Duro colpo al social lending – Bankitalia sospende ZOPA


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zopa

Grave battuta d’arresto per il social lending italiano. A Zopa la Banca d”Italia ha contestato di aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti) a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito.

Una comunicazione, infatti, è stata inviata in mattinata da Zopa Italia ai propri utenti: «in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex articolo 106 la nostra società. Come conseguenza immediata ci vediamo costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi Prestatori. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community».

Il social lending è un nuovo modello di scambio finanziario in cui le persone prestano i propri soldi o richiedono prestiti per le proprie esigenze personali direttamente tra loro, senza intermediazioni e quindi con interessi migliori per tutte le parti coinvolte. Forme simili al social lending sono esistite in passato – ad esempio le società di mutuo soccorso del XIX secolo – ma solo grazie a Internet sta divenendo possibile una diffusione del fenomeno al di fuori di comunità fisiche, geograficamente localizzate.

Zopa, in particolare,  svolgeva fondamentalmente il ruolo di “facilitatore”: creava e regolamentava il mercato, favoriva l’incontro e la conoscenza tra i membri della comunità, tutelava la sicurezza di chi prestava i propri denari, preparava il contratto di prestito tra il richiedente e i prestatori senza però determinare i tassi correnti, che dipendono unicamente dall’incontro diretto tra domanda e offerta. Da qui il nome: Zopa sta per ZOna di Possibile Accordo..

Continua l’avviso inviato all’utenza: «A tutela tua e di tutti i Prestatori, rimane pienamente attiva la gestione dei prestiti in essere, sia per l’incasso delle rate sia per il recupero credito. Il denaro in prestito diventerà gradualmente disponibile al rientro delle rate mensili». Fin da subito, insomma, gli utenti prestatori potranno ritirare il denaro non ancora investito e potranno avere la parte restante appena messa a disposizione da parte di chi in passato aveva richiesto i prestiti.

Sulla questione è immediatamente intervenuto l’amministratore delegato Maurizio Sella: «I primi rapporti con la Banca d’Italia risalgono alla tarda primavera del 2006 quando i legali da noi incaricati hanno cominciato ad illustrare il progetto di Zopa alla Banca d’Italia, fino ad arrivare, dopo un incontro e vari scambi di lettere, all’autorizzazione ricevuta nel settembre 2007 dall’Ufficio Italiano Cambi con l’iscrizione all’albo delle Finanziarie ex articolo 106. Zopa ha poi iniziato ad operare nel gennaio 2008. A seguito di un’ispezione di Banca d’Italia negli ultimi mesi, ci sono state mosse delle contestazioni, alle quali abbiamo risposto – pur sostenendo la correttezza della impostazione legale della nostra iniziativa – proponendo delle soluzioni con controparti istituzionali che avrebbero di fatto reso nulla la contestazione che ci era stata mossa. Ma questo non è stato evidentemente abbastanza. Zopa è un progetto innovativo e ad altissimi contenuti etici e solidali. Basti pensare che, nel 2008 (anno della crisi del secolo della finanza creativa e di truffe miliardarie) i Prestatori zopiani hanno beneficiato di ottimi rendimenti e i Richiedenti di tassi molto favorevoli. In questo momento di crisi molti invocano la necessità di micro-credito, di prestiti solidali a favore di categorie meno fortunate: Zopa questo lo stava facendo».

Ignota, al momento, le natura esatta delle contestazioni avanzate dalla Banca d’Italia. Per gli utenti impegnati nella community (tanto come prestatori quanto come richiedenti) è stata predisposta una pagina di FAQ nella quale compaiono le indicazioni relative all’emergenza. Una ulteriore spiegazione generale completa l’operazione di trasparenza sul momento difficile scatenatosi con la comunicazione ricevuta alla fine della scorsa settimana. Il gruppo promette in ogni caso massimo supporto per quanti nutriranno dubbi sulle proprie possibilità per rientrare in possesso del credito rimasto in sospeso.

Questo il comunicato che appare oggi, 13 luglio 2009,  sul sito della società:

Stiamo lavorando per poter offrire presto, non appena ci sarà di nuovo consentito, la piena funzionalità di Zopa.it e garantiamo la gestione di tutti i flussi di pagamento da Richiedenti a Prestatori in relazione ai finanziamenti già erogati, nonché le attività di recupero credito. Non è possibile l’ingresso di nuovi Prestatori, l’aggiunta di fondi da Prestatori già attivi e l’accettazione di nuove richieste di prestito e la loro erogazione. Le richieste di prestito in valutazione sono state annullate.

