Quali sono i termini per poter protestare un assegno?

Per un assegno bancario non trasferibile su piazza, con data di emissione 31 luglio, qual è la data termine per cui non scatta il protesto? Il giorno 8 o il 9 agosto?

L'articolo 32 della legge assegni (regio decreto 1736/1933) stabilisce che l'assegno bancario su piazza (pagabile, cioè, nello stesso Comune in cui è stato emesso) deve essere presentato al pagamento nel termine di otto giorni, che decorrono dalla data di emissione indicata nel modulo.

Pertanto, per un assegno emesso il 31 luglio, l'ultimo giorno utile di presentazione è il 7 agosto.

A beneficio degli altri lettori aggiungiamo anche che, una volta scaduti i termini di presentazione, chi ha emesso l'assegno (il traente) ha la possibilità di procedere alla sua revoca: in altre parole, con la revoca, la banca è obbligata a non pagare l'assegno anche in presenza di disponibilità in conto corrente. Con la revoca dell'assegno, intervenuta dopo la scadenza dei termini di presentazione, il traente non è soggetto a protesto e alla segnalazione nella Centrale Rischi Interbancaria (CAI). In assenza di un ordine revoca, invece, la banca può pagare (come di solito avviene) anche dopo la scadenza dei termini di presentazione.

L'articolo 46, sempre in riferimento alla legge assegni, afferma che il protesto (ad esempio, qualora ci fosse insufficiente provvista sul conto corrente del traente) può scattare solo prima che sia spirato il termine di presentazione: tuttavia, se l'assegno è presentato l'ultimo giorno utile, il protesto può essere levato anche il primo giorno feriale successivo.

8 agosto 2017 · Simonetta Folliero

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