Modifiche alla legge 386-90 - depenalizzazione dell'emissione di assegno a vuoto

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La riforma operata dal decreto legislativo 507/99 ha modificato le precedenti previsioni normative della Legge 386/90. In particolare, come già detto, ha operato una forte depenalizzazione delle due ipotesi di reato appena esposte, modificandone il regime sanzionatorio: al posto della reclusione, ha inserito una sanzione amministrativa pecuniaria (variabile a seconda dell’illecito e dell’importo dell’assegno.

La legge 386/90, modificata dal decreto legislativo507/99 che ha trasformato l’emissione di assegni irregolari da reato in illecito amministrativo, stabilisce le sanzioni applicabili in caso di emissione di assegni emessi senza provvista (scoperti) e non regolarizzati entro 60 giorni oppure emessi senza autorizzazione.

Per gli assegni senza provvista si applica la sanzione amministrativa pecuniaria variabile da 516,45 a 3.098,74 euro. Se l’assegno supera i 10.329 euro, e in tutti i casi di reiterazione, la sanzione varia da 1.032,92 a 6197,48 euro.

Per gli assegni senza autorizzazione le sanzioni variano da 1.032,92 a 6.197,48 euro. Se l’assegno supera i 10.329 euro, e in tutti i casi di reiterazione, le sanzioni variano da 2.065,82 a 12.394,96 euro.

In ambedue i casi la sanzione accessoria consiste nel divieto di emettere assegni per un periodo variabile da due a cinque anni.

Nel primo caso tale divieto si applica quando l’importo dell’assegno emesso senza provvista (oppure l’importo di piu’ assegni emessi in tempi ravvicinati) è superiore ai 2.582,28 euro.

Quando invece l’importo dell’assegno (o di piu’ assegni emessi in tempi ravvicinati) supera i 51.645,69 euro scattano sanzioni accessorie piu’ pesanti (come l’interdizione all’esercizio dell’attivita’ professionale, etc.etc.) per un periodo che varia da un minimo di due mesi ad un massimo di due anni.

Se le suddette sanzioni accessorie vengono trasgredite puo’ scattare la reclusione da sei mesi a tre anni e il divieto di emettere assegni per un periodo tra i due e i cinque anni.

Tutte le sanzioni vengono applicate dal Prefetto che ne decide l’entita’ a seconda della gravita’ dell’illecito e dell’importo dell’assegno.

21 Agosto 2013 · Simonetta Folliero

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Stai leggendo Modifiche alla legge 386-90 - depenalizzazione dell'emissione di assegno a vuoto Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 21 Agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 10 Febbraio 2018 Classificato nella categoria CAI centrale allarme interbancaria - assegni scoperti irregolari e privi di autorizzazione Inserito nella sezione protesti e protestati

Commenti e domande

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  • Annabella 26 Aprile 2014 at 21:52

    Salve… Nel caso una persona risulti nullatenente e residente all’estero, cosa succede se semplicemente non copre l’importo dell’assegno a vuoto?

    • Simone di Saintjust 27 Aprile 2014 at 06:39

      Anche continuando a mantenere la residenza in Italia, il fatto che il debitore non possieda alcunché rende vana al creditore qualsiasi velleità di recuperare l’importo dell’assegno. Nel medio periodo va tenuto in conto che il debitore, qualora la sua situazione economica cambiasse, si troverebbe nell’impossibilità di stabilire un rapporto di conto corrente bancario e, in conseguenza, di poter emettere assegni.

      E, naturalmente, il debitore inadempiente si vedrebbe preclusa qualsiasi possibilità di accedere al credito.

  • Antonio 12 Gennaio 2010 at 05:26

    in data 30/7/2009 ho emesso un mio asssgno bancario per € 15000 a favore del figlio di un mio vecchio amico che aveva al momento problemi di liquidità causa ritardi incassi da parte di grosse catene di distribuzione alimentari. In contropartita mi veniva rilasciato suo assegno di pari importo senza data da incassare il 3 novembre 2009. Il G.3 però non è stato possibile sempre a causa
    di mancati incassi e sempre in quella data mi è stato rifatto un nuovo assegno di euro 14.500 senza data ( 500 euro in contanti) a firma questa volta del padre che lavora nella coop. ortofrutticola di cui il figlio è presidente.
    In questo caso non c’è più continuità del credito oppure posso far protestare eventualmente l’assegno per il recupero del mio credito qualora non venisse pagato?

    • cocco bill 12 Gennaio 2010 at 07:22

      Può far sempre protestare l’assegno.