Equitalia e la compensazione » Guida per il debitore

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Equitalia e la compensazione, ovvero: avete dei crediti a vostro favore con la pubblica amministrazione? Potete usarli per pagare le cartelle esattoriali! Scopriamo come all'interno dell'articolo.

Se si hanno debiti indicati nelle cartelle esattoriali, è possibile, infatti, pagarli utilizzando i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Cosa è possibile compensare

La Legge (DL numero 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge numero 122/2010) prevede la compensazione tra:

  • debiti tributari (dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo dell'Agenzia delle Entrate e di avviso di addebito dell'Inps, notificati entro il 31 dicembre 2012;
  • crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili relativi a somministrazioni, forniture e appalti con lo Stato, gli enti pubblici nazionali, le Regioni, gli enti locali o gli enti del Servizio sanitario nazionale.

Equitalia e la compensazione: la certificazione

Per poter compensare debiti e crediti, è necessario acquisire la certificazione del credito.

Ciò va fatto collegandosi alla piattaforma informatica del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

All'interno della pagina sono disponibili tutte le indicazioni per accreditarsi alla piattaforma e poter così richiedere la certificazione del credito.

Presso gli sportelli Equitalia

Una volta ottenuta la certificazione, è bene recarsi presso gli sportelli di Equitalia e presentarla in forma cartacea o, in alternativa, indicare semplicemente il numero di certificazione e il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma informatica.

Nel caso in cui il pagamento riguardi solo una parte dei debiti scaduti o in scadenza, bisogna indicare quelli che si intende estinguere.

Equitalia, dopo aver controllato che i dati riportati nella certificazione siano corretti, procede alla compensazione e rilascia l'attestazione di pagamento.

10 gennaio 2014 · Gennaro Andele

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