Tutti i tradizionali canali di Zopa restano aperti per assistere al meglio tutti gli Zopiani. Abbiamo inoltre creato una lista di domande frequenti (FAQ) che, insieme al blog, aggiorneremo costantemente.

Dunque, si prospetta un’Estate amara per il social lending. Dopo il boom che ha contraddistinto nei mesi scorsi il canale del prestito online tra privati è arrivato questo primo stop da Bankitalia. Venerdì scorso infatti il Ministero dell’Economia e delle Finanze su indicazione di Via Nazionale, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari Zopa, uno dei leader del settore del prestito sociale.

E i clienti, tra debitori e prestatori, in attesa di capire le reagioni del provvedimento e le sorti del proprio denaro sono migliaia. A causa della crisi finanziaria e delle conseguenti difficoltà di accesso al credito, nell’ultimo anno sono stati infatti oltre 40 mila gli utenti che hanno deciso di scambiarsi denaro online preferendo di fatto il web ai tradizionali intermediari.

13 Luglio 2009 · Antonio Scognamiglio



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  • massimo rosarno 11 Settembre 2009 at 12:48

    Caro zopiano,
    come promesso, ti aggiorno sugli ultimi eventi che ci riguardano.

    La richiesta di ottenere una sospensione del provvedimento di cancellazione al Tar e successivamente al Consiglio di Stato non hanno avuto esito positivo.

    Non ne siamo rimasti sorpresi perchè la richiesta di sospensione del provvedimento per motivi di urgenza viene concessa – indipendentemente dal merito del ricorso – quando, nel tempo che intercorre tra l’adozione del provvedimento e la decisione finale dei giudici, si possono generare gravi danni.

    Nel nostro caso è stato giudicato che tale rischio non sussistesse in quanto Zopa sta assicurando la gestione dell’esistente (ripagamento rate e recupero crediti), però il Consiglio di Stato ha riconosciuto che “… le questioni prospettate dall’appellante richiedono un approfondimento in sede di esame del merito del ricorso …”.

    Ci è comunque chiaro che la via giudiziale, per i suoi tempi lunghi ed esiti incerti, non è la soluzione per consentire una rapida ripartenza delle attività.

    Per questo stiamo procedendo verso la nuova operatività con i conti di moneta elettronica per i Prestatori, avendo scelto IMEL.EU (Istituto di Moneta Elettronica Europeo) come partner. Al momento stiamo finalizzando le specifiche di integrazione tra i due sistemi per poter procedere con i necessari sviluppi software.

    Affinchè la nuova piattaforma Zopa possa diventare operativa, sarà però anche necessario che essa sia “gestita” da un nuovo soggetto giuridico, diverso da Zopa Italia S.p.A., che abbia ottenuto dalla Banca d’Italia l’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB.

    Pertanto, oltre agli aspetti squisitamente tecnici relativi al perfezionamento della nuova piattaforma, stiamo anche individuando la migliore soluzione sotto il profilo giuridico affinché il “nuovo progetto” divenga presto una realtà.

    Mi impegno ad aggiornarti entro metà ottobre, ma anche prima se matureranno eventi significativi per Zopa e per la community.

    Maurizio Sella
    Amministratore Delegato
    Zopa Italia S.p.A.

  • amedeo lettieri 8 Settembre 2009 at 11:30

    Arrivano i primi responsi per ZOPA dopo la sospensione dei mesi scorsi a causa di un provvedimento della banca d’Italia. Le domande degli zopiani aumentano in attesa che il conto elettronico intestato ai singoli richiedenti e prestatori possa concretizzarsi.

    Il consiglio di stato intanto frena Zopa che aveva intenzione di ripartire quanto prima. Il consiglio di Stato afferma che le questioni prospettate dall’appellante richiedono un approfondimento in sede di esame del merito del ricorso e che, nel frattempo, non sussistano i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare.

    I tempi per il ritorno del social lending si allungano…

  • zopa citizen 7 Agosto 2009 at 16:31

    Caro zopiano,

    è passato ormai un mese dal decreto di cancellazione di Zopa.
    Come sai è stata immediatamente sospesa la trattazione di nuovi prestiti, i Prestatori hanno potuto ritirare i fondi non in prestito e la gestione del ripagamento rate è continuata normalmente.

