Equitalia non prende nemmeno in considerazione accordi a saldo e stralcio

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: Equitalia non prende nemmeno in considerazione accordi a saldo e stralcio. Il suo ruolo è quello di riscuotere le somme indicategli dal creditore. Al massimo, l'accordo andrebbe proposto al creditore. Il dirigente o funzionario della PA che l'accettasse, ammesso che possa farlo, rischierebbe una denuncia, se non per abuso di ufficio (nell'ipotesi che possa farlo) comunque per concussione.

Lei ha attualmente una trattenuta del 5% sullo stipendio. Che, in caso di pignoramento, le vale quanto il due di coppe in una partita di briscola a bastoni, se la ritenuta non è conseguenza di azione esecutiva. Non conosco il tipo di trattenuta, ma, in ogni caso, essa non è rilevante nel contesto, restando pignorabile, nella migliore delle ipotesi, un altro 45% della retribuzione.

Lo stesso discorso vale per la rata che attualmente corrisponde alla finanziaria. Non se ne tiene conto in caso di pignoramento da parte di un altro creditore.

Non ho compreso bene i suoi calcoli, per quanto credo perfetti e puntualmente dettagliati, e di questo mi scuso.

Per quanto di mia conoscenza, lei rischia, non pagando i creditori, il pignoramento contemporaneo del 20% (per tutti i debiti verso banche, privati e finanziarie) e del X% per tutti i debiti alla cui riscossione è preposta  Equitalia (o un qualsiasi concessionario della PA).

La X, visto che fra le tante cose che ci riferisce, ha dimenticato quella relativa al reddito mensile percepito come lavoratore dipendente, sta per 10 (10%) se lo stipendio netto è inferiore a 2.500 euro, sta per 14,2 (14,2 %) se il suo stipendio netto arriva a 5 mila euro, sta per 20 (20%) se guadagna più di 5 mila euro al mese.

Una volta che il conto corrente è stato pignorato, non vanno a buon fine bonifici ed accrediti, così come i prelievi da RID.

17 settembre 2012 · Andrea Ricciardi

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