Tari da pagare in bolletta elettrica – Dopo il canone Rai arriva l’ennesima beffa per gli italiani?

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Ho sentito al telegiornale che esiste la viva possibilità che, dopo il canone rai, anche la tari, ovvero la tassa sui rifiuti, vada a finire nella bolletta elettrica.

E’ vero?

Cosa c’è di concreto?

Si tratta ancora di un emendamento ma, se passasse, gli italiani, dopo il famigerato canone rai, si vedranno recapitare anche l’onere della Tari (tassa rifiuti) da pagare insieme alla bolletta della luce.

L’inserimento della Tari nella bolletta elettrica, al pari di quanto fatto per il canone Rai, è una misura assurda che determinerebbe ingiusti danni agli utenti.

E’ semplicemente assurdo utilizzare la bolletta della luce come fosse un esattore delle tasse.

L’inserimento della Tari nelle fatture dell’energia elettrica non solo non risolverebbe il problema dell’evasione, ma incrementerebbe i casi di morosità spingendo un numero crescente di utenti, specie coloro che versano in situazione di difficoltà economica, a non poter pagare le bollette a causa dei maggiori costi legati all’inserimento della Tari, subendo peraltro l’interruzione della fornitura elettrica.

Le famiglie italiane sono già in difficoltà a causa dell’abnorme incremento delle bollette della luce registrato nel 2018 e pari al +11,1% rispetto allo scorso anno.

Aggiungere alle fatture anche la Tari danneggerebbe in particolar modo le famiglie numerose e i nuclei a reddito basso, ed è una idea che deve essere immediatamente abbandonata dal Governo.

Inoltre, per i comuni che si trovano in stato di dissesto finanziario, ovvero che hanno deliberato un piano di riequilibrio finanziario il pagamento della tassa sui rifiuti da parte dei titolari di utenza di fornitura di energia elettrica può avvenire, a seguito di apposita deliberazione del Comune mediante addebito sulle fatture emesse dall’impresa elettrica.

Un blitz, un abuso bello e buono.

La bolletta della luce è talmente un rompicapo che gli italiani la pagano senza nemmeno leggerla.

Quindi diventerebbe quasi impossibile riuscire a far valere i propri diritti, in caso di importi della tassa sui rifiuti sbagliati, per non parlare dell’impresa titanica che dovrebbero compiere per pagare la luce, scorporando la Tari.

Nell’emendamento, infatti, hanno fatto la bella pensata di estendere in modo automatico le autorizzazioni all’addebito diretto sul conto corrente bancario e l’utente ha facoltà di revocare la domiciliazione solo nel suo complesso, ossia sia tari che luce.

Se passasse questo emendamento, lo Statuto del contribuente diventerebbe definitivamente carta straccia.

Altro che diritto all’informazione del contribuente, chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie, rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria improntati al principio della collaborazione e della buona fede.

20 Dicembre 2018 · Patrizio Oliva

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