    Nonostante ci sia agosto di mezzo, ci stiamo adoperando con il massimo impegno affinchè Zopa possa riprendere la sua attività, la community sia tutelata nei suoi interessi e possa tornare a praticare il social lending con l’entusiasmo di prima e ancor maggior fiducia.

    Le contestazioni di Banca d’Italia sono relative alla titolarità del Conto Prestatori Zopa (se
    non hai avuto modo di approfondire il tema puoi consultare il blog e le uscite sui media in
    Dicono di noi). La soluzione a questo problema, da noi già prospettata a Banca d’Italia,
    è l’apertura di un conto di moneta elettronica intestato a ogni singolo Prestatore.

    Si tratta di un’operazione semplice e senza costi per il Prestatore che richiede però un breve periodo di messa a punto della piattaforma tecnologica e dei processi operativi di Zopa.
    Abbiamo già iniziato a lavorare con il partner prescelto e contiamo di essere pronti in settembre.

    Infine una nota operativa: quest’anno il team di Zopa si merita una settimana di tregua, i nostri uffici resteranno chiusi dal 17 al 23 agosto.
    Tutte le procedure di ripagamento rate restano però attive, così come richieste urgenti operative inviate via mail saranno evase.

    Mi impegno ad aggiornarti entro metà settembre, quando saranno maturati una serie di fatti
    importanti per Zopa e per la community.

    Nel ringraziarti per la fiducia e il sostegno che ci stai accordando, ti auguro buone vacanze.

    Maurizio Sella
    Amministratore Delegato
    Zopa Italia S.p.A.

  • enrico bisenzi 6 Agosto 2009 at 12:49

    Ancora nessuna novità di rilievo sul destino del noto sito Web italiano di social lending Zopa.

    Si dice che il telelavoro dovrebbe risolvere in parte i problemi dell’inquinamento così come i vantaggi della Rete in generale aggirare o almeno allievare alcuni problemi della vita reale.

    Zopa Si dice… ma in realtà antistoriche scelte goverantive fanno sì che le potenzialità di Internet siano spesso azzerate.

    Succede così che un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, su indicazione della Banca d’Italia, decreta lo stop al prestito Web 2.0 cancellando di fatto le possibilità di auto-aiuto delle tante persone che erano riuscite ad evadere dalle esose richieste bancarie italiane.

    Zopa sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community, nel frattempo la community può solo registrare questo atto governativo italiano che va nel senso di frenare i vantaggi derivanti dalla rivoluzione digitale.

  • andrea moro 18 Luglio 2009 at 13:37

    Vorrei sottolineare alcuni espetti del decreto che non credo siano emersi con sufficiente chiarezza dalla discussione:

    1. L’autorizzazione data da Bankitalia nel 2007. A pagina 2 nel secondo punto, viene affermato che l’Autorita’ di Vigilanza aveva “rappresentato l’esigenza che venissero rispettate determinate caratteristiche soggettive …” assicurando che “… fosse assicurato il requisito della personalizzazione del rapporto fra richiedenti e prestatori…” e che “…Zopa Italia non avesse in alcun modo acquisito la proprieta’ dei fondi trasferiti trasferiti dai lenders”.

    In sostanza … ve l’avevamo detto, ora non lamentatevi.

    2. Poi, in autunno 2008, l’ispezione, che accerta che “contrariamente alle prescrizioni della Banca d’Italia, la gestione della piattaforma on line e’ stata realizzata con modalita’ che determinano in capo alla Zopa Italia l’acquisizione della titolarita’ dei fondi messi a disposizione dai lenders…”

    Nell’ultimo punto di pagina 4 il rapporto si lamenta persino che la terza soluzione prospettata sia stata avanzata “oltre i termini per le controdeduzioni”.

    Proprio quest’ultimo punto fa avanzare l’ipotesi che i gestori di Zopa abbiano fatto gli gnorri un po’ a lungo.

    Nello stesso punto, si lamenta che Zopa abbia avanzato delle proposte senza porle in atto concretamente. Non e’ chiaro se Zopa abbia cercato un’autorizzazione preventiva, che Bankitalia non ha voluto dare.

    E cioe’ fra le righe (potrei sbagliarmi) mi sembra di intuire che Bankitalia abbia dato un po’ incautamente l’autorizzazione preventiva sperando che Zopa prima o poi si adeguasse, poi, di fronte a continui temporeggiamenti, abbia calato la scure.

