Validità pignoramento in caso di riassunzione presso lo stesso datore di lavoro

Premetto che sono un dipendente a tempo determinato presso una azienda di Trasporto Pubblico Locale (TPL): l'azienda mi assume a tempo determinato per coprire determinate esigenze aziendali.

Durante la mia precedente assunzione a tempo determinato, Equitalia ha pensato bene di effettuare pignoramento presso il datore di lavoro per delle cartelle esattoriali non pagate.

Nel frattempo sono stato licenziato per fine contratto in quanto erano venute meno le condizioni per la mia assunzione: ora però a distanza di oltre in mese l'azienda ha deciso di riassumermi sempre a tempo determinato, per espletare altro servizio che nel frattempo si è reso necessario.

La mia domanda è: il precedente pignoramento è sempre valido, oppure la sua efficacia è cessata con il mio licenziamento; in pratica per continuare a trattenermi 1/10 dello stipendio il datore di lavoro è legittimato oppure deve attendere altra eventuale notifica di ulteriore pignoramento?

Se il datore di lavoro terzo pignorato ed il debitore esecutato sono i medesimi soggetti coinvolti dalla precedente istanza di pignoramento promossa dal creditore procedente (per il quale agisce Equitalia), sarebbe necessaria un'ordinanza di estinzione del processo esecutivo, emessa dal giudice su richiesta del debitore esecutato, per evitare il perpetuarsi della procedura di prelievo dallo stipendio.

Per il debitore ciò potrebbe rappresentare anche un vantaggio, dal momento che una nuova azione esecutiva comporterebbe necessariamente un aggravio delle spese legali che gli sarebbero poste a carico.

26 luglio 2016 · Paolo Rastelli

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