tributarie da parte del soggetto beneficiario del pagamento stesso.

      Qualora Equitalia comunichi che non risultano inadempimenti ovvero non fornisca alcuna risposta nel termine previsto, il soggetto pubblico può procedere al pagamento a favore del beneficiario delle somme ad esso spettanti. Mentre nel caso in cui risulti un inadempimento, il soggetto pubblico non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell’ammontare del debito in attesa che al debitore inadempiente venga notificato dall’agente della riscossione, competente per territorio, l’ordine di pagamento.

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