  • alberico tremigliozzi 15 Luglio 2009 at 19:50

    Le lobby bancarie vincono ancora: Zopa costretta a sospendere l’attività di social lending

    Tra i tanti risvoti social della rete, quello del social lending è uno dei più curiosi, interessanti e apprezabili. Un modo nuovo e diverso dalle banche per ottenere/dare credito.

    In Italia i due operatori di social lending sono Zopa.it e Boober.it e in tempi recenti hanno fatto un più che discreto (ancorchè in sordina) lavoro di intermediazione. La loro attività si basa sulla facilitazione dell’incontro fra domanda e offerta di microcredito. In pratica chi ha a disposizione piccole somme di denaro può decidere di darle in prestito ad altri soggetti per la realizzione di un sogno o di un desiderio, di un progetto o di un banale acquisto.

    C’è chi vuole comprare l’auto, chi vuole aprire un negozio, chi fare un regalo. E chi vuole prestare dei soldi lo può fare scegliendo i progetti che più gli stanno simpatici. L’intermediazione si risolve nella raccolta delle somme messe a disposizione e nel successivo finanziamento di vari progetti con un coeficiente di rischio predeterminato.

    Bene, cosa è accaduto? Che all’improvviso la Banca d’Italia si è “svegliata” e ha deciso che Zopa doveva interrompere la sua attività (cancellandola d’ufficio dall’albo degli intermediari finanziari) in quanto: “la società acquisiva la titolarità e la disponibilità dei fondi conferiti dai prestatori, violando l’obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società; in tal modo si realizza una abusiva attività di raccolta del risparmio, con rischio per i terzi i cui fondi non vengono più scambiati immediatamente tra creditore e debitore come dovrebbe essere nello schema di social lending ma rimangono nella disponibilità della Zopa. Di fatto il creditore si trova inconsapevolmente in una posizione analoga a quella di un depositante senza le tutele previste dall’ordinamento per i risparmiatori. […] Le modifiche operative proposte da Zopa per risolvere il problema non sono risultate sufficienti a garantire la rimozione delle irregolarità, manifestando una strutturale difficoltà nell’assicurare il rispetto della disciplina in materia bancaria e finanziaria posta a tutela dei terzi e del mercato”

    Mi pare inverosimile. con 7,2 milioni di euro di prestiti erogati e 40.000 utenti in Italia, Zopa (che mutua un’idea anglosassone) era diventato un player di tutto rispetto che affrontava la dinamica “creditizia” in modo innovativo.

    La posizione della Banca d’Italia è a dir poco ipocrita: dov’era quando nei mesi scorsi i colossi del credito finivano in crisi di liquisdità mai viste prima? E dov’è ora mentre le aziende (soprattutto le piccole) sono strozzate da quelle stesse banche che richiedono loro di rientrare dalle esposizioni da un giorno all’altro?

    La società ora ha solo tre possibilità: modificare l’oggetto sociale, liquidare la società, assumere “altre iniziative”…

    Le lobby vincono ancora… anche nel mondo 2.0

    Keep in touch

    Alberico Tremigliozzi

  • marco ferrando 15 Luglio 2009 at 15:05

    Social lending, ecco perchè Bankitalia ha espulso Zopa

    «Non vogliamo nessuna guerra. Semplicemente, stiamo valutando quale sia la strada per far valere al meglio le nostre ragioni».

    A ormai cinque giorni dall’espulsione dall’elenco degli intermediari finanziari, dal quartier generale milanese di Zopa Italia arriva un messaggio di distensione, verso il ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha emanato il decreto, ma soprattutto verso Banca d’Italia, che lo ha «commissionato».

    L’amministratore delegato, Maurizio Sella, da lunedì è al lavoro con i suoi legali per capire come, quando e dove agire dal punto di vista giuridico, ma intanto il timore è che l’ondata di rabbia scatenata dal decreto ministeriale dentro al popolo degli zoopiani e più in generale dei blogger possa accendere troppo i toni del conflitto, trasformando una questione di principio in un’inedita rissa creditizia, tra sociale lending e metodi tradizionali.

    Sul forum interno al sito di Zopa sono già 250 i messaggi arrivati, ma intanto il decreto fa discutere anche i cugini di Boober.it, l’altro operatore italiano del social lending.

    «Sappiamo di aver lavorato al meglio, nella piena collaborazione con la Banca d’Italia», è l’unica battuta che si è concesso Sella, interpellato questa mattina da Il Sole 24 ore online. Nelle prossime ore, Zopa metterà online sul proprio sito il testo del decreto ministeriale, «per ulteriore trasparenza»: a quel punto i contorni della vicenda dovrebbero essere più chiari.

