Equitalia » Nulli gli atti fiscali spediti ad indirizzo errato del contribuente

Sono nulli gli atti fiscali recapitati da Equitalia a un indirizzo diverso dalla residenza del contribuente al quale è sufficiente dimostrare l'estraneità del luogo alla sua sfera soggettiva.

Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza 25938/13.

E' stato così accolto il ricorso di un avvocato che contestava un preavviso di fermo amministrativo e due cartelle di pagamento spedite a un indirizzo sbagliato da Equitalia.

Il legale aveva impugnato la decisione del Giudice di pace di Floridia che aveva respinto l'opposizione presentata.

In particolare, l'avvocato ricorrente sosteneva che il plico sarebbe stato spedito a un indirizzo diverso dalla sua residenza e del tutto estraneo alla sua sfera soggettiva, circostanza del tutto ignorata dal giudice di pace.

Gli ermellini hanno accolto il ricorso.

Infatti, hanno chiarito in una brevissima pronuncia, la motivazione della sentenza è da rivedere, perché il giudice di merito si è limitato ad affermare che le cartelle esattoriali risultano regolarmente notificate, omettendo di esaminare i documenti del ricorso.

Anche la Procura generale di Piazza Cavour ha chiesto in udienza di accogliere il ricorso del professionista.

Questo verdetto è molto importante, perchè solo qualche settimana fa, con la sentenza numero 25128/13, la sezione tributaria della Cassazione aveva espressamente affermato che la cartella notificata da Equitalia a mezzo raccomandata era valida anche in assenza dell'identificazione del ricevente.

16 dicembre 2013 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Equitalia » Nulli gli atti fiscali spediti ad indirizzo errato del contribuente Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 16 dicembre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria notifica della cartella esattoriale e degli atti impositivi in generale Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento.

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  • Pietro Vanc 2 ottobre 2015 at 06:01

    Ho recentemente scoperto nel sito dell’INPS di avere due cartelle emesse nel 2004 da Equitalia relative a Invim e tassa di registro riguardanti la vendita di un immobile nel 2000. Dal sito vedo ancora che hanno utilizzato per le notifiche il vecchio indirizzo presso l` abitazione che ho avuto fino al 1997 anno in cui mi trasferii definitivamente all` estero , notifiche superfluo aggiungere, di cui mai venuto a conoscenza

    Specifico che dal 97 sono iscritto all` AIRE ho una carta di identita` italiana recante la residenza nordamericana , ho varie volte rinnovato passaporto e dunque non sconosciuto o irreperibile .

    Mi chiedo: possono questi signori mettere le mani su la mia pensione? Hanno ancora valore queste cartelle? Perche` utilizzano per le notifiche indirizzi sbagliati quando hanno accesso e possibilita` di usare quelli corretti? Perche` dovrei pagare more e aggi per loro incuria?

    • Ornella De Bellis 2 ottobre 2015 at 08:10

      Inutile chiedersi perché lor signori effettuano notifiche a vanvera: questo è ancora il paese che ha lasciato nel 97 e ci dovrà pure essere una ragione, se non è stato l’unico, da allora, ad andar via.

      Le cartelle hanno valore finchè non vengono annullate, da loro stessi in autotutela su istanza del presunto debitore (ma è un rimedio che spesso non sortisce alcun effetto) oppure dal giudice adito. Ne consegue che lei non dovrà corrispondere more e aggi per incuria altrui, ma sarà certamente obbligato a perdere tempo e ad anticipare danaro per eccepire innanzi, al giudice delle esecuzioni, la nullità delle cartelle esattoriali, per vizi di notifica, se, e quando, sarà interessato da azioni esecutive promosse dal presunto creditore per il mancato pagamento di una pretesa che non ha alcun fondamento giuridico.

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