Eredità » il figlio escluso potrà sempre chiedere che gli sia riconosciuta la sua quota di patrimonio

Dopo il decesso di una persona, la legge riserva ad alcuni parenti stretti, per lo più figli e coniuge, una quota del patrimonio del defunto, intendendosi per patrimonio non solo ciò che lascia, ma anche ciò di cui si è spogliato, in vita, per donazione.

Questa quota, varia a seconda di quante persone vengano all'eredità.

Per rimanere all'esempio da lei citato, se alla morte di suo marito, che da quanto ho capito sarebbe proprietario del tutto, verranno all'eredità solamente i due fratelli, ciascuna di questi avrà diritto ad una quota di 1/3 del patrimonio del defunto, potendo questo disporre, con testamento o donazione, liberamente del residuo terzo del suo patrimonio.

Nel caso in cui venga all'eredità, insieme ai suoi due figli, anche lei, la quota di legittima sarà di 1/4 per ciascuno, potendo disporre liberamente di 1/4 dell'eredità.

Preciso che, finché è in vita il proprietario, non è possibile fare nulla: così se suo figlio minore chiede l'anticipo per donazione di una quota dell'eredità, il padre potrà darla se vuole, ma non potrà esservi costretto.

Quanto alla possibilità che il padre intesti tutto ad uno solo dei figli, questo è ben possibile, ma, al momento della morte, l'altro figlio potrà chiedere che gli sia riconosciuta la sua quota di patrimonio.

4 ottobre 2013 · Andrea Ricciardi

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