    Le ragioni della Banca d’Italia
    Intanto Bankitalia ha spiegato le ragioni della decisione su Zopa, sottolineando la società acquisiva la titolarità e la disponibilità dei fondi conferiti dai prestatori, violando l’obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società. In tal modo – sottolineano le fonti della Banca d’Italia – si realizza una abusiva attività di raccolta del risparmio, con rischio per i terzi i cui fondi non vengono più scambiati immediatamente tra creditore e debitore come dovrebbe essere nello schema di social lending ma rimangono nella disponibilità della Zopa.

    Di fatto il creditore si trova inconsapevolmente in una posizione analoga a quella di un depositante senza le tutele previste dall’ordinamento per i risparmiatori.

    Non solo. Secondo le autorità monetarie e di vigilanza le modifiche operative proposte da Zopa per risolvere il problema non sono risultate sufficienti a garantire la rimozione delle irregolarità, manifestando una strutturale difficoltà nell’assicurare il rispetto della disciplina in materia bancaria e finanziaria posta a tutela dei terzi e del mercato.

    Da gennaio 2008 fino alla settimana scorsa, Zopa ha raccolto e distribuito circa 7,2 milioni di euro. Quando è arrivato lo stop del Ministero, sul conto corrente di transito – fa sapere la società – c’era circa un milione di euro, una somma che da lunedì è in redistribuzione ai conferitori.

    Sempre dell’ordine del milione di euro era la giacenza media degli ultimi mesi, mentre – dicono ancora da Zopa – in media i fondi versati da prestatori impiegavano 45 giorni per giungere all’assegnazione definitiva ai prenditori.

  • ludovico grenga 14 Luglio 2009 at 20:07

    Zopa.it, il sito di social lending che consente alle persone di prestarsi denaro direttamente online tagliando fuori le banche, sospende l’attività. Il 10 luglio scorso è stato infatti notificato alla società il decreto del ministero dell’Economia che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato Zopa.it dall’elenco degli intermediari finanziari. Come conseguenza immediata il sito ha sospeso la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi prestatori.

    A Zopa Banca d’Italia ha contestato di aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti) a causa della giacenza sul conto prestatori del denaro in attesa di essere concesso in prestito. Zopa, informa un comunicato, garantisce comunque la gestione di tutti i flussi di pagamento da richiedenti a prestatori in relazione ai finanziamenti già erogati, nonché le attività di recupero credito. Non sono possibili invece l’ingresso di nuovi prestatori, l’aggiunta di fondi da prestatori già attivi e l’accettazione di nuove richieste di prestito e la loro erogazione. Le richieste di prestito in valutazione sono state annullate.

    In Italia la sfiducia verso banche e finanziarie, alimentata dalla crisi finanziaria e dalla stretta creditizia, aveva portato molte persone ad avvicinarsi a Zopa.it come forma alternativa di finanza personale: sono infatti più di 40mila gli italiani iscritti alla community e in un anno e mezzo 5mila persone si sono prestate direttamente online più di 7milioni di euro.

    «Siamo molto sorpresi da questa decisione che ci sembra dovuta unicamente a valutazioni di carattere tecnico-giuridico sul funzionamento della piattaforma, a fronte delle quali peraltro avevamo proposto una soluzione definitiva – ha commentato Maurizio Sella, amministratore delegato di Zopa.it -. Abbiamo sempre collaborato con Banca d’Italia, confido in un rapido rientro alla normalità».

    Il modello di Zopa (“Zona di Possibile Accordo”), la prima community di social lending presente in Italia, è nato nel marzo del 2005 nel Regno Unito, dove oggi conta 300mila iscritti. La community è fatta da “richiedenti” (chi chiede un prestito, da 1.500 a 15.000 euro, da restituire in 12, 24, 36 e 48 mesi) e da “prestatori” (chi investe prestando ad altri, da 100 a 50.000 euro) che interagendo direttamente tra loro determinano i tassi.

    Zopa.it ha solo un ruolo di facilitatore: crea il mercato e ne fissa le regole, assicura l’efficienza e la funzionalità del sistema, valuta il merito creditizio dei richiedenti, gestisce le transazioni tra le parti e suddivide sempre l’importo prestato tra 50 diversi richiedenti per minimizzare il rischio dei Prestatori.

