Uso del cellulare in auto – Regole e sanzioni attuali


Ormai è diventato pericoloso mettersi alla guida e soprattutto, circolare a piedi per strada: la gente è sempre più distratta dal telefono, che utilizza tranquillamente non curandosi degli altri automobilisti e dei pedoni.

Cosa fa il Governo per tamponare?

Ridurre le fonti di distrazione mentre siamo alla guida è fondamentale per evitare incidenti stradali e l’uso del cellulare in auto è sicuramente uno dei comportamenti scorretti che possono mettere più a repentaglio la nostra sicurezza e quella degli altri.

Secondo le statistiche, 3 incidenti su 4 sono infatti dovuti ad una distrazione del conducente e l’uso del cellulare è in cima alla lista dei motivi per i quali si tolgono le mani dal volante e non si guarda la strada.

Nonostante un calo legato alla pandemia, il Covid-19 non ha eliminato infortuni e decessi legati a incidenti stradali, tanto che, come evidenziato dall’ultimo rapporto European Transport Safety Council (ETSC), nel 2021 nell’Unione Europea si sono registrate circa 20.000 vittime della strada.

Vediamo più da vicino la situazione nel nostro Paese e le sanzioni previste.

L’articolo 173 del Codice della Strada disciplina chiaramente che è vietato al conducente di “far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore”. Da notare che è possibile ricorrere all’utilizzo “di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”. È importante specificare che, durante l’utilizzo di questi sistemi, lo smartphone non va tenuto in mano. Per la guida, infatti, è necessario avere entrambe le mani libere.

Il cellulare in auto può quindi essere utilizzato solo per conversazioni telefoniche in entrata o in uscita, purché con gli auricolari (solo su un orecchio, l’altro deve essere libero) o con il dispositivo Bluetooth o un altro sistema a vivavoce con comandi vocali.

La sincronizzazione con il dispositivo vivavoce deve essere fatta quando si è ancora fermi, prima di avviarsi.

E’ vietato mandare messaggini su Whatsapp o dare un’occhiata al telefono, anche “al volo”, mentre magari si è in coda con il semaforo rosso.

Oltre alla necessità prioritaria di evitare incidenti, bisogna considerare anche le sanzioni previste in caso di infrazione.

E’ bene sapere che la recente riforma del Codice della Strada ha ampliato la rosa degli strumenti multabili: se infatti nell’articolo 173 si parlava di “apparecchi radiotelefonici”, la riforma ha allargato il divieto a computer, notebook, tablet e dispositivi analoghi che presuppongano “anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante“.

I trasgressori vanno incontro a una sanzione pecuniaria che va da 165 a 661 euro, alla quale si aggiunge la decurtazione di 5 punti dalla patente.

E’ bene sapere che le sanzioni non scattano solo se si sta conversando o se si sta chattando, ma per il semplice fatto di avere lo smartphone in mano, perché in questo modo si tolgono le mani da volante e si distoglie lo sguardo dalla strada.

Inoltre, se si ripete la stessa infrazione nell’arco di un biennio, scatta la sospensione della patente da uno a tre mesi.

L’automobilista può procedere alla contestazione della multa, ricordando che l’infrazione va contestata immediatamente: ciò significa che l’agente che accerta la violazione deve fermare subito il conducente ed elevargli il verbale.

Se invece la multa è arrivata a casa, ricorda che è valida solo se il verbale riporta con precisione gli estremi della violazione e i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

La contestazione può infatti essere differita solamente se sia stato impossibile procedere a quella immediata: pensiamo al caso di chi, guidando con il cellulare, sfrecci via velocemente, non consentendo alle autorità di poterlo fermare.

In caso contrario, si potrà invece presentare ricorso presso il Giudice di Pace competente per territorio.

La “distrazione da smartphone” può causare non solo sanzioni, ma anche rincari sull’assicurazione. La responsabilità dello scontro da parte dell’assicurato sarà infatti anche segnalata sul proprio attestato di rischio, il documento che certifica la storia assicurativa dell’intestatario della polizza, influendo negativamente sull’importo del premio da versare al rinnovo della polizza.

In particolare, il guidatore perderà due classi di merito e potrà quindi subire un aumento del premio compreso tra il 15% e il 20% (se in prima classe di merito da più anni).

Bisogna infine ricordare che l’utilizzo dello smartphone (o di altro dispositivo) al volante potrebbe essere annoverato nel contratto assicurativo tra le clausole di rivalsa.

Se così fosse, ed è importante verificarlo al momento della firma del contratto, in caso di incidente la compagnia assicuratrice avrebbe il diritto di rivalersi economicamente del danno, ossia di corrispondere alla controparte danneggiata quanto dovuto ma successivamente chiederne conto al cliente assicurato.

Si dovrà quindi ripagare alla compagnia assicuratrice la somma che questa avrà già versato a chi ha subito il sinistro, per un importo che in base al danno causato potrebbe essere anche molto elevato.

2 Luglio 2022 · Giuseppe Pennuto



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