Trading online illegale – Come difendersi dalle truffe?


Nella pubblicità si vedono i volti sorridenti di persone che, investendo piccole cifre, sono riuscite a portarsi a casa cifre da capogiro

Ho messo una piccola somma da parte e vorrei incominciare ad investirla tramite il tanto pubblicizzato trading online: ho sentito però, che ci sono molte truffe in questo ambiente.

Come difendersi?

Chiunque navigando su internet si sarà imbattuto almeno una volta nell’annuncio di “occasioni da non perdere” per diventare ricchi in pochissimo tempo grazie al trading online: spesso in questi messaggi pubblicitari si vedono i volti sorridenti di persone “normali” -studenti universitari, lavoratori, casalinghe, pensionati- che investendo piccole cifre, in modo semplice e con pochi clic, sono riuscite a portarsi a casa cifre da capogiro.

Per chi non lo sapesse, l’acquisto e la vendita di titoli non funziona affatto così, e se qualcuno vi propone di mettervi alla prova con un investimento di poche decine di euro su una piattaforma di trading online, pensateci non una ma due volte prima di dire di sì, potrebbe trattarsi di una truffa.

Nonostante all’apparenza le vincite facili proposte possano sembrare irrealizzabili a prima vista, sono tante purtroppo le persone che abboccano ogni giorno all’amo, complici gli slogan e le immagini accattivanti utilizzati dai messaggi pubblicitari, particolarmente accentuata sul web.

Lo dimostrano le centinaia di segnalazioni e reclami che arrivano ai nostri sportelli di assistenza. Eppure queste truffe non si dovrebbero nemmeno verificare, anzitutto perché l’attività finanziaria di investimento è regolamentata a livello nazionale ed europeo.

Tante aziende però operano al di fuori delle regole, non avendo mai ottenuto alcuna autorizzazione alla raccolta del risparmio sul territorio italiano da parte della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa): l’esercizio abusivo di servizi e attività di investimento è infatti un reato punito con la reclusione fino a un massimo di 8 anni in base all’art. 166 del Testo unico della Finanza – Tuf.

Chi confeziona i messaggi pubblicitari per attirare gli utenti nella trappola del trading online, fa leva principalmente su tre elementi:

  • far passare il messaggio che con pochi soldi, con alcuni semplici clic e in brevissimo tempo chiunque può far lievitare il proprio conto in banca. Insomma, un miracolo alla portata di tutti!
  • utilizzare parole e formule rassicuranti -dal “periodo di prova” al “bonus di benvenuto”– per far credere all’utente che non correrà alcun rischio nell’investire parte dei propri risparmi. Ciò che si verifica è però puntualmente l’esatto contrario.
  • tecniche di marketing che sono sempre più aggressive: si va dall’invio di sms alle chiamate promozionali sul cellulare nel corso delle quali l’operatore prova a “giocare” sulla scarsa attenzione o sulla fretta dell’utente spingendolo a investire piccole cifre in cambio della promessa di guadagnare molti più soldi.

Per riconoscere i siti di trading online che celano delle truffe basta seguire una serie di consigli, come quelli indicati dalla Consob, e ricordarsi che una volta entrati in contatto con queste piattaforme sarà difficile tornare indietro e recuperare le somme versate.

La prima cosa a cui fare attenzione è lo schema della comunicazione pubblicitaria. È molto simile a quello del gioco online e, in effetti, chi propone il trading online vuole farci credere che sia facile come scommettere sul risultato di una partita di calcio.

Occorre accertarsi subito della vera ed esatta denominazione della società che propone l’investimento. Se si hanno difficoltà nell’ottenere queste informazioni basilari, allora è meglio “cambiare aria”.

In generale, è sempre bene comunque non fidarsi ciecamente di quello che viene riportato sul sito di una società, così come non basta leggere che il soggetto in questione è vigilato da un’autorità pubblica.

Se la società non è presente sul sito della Consob fra le imprese autorizzate (o sugli elenchi della Banca d’Italia), non bisogna assolutamente investire.

Un altro campanello d’allarme squilla nel momento in cui la sede sociale dell’impresa che propone l’investimento è situata in un paradiso fiscale o in una località esotica.

Diffidare dalle promesse di rendimenti molto più alti di quelli presenti sul mercato, così come da bonus e incentivi di vario tipo e dai guadagni iniziali assicurati.

Tenere sempre a mente le modalità con cui è stata promossa la piattaforma di trading online.

Come detto si può trattare di sms, di telefonate ai numeri di cellulare, ma anche dell’invio di link tramite mail, di banner e pop up che compaiono sulle pagine web che si stanno consultando e di passaparola nei “forum di finanza”, dove capita spesso che dietro gli “esperti” si celino operatori delle società che puntano a truffare gli utenti.

La prima cosa da fare, come detto, è verificare se il soggetto che offre il servizio di trading online sia autorizzato in Italia. In ogni caso conviene verificare se vi siano delle segnalazioni negative presso la Consob.

È una verifica semplice da fare: sul sito dell’Autorità vengono infatti pubblicati periodici avvisi in cui sono resi noti i nomi dei soggetti non autorizzati.

Se dopo vari controlli si prende la decisione di investire in borsa, così come per gli acquisti online è importante tutelarsi con il metodo di pagamento: è quindi sconsigliabile l’uso del bonifico bancario, molto meglio effettuare i pagamenti tramite carta di credito, cosa che consente, almeno in determinate circostanze, di contestare gli addebiti e magari anche di recuperare i soldi versati.

Se si iniziano ad avere difficoltà nella restituzione delle somme investite, la cosa da fare è uscire subito dall’investimento e in caso di necessità contattare il nostro sportello banche per ricevere la necessaria assistenza.

13 Ottobre 2022 · Giovanni Napoletano

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