  • rosaria amato 14 Luglio 2009 at 18:34

    Zopa.it, la prima community di social lending in Italia, attiva dal 2008, ha annunciato “la sospensione delle attività in seguito alla cancellazione dall’albo degli intermediari finanziari”. La cancellazione è stata disposta il 10 luglio, fa sapere un portavoce di Zopa, in seguito “a un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze”, emanato “su indicazione della Banca d’Italia”. Zopa ha pertanto sospeso la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi prestatori.

    A Zopa la Banca d’Italia ha contestato di aver effettuato una raccolta del risparmio (e non la semplice intermediazione di pagamenti) “a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito”. Zopa, Zone of Possible Agreement, (in italiano Zona di Possibile Accordo), è nato in Gran Bretagna nella primavera del 2005, per iniziativa di tre manager della banca online Egg. In pratica il sito fa da intermediario ai prestiti tra privati: le condizioni vengono stabilite di volta in volta, in base a un accordo tra le parti.

    A Zopa, in quanto intermediario, viene garantita una percentuale dell’1 per cento da parte dei prestatori, e da parte di chi prende il denaro in prestito in misura variabile a seconda della propria “affidabilità”. Infatti gli aspiranti al prestito vengono suddivisi in varie classi, a seconda delle informazioni reperite da Zopa su di loro: più si è affidabili e meno si paga, e dunque la classe A+ paga lo 0,5 per cento, la A l’1 per cento, la B l’1,5 per cento e la C il 2 per cento.

    Un meccanismo che aveva trovato parecchi risparmatori interessati: infatti Zopa, che nel Regno Unito conta 300.000 iscritti, in Italia ne ha oltre 40.000. In un anno e mezzo 5.000 persone si sono prestate online più di 7 milioni di euro. Cifre di tutto rispetto, che hanno permesso a Zopa di attestarsi al terzo posto della classifica europea delle community di social lending, dietro Zopa britannico e i tedeschi di Smava.de.

    L’amministratore delegato di Zopa.it, Maurizio Sella, si dichiara molto sorpreso “da questa decisione che ci sembra dovuta unicamente a valutazioni di carattere tecnico-giuridico sul funzionamento della piattaforma, a fronte delle quali peraltro avevamo proposto una soluzione definitiva”.

    “Abbiamo sempre collaborato con la Banca d’Italia – prosegue Sella – fin dalla fase di progettazione di un’iniziativa sicuramente non codificata. Nel gennaio del 2008 abbiamo iniziato ad operare dopo avere ricevuto l’ok dell’Ufficio Italiano Cambi e da quel momento Zopa è stata un grande successo, soprattutto in un momento storico in cui il credit crunch escludeva intere fasce sociali dall’accesso al credito. Ci siamo attivati per tutelare la nostra posizione e la community in tutte le sedi e in tutti i modi che ci saranno consentiti, confido in un rapido rientro alla normalità”.

    Nel frattempo, i vecchi prestatori e richiedenti possono consultare il sito per sapere come verranno man mano fermate le attività. Infatti, se non verranno avviati nuovi prestiti, quelli già in atto seguiranno in linea di massima le scadenze già previste.

    Gli aderenti alla community sul blog di Zopa stanno contestando duramente quella che considerano una sorta di vendetta della “lobby bancaria”: “Ti pareva che l’associazione a delinquere bancaria non si sarebbe mossa a mettere i bastoni tra le ruote ad un sistema onesto e trasparente come questo. Siamo in Italia, benvenuti!”, scrive per esempio Andrea. In molti però vogliono vederci chiaro e, in nome della trasparenza, chiedono la pubblicazione del decreto ministeriale. Augurandosi che magari si tratti “di un malinteso”. Qualcuno avanza addirittura la proposta che si possa proseguire senza l’autorizzazione della banca centrale. E qualcun altro propone addirittura il lancio di uova marce contro le istituzioni. Mentre i più razionali si schierano per un ricorso alla Corte di Giustizia Europea, considerato che i “cugini” inglesi non sono mai incorsi in alcuna contestazione da parte delle autorità britanniche.

  • rosario fiore 14 Luglio 2009 at 06:21

    A Zopa è stato contestato di aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti) a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito.

  • enrico ratto 13 Luglio 2009 at 14:23

    La Zona di Possibile Accordo è un concetto molto antico in economia. Si tratta del punto in cui due negoziatori raggiungono un equilibrio e, quindi, possono procedere ad un accordo.

