Ulteriori chiarimenti sul funzionamento del crif

Se non si è mai ricevuta alcuna comunicazione relativa ad un ritardo nel pagamento con invito a mettersi in regola per non essere iscritti al crif come cattivi pagatori, non si è dunque certamente iscritti al crif nonostante siano state pagate con pochi giorni di ritardo alcune rate, è corretto?

Per ben comprendere in linea generale, se viceversa si è ricevuta una comunicazione di tale contenuto, anche nel contesto di un finanziamento diverso da quello attuale si può essere iscritti al crif per una morosità anche inferiore ai sessanta giorni?

Questi 60 giorni di morosità possono anche essere dati da un accumulo di giorni di ritardo nei vari mesi nel pagamento di diverse rate o devono essere continui?

Nel primo caso le comunicazioni dei cattivi pagatori possono essere date al crif anche al termine del finanziamento guardando all’accumulo dei giorni di ritardo?

Quali sono le norme che regolano tutti questi aspetti su cui vi ho posto queste domande? Sono infatti una studente di legge, non conoscevo questo istituto e ho cercato invano su internet di farmi un’idea precisa ma navigando ho visto che le informazioni sono spesso contrastanti, nelle vostre risposte ho invece notato precisione e coerenza con quel poco che ho potuto leggere su siti che avessero un minimo di autorevolezza.

Spiace deluderla, ma il contesto di cui ci stiamo occupando è il “Il codice di deontologia e buona condotta per le Centrali Rischi”. In pratica un accordo sottoscritto dal Garante per la protezione dei dati personali, alcune associazioni di consumatori e l’UNIREC, ovvero l’Unione Nazionale delle Imprese di REcupero Crediti.

Non si tratta dunque d una legge, ma di un codice etico, un insieme di norme scritte proprio per prendere in giro i cittadini e perpetrarne le violazione senza pagare pegno.

Ma anche se si fosse trattato di una legge, ben presto capirà che la prassi di applicazione e la giurisprudenza grondano di interpretazioni antitetiche. Le zone di grigio son prevalenti ripetto a quelle nitidamente definibili come nere o bianche.

Per approfondimenti ulteriori sui SIC (Sistemi di Informazione Creditizia) ovvero le c.d. banche dati dei cattivi pagatori, o, ancora, Centrali Rischi, la rimando a questa sezione.

Infine, per tornare all’aspetto pratico, voglio solo evidenziarle che per sapere se si risulta iscritti al CRIF basta andare qui e compilare il modulo on line seguendo le istruzioni riportate.

7 Aprile 2012 · Carla Benvenuto

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