I dirigenti illegittimi dell'Agenzia delle Entrate e il danno erariale da essi scaturito: la Ctr della Lombardia rincara la dose

Dopo la sentenza, senza precedenti, della Corte Costituzionale, viene emanata una pronuncia della Commissione tributaria della Lombardia, la quale getta ulteriori ombre sulla questione dei dirigenti illegittimi dell'Agenzia delle Entrate.

Proseguendo, in ordine cronologico, la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale della Lombardia numero 2842/15 del 22 giugno 2015 ribadiva che gli accertamenti fiscali firmati, o anche soltanto rilasciati su delega, da uno dei dirigenti illegittimi fossero nulli.

E, cosa ancora più importante, la loro nullità poteva essere stabilita anche d'ufficio.

Inoltre, la Commissione tributaria aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti perché, in questo pasticcio dell'Agenzia delle Entrate, vi erano i presupposti per il danno erariale.

In parole povere, l'Agenzia avrebbe dovuto risarcire i cittadini in due modi: in primis per gli accertamenti nulli disposti dai dirigenti illegittimi, ma anche l'intera comunità per il buco creato nelle casse dello Stato a causa del mancato introito proveniente dagli accertamenti fiscali.

Proprio per questo, i giudici tributari della Lombardia avevano inviato alla Procura della Corte dei Conti un rapporto su eventuali responsabilità per danno erariale e alla Procura della Repubblica una denuncia per eventuali rilievi penali del giudice collegiale tributario che abbia omesso le doverose denunce.

Già da allora, era ovvio che l'Agenzia delle Entrate avrebbe fatto ricorso in Cassazione e, in questa sede, l'esito del processo poteva essere ribaltato.

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