    Il social lending è una pratica altrettanto antica. Si tratta del prestito tra due privati, senza intermediazione: le due parti stabiliscono il tasso di interesse, il prezzo del denaro, e prestatore e richiedente stipulano un accordo. Il Web 2.0, al contrario, è un concetto molto recente, ma evoca un’esigenza antichissima per la società umana: fare comunità.

    Zopa è una community moderna, un’esperimento finanziario, un’impresa, una SpA con 600 mila euro di capitale che si concretizza nella sintesi di questi tre concetti: prestatore e richiedente si trovano su uno spazio web, l’uno con l’esigenza di investire denaro, l’altro di richiederlo in prestito. Le due parti trovano un punto di incontro sul tasso di interesse e sulla durata del prestito, e l’accordo è fatto.

    Zopa, in cambio di una commissione, vigila sul livello di rischio dei richiedenti, distribuisce tra più soggetti il prestito in modo da minimizzare il rischio e riduce l’intervento di intermediazione. Un modello che segna l’evoluzione della “Finanza 1.0”: le banche online fondate su tempismo, efficienza, assenza di intemediari, abbattimento dei costi. Questa volta, con un pizzico di community in più.

  • luigi sforza 13 Luglio 2009 at 14:21

    Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari Zopa.it

    Brusca frenata per il social lending in Italia. Come si legge nel blog di Zopa, l’intermediario finanziario sbarcato in Italia da più di un anno e giunto a raccogliere 5 mil di Euro da parte dei prestatori, “a seguito di un’ispezione di Banca d’Italia negli ultimi mesi, ci sono state mosse delle contestazioni, alle quali abbiamo risposto – pur sostenendo la correttezza della impostazione legale della nostra iniziativa – proponendo delle soluzioni con controparti istituzionali che avrebbero di fatto reso nulla la contestazione che ci era stata mossa. Ma questo non è stato evidentemente abbastanza.”.
    E’ l’Amministratore Delegato di Zopa.it, Maurizio Sella, a scrivere queste note e a contattare gli investitori con una email collettiva e molto chiara, nel segno della trasparenza che ha sempre contraddistinto la società “in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata ci vediamo costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi Prestatori. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community. A tutela tua e di tutti i Prestatori, rimane pienamente attiva la gestione dei prestiti in essere, sia per l’incasso delle rate sia per il recupero credito. Il denaro in prestito diventerà gradualmente disponibile al rientro delle rate mensili.”

  • marco imbriani 13 Luglio 2009 at 14:15

    Internet da fastidio sia a livello di libera informazione sia per quanto riguarda il sistema economico italiano.

    Con internet si possono abbassare i costi di moltissimi servizi perchè tende a togliere gli intermediari. Senza intermediari (banche, studi legali, studi notarili, case di distribuzione, manager, etc etc) il costo del servizio è estremamente vantaggioso per il cliente che a parità di qualità ottiene prezzi inferiori.

    In un paese normale questo si chiamerebbe concorrenza. La concorrenza sana e leale impone che nuovi concorrenti entrino sul mercato per abbassare i costi per conquistare nuovi clienti.

    Dicevo in un paese normale. Noi, in Italia, non lo siamo e quindi ogni giorno le varie lobby impongono la loro legge, che è la legge del monopolista che sta all’opposto della libera concorrenza. Se non ho concorrenti impongo io il mio prezzo che è calibrato per massimizzare i profitti fregandosene della qualità perchè non avendo concorrenti il mio business è al sicuro.

    L’ultimo esempio è il caso di Zopa. Zopa è un sito che propone il concetto di P2P landing ovvero elimina le banche da qualsiasi prestito visto che il passaggio di denaro avviene direttamente tra persone con Zopa che fa da garante e trattiene una piccola quota d’interessi. La sostanza è che i prestiti tra le persone sono più vantaggiosi rispetto alla banca tradizionale.

    La pacchia non poteva durare molto infatti la Banca d’Italia ha sospeso Zopa dall’opera in Italia, come la stessa Zopa riferisce nel suo blog.

    Le motivazioni della Banca d’Italia sono abbastanza oscure ma essendo una banca privata controllata dalla maggiori banche italiane (tra le altre Intesa, Montepaschi, Mediobanca) non è difficile capire come questo genere di siti diano fastidio proprio al sistema bancario italiano.

    Strano che solo Zopa sia stata interdetta mentre, ad esempio, Boober operi ancora tranquillamente. Forse Zopa stava diventando troppo grossa?

