Vorrei pagare un debito ma non si sa chi è il creditore

A seguito di un debito verso la Banca per una carta di credito non pagata di originari 2500 euro, che ora sono diventati 3700, sono stato assillato prima dalla Banca stessa e poi da un recupero crediti, però non potevo chiedere nessun accordo perché già pago 800 euro per altro accordo preso sempre con la stessa agenzia di recupero crediti.

Ora finalmente riesco tramite un garante ad avere un finanziamento e contatto la Società di recupero crediti che mi comunica di non avere più in gestione la pratica che mi riguarda. Chiamo quindi la Banca e mi viene detto di inviare un fax per chiedere se posso pagare la posizione debitoria in un'unica soluzione.

Secondo Voi è normale che accettino? Perchè la persona che mi ha risposto pareva sgarbata e scocciata, dicendomi che potevo anche pensarci prima: ma prima come facevo se non avevo i soldi per pagare?

Nel caso loro avessero già proceduto con un decreto ingiuntivo per esempio, io posso pagare prima che ci siano ancora altre spese? Perché io non ho ricevuto niente e non vorrei trovarmi a dover pagare ancora più soldi dei 1200 euro di interessi che già mi chiedono. Tenga presente che a fine luglio la pratica era ancora al recupero crediti.

Magari lei fosse così fortunato che il creditore ignoto procedesse con decreto ingiuntivo: sarebbe difficile per lui vedersi riconosciute dal giudice spese legali ed interessi moratori pari alla metà del debito in conto capitale. E potrebbe sempre rimediare con la conversione del pignoramento (versando innanzi al giudice il dovuto, che dubito potrà arrivare ai 3.700 euro pretesi al momento). Stia sicuro, però, che il creditore (al momento ignoto) si guarderà bene dal procedere in via giudiziale, perché debitori come lei è sempre più difficile trovarne (diciamo che sono rari come le mosche bianche).

Vedrà che il nuovo cessionario si farà vivo, prima o poi, con una proposta e, magari, sarà anche meno esoso.

Comunque, se ha uno stipendio, non riesce ad arrivare a fine mese e non possiede un pingue conto corrente, valuti la possibilità di interrompere anche il pagamento degli ottocento euro che già versa in seguito al primo accordo. Il massimo che rischia è il prelievo del 20% dalla retribuzione netta, per tutti i debiti ordinari (banche e finanziarie) che ha contratto, e non rimborsato, fino ad oggi.

Certo ci metterà un po' più di tempo a saldare e dovrà far fronte a qualche spesa legale in più: ma vuoi mettere la comodità di ottenere una ristrutturazione di tutte le esposizioni debitorie con una rata sostenibile pari al 20% dello stipendio netto?

27 agosto 2018 · Ludmilla Karadzic

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