  • laureta mancini 13 Luglio 2009 at 13:59

    La notizia risale al 10 luglio scorso, ma la comunicazione agli utenti della community è stata data solamente questa mattina: Zopa.it non è più un intermediario finanzario e, pertanto, non potrà più effettuare prestiti. La comunicazione è stata data dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione della Banca d’Italia, ha cancellato la celebre community di social landing dalle imprese autorizzate a erogare prestiti.

    Una decisione molto strana questa, che di fatto toglie a moltissime persone la possibilità di avere piccoli prestiti a tassi molto bassi e convenienti. Evidentemente, le banche e le finanziarie tradizionali hanno avuto un contraccolpo da parte di Zopa? Il boom del microcredito online da fastidio ai grandi nomi…

    Ovviamente, in questo momento, la società Zopa S.p.A. sta valutando la possibilità di ricorrere contro questa decisione apparentemente ingiustificata. Nel frattempo però, tutti i nuovi prestiti sono ovviamente sospesi e chi prestava soldi tramite Zopa adesso vedrà rientrare in account il proprio denaro offerto. I prestiti in essere, dovranno essere saldati con regolarità e anche il recupero dei crediti continuerà… ma Zopa Italia, in questo momento, sembra avviata verso la fine.

  • maurizio sella 13 Luglio 2009 at 13:54

    Carissimi Zopiani,

    ho sempre lasciato che i miei validissimi collaboratori tenessero i rapporti con la nostra attenta ed attiva community che fin dal primo giorno ha partecipato con passione e con grande spirito di collaborazione alla crescita di Zopa.

    Devo però intervenire direttamente in un momento molto critico per Zopa e per il Social Lending in Italia.

    Abbiamo ricevuto infatti il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, dietro indicazione della Banca d’Italia, ha provveduto alla cancellazione di Zopa dall’albo delle finanziarie ex articolo 106. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community.

    Siamo quindi costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi Prestatori, mentre vogliamo continuare, in maniera rigorosa e precisa come sempre, a gestire i prestiti in essere.

    Voglio però qui chiarire quale è stato il percorso che Zopa ha fatto prima di essere autorizzata ad operare.

    I primi rapporti con la Banca d’Italia risalgono alla tarda primavera del 2006 quando i legali da noi incaricati hanno cominciato ad illustrare il progetto di Zopa alla Banca d’Italia, fino ad arrivare, dopo un incontro e vari scambi di lettere, all’autorizzazione ricevuta nel settembre 2007 dall’Ufficio Italiano Cambi con l’iscrizione all’albo delle Finanziarie ex articolo 106. Zopa ha poi iniziato ad operare nel gennaio 2008.

    A seguito di un’ispezione di Banca d’Italia negli ultimi mesi, ci sono state mosse delle contestazioni, alle quali abbiamo risposto – pur sostenendo la correttezza della impostazione legale della nostra iniziativa – proponendo delle soluzioni con controparti istituzionali che avrebbero di fatto reso nulla la contestazione che ci era stata mossa. Ma questo non è stato evidentemente abbastanza.

    Zopa è un progetto innovativo e ad altissimi contenuti etici e solidali. Basti pensare che, nel 2008 (anno della crisi del secolo della finanza creativa e di truffe miliardarie) i Prestatori zopiani hanno beneficiato di ottimi rendimenti e i Richiedenti di tassi molto favorevoli. In questo momento di crisi molti invocano la necessità di micro-credito, di prestiti solidali a favore di categorie meno fortunate: Zopa questo lo stava facendo.

    Va sottolineato che ad oggi i soci azionisti hanno finanziato la società con oltre 5 milioni di euro, con l’obiettivo di farne un business serio ed affidabile per tutte le parti in causa. Le persone che fanno parte del team sono state selezionate accuratamente e rappresentano al meglio lo spirito che ci ha animato fin dal primo giorno: professionalità ma anche quell’entusiasmo tipico di persone consce di partecipare ad un progetto etico e sociale – come testimoniano le storie zopiane raccolte nel blog – ma anche molto conveniente per chi fa parte di questa innovativa ‘community del credito’.

    In Zopa siamo sempre stati trasparenti, non per moda o convenienza ma per DNA. Abbiamo creduto in un progetto ambizioso e lo abbiamo sviluppato nel nostro paese. Gestiremo questa fase, speriamo breve, con il nostro stile abituale cercando di minimizzare i disagi per tutti i membri della community.

    Vi ringrazio in anticipo per tutto il supporto che ci vorrete dare.

    Maurizio Sella

    Amministratore Delegato Zopa Italia SpA